Quante donne rispondono all'invito alla mammografia gratuita? È l'indicatore che misura, più di altri, se lo screening funziona.
I dati 2025 dell'Osservatorio nazionale screening (ONS) segnalano un miglioramento, con un divario territoriale che si riduce, e un nodo ancora aperto: l'offerta alle donne più giovani e a quelle oltre i 69 anni.
Più donne rispondono all'invito
Nel 2025 la mammografia di screening è stata offerta a 4.086.909 donne. Gli inviti hanno coperto il 96,1% della fascia 50-69 anni, quella prevista dai Livelli essenziali di assistenza (LEA). Per l'ONS l'adesione è il rapporto tra donne che rispondono e donne invitate, al netto delle esclusioni successive all'invito. Nella versione corretta è salita al 58,4%, oltre quattro punti in più rispetto al 2024.
Il guadagno maggiore è nel Mezzogiorno. L'adesione corretta è del 66% al Nord, del 55,9% al Centro e del 47,9% al Sud e nelle Isole, dove l'aumento sul 2024 supera i sette punti.
Il divario tra Nord e Sud resta di circa 18 punti, ma si accorcia. L'ONS indica tra le possibili cause un'offerta più capillare, sostenuta dal Piano nazionale equità per la salute 2021-2027, e un miglioramento nell'estrazione del dato. Per Paola Mantellini, coordinatrice dell'Osservatorio, la crescita al Sud non è rapidissima, ma un avanzamento lento resta un risultato incoraggiante.
Le differenze tra Regioni rimangono ampie: dal 39,4% di adesione della Calabria al 78,7% della Provincia autonoma di Trento. La Calabria è anche la Regione con meno inviti, il 33,1% delle donne che ne avrebbero diritto.
Tra i 45 e i 49 anni l'offerta è a macchia di leopardo
Le raccomandazioni europee dell'Iniziativa della Commissione europea sul cancro al seno (ECIBC) sono fortemente favorevoli allo screening tra 50 e 69 anni. Per le fasce 45-49 e 70-74 sono favorevoli solo a condizione. Nel commento pubblicato dall'ONS si spiega che nelle donne più giovani gli studi hanno mostrato una riduzione della mortalità minore (11% contro 22% nelle 50-69enni) e più falsi positivi.
In Italia l'allargamento non è ancora nei LEA e le Regioni procedono in ordine sparso. Nel 2025 l'estensione degli inviti è stata del 31,2% per le donne tra 45 e 49 anni, in calo rispetto al 33,8% del 2024, e solo 7 Regioni superano il 40%. Nella fascia 70-74 anni l'estensione è del 50,3%, con 11 Regioni oltre il 50%.
Il ritardo riguarda l'offerta, non la volontà delle donne. Tra le 45-49enni invitate l'adesione è del 63,9%, cinque punti in più del 2024, un valore che l'ONS giudica più che accettabile. Nella fascia 70-74 è del 67,8%.
In assenza di invito, secondo AIRC si consiglia di consultare le indicazioni della propria Regione. Una mammografia fuori programma va valutata con il medico, che può prescriverla in situazioni particolari, come la familiarità. In questi casi non si parla di screening, ma di esame diagnostico.
Prima della mammografia: gli stili di vita
Lo screening è prevenzione secondaria: anticipa la diagnosi, ma non protegge dalla comparsa del tumore. Sul fronte della prevenzione primaria, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica l'alcol tra i cancerogeni di Gruppo 1, e tra i tumori associati c'è quello della mammella femminile. Secondo l'Istituto superiore di sanità, a oggi non esiste una quantità sicura di consumo di alcol per quanto riguarda il rischio di cancro.
Un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports da Imperial College London e Institute of Cancer Research ha analizzato i dati di oltre 110mila donne della Breast Cancer Now Generations Study.
Le partecipanti hanno compilato questionari su alcol, fumo, attività fisica e indice di massa corporea (BMI) all'ingresso e, in media, dopo sei e quattordici anni. Alcol, fumo e attività fisica raggiungono i livelli più alti nella tarda adolescenza, mentre il BMI cresce per tutta l'età adulta fino a un picco verso la fine dei 60 anni.
Secondo uno degli autori, il periodo tra i 30 e i 50 anni è cruciale per contrastare l'aumento del BMI e la ripresa dei consumi di alcol.
La ricerca descrive come cambiano le abitudini, non quanti tumori si evitino modificandole. L'indicazione che circa un caso su quattro sia potenzialmente prevenibile con uno stile di vita sano (peso nella norma, attività fisica, poco alcol) deriva da ricerche precedenti.
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Quando non si aspetta l'invito
Lo screening è proposto a donne sane e non sostituisce il controllo in presenza di sintomi. L'Istituto superiore di sanità raccomanda di rivolgersi subito al medico se si notano cambiamenti nella forma del seno, secrezioni dal capezzolo o noduli.
Fonti
- Osservatorio Nazionale Screening (ONS) - La diffusione degli screening oncologici in Italia nel 2025
- Scientific Reports - Longitudinal trends in modifiable cancer risk factors in the Generations Study cohort in the United Kingdom
- Istituto Superiore di Sanità - Aumentare la consapevolezza del legame tra alcol e cancro: la dichiarazione congiunta OMS Europa/IARC al Parlamento europeo