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Nanobatterie wireless per pacemaker: la nuova frontiera per gli impianti cardiaci

Andrea Salvadori | Blogger

Ultimo aggiornamento – 04 Giugno, 2014

Nanobatterie wireless per pacemaker: la nuova frontiera per gli impianti cardiaci

L’ultima novità in tema di dispositivi medici arriva dall’Università di Stanford: nanobatterie wireless ricaricabili per pacemaker e altri tipi di impianti.

Ma c’è molto di più: se i test sull’uomo daranno esiti positivi, la nuova invenzione permetterà non solo di ricaricare le batterie con estrema facilità, ma anche di curare meglio i pazienti grazie all’elettronica.

Si tratta cioè d batterie grandi come chicchi di riso inserite nel corpo e caricabili con un caricatore senza fili.

Propagazione di onde elettromagnetiche

Come spiega Ada Poon, docente di ingegneria elettrica presso l’Università di Stanford, è stato scoperto il modo di far propagare le onde elettromagnetiche all’interno dei tessuti biologici.

Il sistema prevede di inserire le nanobatterie all’interno di piccoli impianti, pacemaker ma anche dispositivi per il rilascio di farmaci nelle varie zone del corpo o elettrostimolatori per il cervello. L’elettroceutica – così verrebbe chiamata la specialità – ha infatti bisogno di impianti molto piccoli per poter essere inseriti all’interno del corpo a vari livelli.

Per ricaricare le batterie di questi dispositivi sarà sufficiente appoggiare un piccolo ricaricatore sul corpo, generatore di onde elettromagnetiche. Una volta entrato a contatto con il corpo, le onde elettromagnetiche saranno in grado di raggiungere i dispositivi presenti all’interno del corpo e ricariche le loro batterie. 

Sicurezza per l’uomo

Il sistema è stato provato su roditori e si stanno mettendo a punto i primi test sull’uomo. Tuttavia, sono stati condotti alcuni test indipendenti in laboratorio che dimostrerebbero l’assoluta sicurezza, visto che si basa su una tecnologia simile a quella dei telefoni cellulari.

 

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