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Un nuovo robot dona ai chirurghi un particolare senso del tatto

Ultimo aggiornamento – 30 settembre, 2016

Robot: senso del tatto durante gli interventi
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Durante un intervento chirurgico a cielo chiuso, i chirurghi di solito si affidano al senso della vista per controllare a distanza la delicata operazione.

Un nuovo robot permette loro di aggiungere alla vista un importante senso in più: il tatto.

L’invenzione, chiamata HeroSurg, è stata rivelata mercoledì 28 settembre all’Australasian Simulation Congress a Melbourne, in Australia.

Creato da un team della Deakin University in Australia, in cooperazione con l’Università di Harvard, il robot può sembrare un po’ spaventoso, ma i suoi inventori sperano che renderà le operazioni più sicure e accurate.

Come funziona l’HeroSurg?

Diversamente da molti attuali strumenti di chirurgia mininvasiva, il robot utilizza un feedback tattile per fornire il senso del tatto all’operatore, così come le immagini 3D permettono al chirurgo di vedere dove sono collocati i suoi strumenti.

Il responsabile del progetto, Mohsen Moradi Dalvand, ha lavorato con la robotica medica e i sistemi tattili per quasi un decennio: “il robot è un sistema chirurgico robotico ‘master-slave’; dal punto di vista ‘slave’, ha molteplici bracci robotici con strumenti e laparoscopio. Sul lato ‘master’, abbiamo maniglie tattili per permettere ai chirurghi di operare con gli strumenti”, ha rivelato Dalvand.

Gli strumenti che si sono sviluppati col progetto sono in grado di misurare la quantità esatta di forza esercitata dagli strumenti medici sul corpo e trasmettono questo dato al chirurgo, attraverso le maniglie.

Se il chirurgo sta afferrando qualcosa, usando gli strumenti, o se sta stagliando il tessuto, potrà sentire la quantità di forza che si sta applicando al tessuto; quando si ha la capacità di misurare o sentire la forza di interazione… si possono toccare gli strumenti e sentire la consistenza dei tessuti (morbidi o rigidi) e se i tessuti sono normali o anormali”, ha affermato Dalvand.

Suren Krishnan, professore al Royal Adelaide Hospital, ha dichiarato: “il feedback tattile permette al chirurgo di distinguere tra i tessuti, e di ‘sentire’ i tessuti delicati, indeboliti da infezioni o infiammazioni e poter così sezionare con più attenzione”.

Come verrà utilizzato l’HeroSurg?

L’HeroSurg è destinato all’utilizzo durante la chirurgia laparoscopica e in particolare per le operazioni più delicate, in cui il chirurgo può dover suturare tessuti delicati.

I sistemi chirurgici tramite robot stanno crescendo per frequenza d’uso e popolarità, ma Davland sostiene che HeroSurg si distingue per la sua capacità di rilasciare un feedback tattile e per altre caratteristiche – come l’evitare le collisioni e la possibilità di regolarsi automaticamente al paziente e al lettino operatorio.

Il chirurgo non ha bisogno di preoccuparsi se il robot si muove sul paziente o al di fuori del corpo del paziente”, ha sottolineato Davland.

Gli ospedali sono sempre più motivati a introdurre la robotica nelle proprie sale operatorie, per via dell’efficienza e della precisione che questi possono fornire.

Speriamo di riempire solo una lacuna, attraverso questo nuovo sistema, perché quando abbiamo parlato con i chirurghi, tutti avevano sottolineato l’importanza di avere un feedback tattile o un senso del tatto e le limitazioni che si hanno con i sistemi attuali non permettono di sentire realmente il tessuto”, ha aggiunto Davland.

Attualmente, lui e il suo team stanno lavorando con i chirurghi in Australia per avere da loro alcuni pareri, al fine di migliorare il sistema, a cui seguiranno studi su animali.

Il team è anche alla ricerca di un partner commerciale, per contribuire a estendere la tecnologia ad altri ospedali, a livello globale.

Nonostante Davland non abbia voluto rivelare l’esatto costo del robot, ha lasciato intendere che il costo corrisponderebbe a una piccola frazione del costo totale dei sistemi attualmente disponibili.

Davland vede anche l’Herosurg come uno strumento di particolare aiuto in quelle situazioni in cui tra paziente e medico intercorrono chilometri di distanza.

Provate a immaginare una prigione… possiamo avere il braccio ‘slave’ lì in quel luogo e il braccio ‘master’ in qualche luogo al di fuori della prigione. Anche per le zone di guerra vale lo stesso concetto”, ha spiegato Davland.

In altre parole, un chirurgo potrebbe un giorno essere operativo su di voi mentre si trova dall’altra parte del mondo.

 

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