Perché le zanzare pungono sempre te? Lo studio

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 05 Agosto, 2026

braccio con diverse punture di zanzara

C’è chi torna da una cena all’aperto con gambe e braccia piene di ponfi, e chi, seduto allo stesso tavolo, sembra essere stato ignorato. Per molto tempo questa differenza è stata raccontata con spiegazioni semplici: sangue “dolce”, gruppo sanguigno, sudore, profumo, alimentazione, fortuna. In realtà, il modo in cui le zanzare scelgono chi pungere è molto più complicato.

Un nuovo studio pubblicato su iScience ha provato a chiarire un punto importante: essere una sorta di “magnete per zanzare” non è necessariamente una condizione universale. Una persona può risultare molto attraente per una specie e molto meno per un’altra. In altre parole, non tutte le zanzare hanno gli stessi gusti.

La scoperta è interessante perché sposta l’attenzione dal singolo individuo al rapporto tra odore umano, microbi della pelle e specie di zanzara. Non si tratta solo di quanto una persona “odori”, ma di quali composti rilascia e di come quei segnali vengono interpretati da insetti diversi.

Lo studio su 119 volontari a Miami

I ricercatori della Florida International University hanno coinvolto 119 volontari a Miami, in Florida. Ogni partecipante ha inserito un braccio in una camera speciale chiamata uniport olfactometer, uno strumento che permette di osservare come gli insetti rispondono agli odori umani in condizioni controllate.

Dall’altra parte del sistema sono state testate tre specie di zanzare note per il loro ruolo nella trasmissione di malattie: Aedes aegypti, spesso chiamata zanzara della febbre gialla; Aedes albopictus, la zanzara tigre asiatica; e Culex quinquefasciatus, nota come zanzara domestica meridionale.

Per la specie Culex quinquefasciatus, che tende a pungere di notte, i volontari hanno indossato maniche di nylon sulle braccia, così da raccogliere l’odore della pelle e usarlo poi nei test. L’obiettivo era capire se alcune persone fossero preferite da tutte le zanzare o se l’attrazione cambiasse a seconda della specie.

Non esiste un “magnete” valido per tutte le zanzare

Il risultato principale è abbastanza netto: i ricercatori non hanno trovato un magnete universale. Nessuno dei partecipanti è finito nel gruppo del 10% più attraente per tutte e tre le specie di zanzare.

Questo significa che la frase “le zanzare pungono sempre me” può essere vera in un contesto, ma non racconta tutta la storia. Dipende da quale specie è presente, da quali segnali chimici sta cercando e da come risponde all’odore specifico di una persona.

È un dettaglio utile anche per la salute pubblica. Le specie coinvolte nello studio non sono tutte uguali: alcune sono associate alla trasmissione di dengue, Zika, chikungunya, febbre gialla o virus del Nilo occidentale in aree dove questi patogeni circolano. Capire meglio perché certi individui attirano più alcune specie potrebbe aiutare, in futuro, a migliorare strategie di prevenzione e controllo.

Gli odori della pelle fanno la differenza

Le zanzare non scelgono a caso. Usano diversi segnali per orientarsi: anidride carbonica emessa con il respiro, calore corporeo, umidità, movimento e soprattutto odori prodotti dalla pelle. Questi odori sono una miscela molto complessa di molecole volatili, alcune prodotte direttamente dal corpo, altre generate dai batteri che vivono sulla superficie cutanea.

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno raccolto l’aria attorno al braccio dei partecipanti in una sacca di nylon sigillata. Poi hanno analizzato la composizione chimica degli odori usando una tecnica chiamata gascromatografia-spettrometria di massa, utile per identificare le molecole presenti in una miscela.

Il dato più interessante è che ogni specie sembrava rispondere a una combinazione diversa. Aedes aegypti e Culex quinquefasciatus erano meno attratte da persone il cui odore cutaneo conteneva livelli più alti di alcuni alcoli ciclici e monoterpeni, composti aromatici presenti anche in sostanze vegetali e oli essenziali. Aedes albopictus, invece, sembrava attratta da profili con specifiche molecole come i chetoni.

Il ruolo dei microbi sulla pelle

La pelle non è una superficie sterile. Ospita un ecosistema di batteri, funghi e altri microrganismi che contribuiscono anche all’odore individuale. Questi microbi si nutrono di sudore e sebo, trasformandoli in molecole volatili che le zanzare possono rilevare.

Nel lavoro, i ricercatori hanno prelevato campioni dagli avambracci dei volontari e hanno usato il sequenziamento del DNA per identificare i batteri presenti sulla pelle. In totale sono stati individuati 246 tipi diversi di microbi cutanei.

Tre di questi sembravano essere associati all’attrazione da parte di tutte e tre le specie di zanzare: Corynebacterium kefirresidentii, Cutibacterium granulosum e una variante di Staphylococcus epidermidis. Al contrario, tra le persone meno attraenti per Aedes aegypti e Culex quinquefasciatus comparivano livelli più alti di Pseudomonas aeruginosa, assente nei profili dei volontari più attraenti.

Anche qui serve prudenza. Non significa che un batterio “attiri” o “respinga” da solo le zanzare. È più probabile che conti l’intera comunità microbica, il modo in cui produce odori e l’interazione con la chimica individuale della pelle.

Perché gli uomini attiravano di più una specie

Lo studio ha osservato anche una differenza legata al sesso dei partecipanti, ma solo per una specie. Aedes aegypti mostrava una leggera preferenza per i volontari maschi. Questa differenza non è stata osservata per Aedes albopictus né per Culex quinquefasciatus.

Gli autori non presentano questo dato come una regola definitiva. Potrebbero entrare in gioco differenze nella composizione del sudore, nella quantità di sebo, negli odori cutanei, nei microbi, negli ormoni o in altri fattori. Ma il risultato conferma un punto: la preferenza delle zanzare non dipende da una sola variabile.

La stessa persona può risultare più o meno attraente in base alla specie di insetto, all’ambiente, al momento della giornata e alla miscela chimica che la sua pelle produce in quel periodo.

Cosa cambia per i repellenti

La scoperta non porta subito a un nuovo spray antizanzare, ma indica una direzione. Se specie diverse rispondono a odori diversi, i repellenti del futuro potrebbero essere progettati in modo più mirato. Non solo prodotti generici che coprono l’odore umano, ma sostanze capaci di interferire con segnali specifici usati da particolari specie di zanzara.

Questo può avere un peso nelle aree dove le zanzare trasmettono malattie. Ridurre le punture non significa solo evitare prurito e fastidio, ma anche limitare il rischio di infezioni veicolate dagli insetti.

Per ora, però, la prevenzione resta quella già raccomandata dalle autorità sanitarie: usare repellenti registrati, indossare abiti che coprano braccia e gambe quando necessario, installare zanzariere e ridurre i ristagni d’acqua dove le zanzare possono riprodursi.

Attenzione alle interpretazioni troppo facili

Quando si parla di zanzare, il rischio è trasformare ogni studio in un consiglio immediato: cambiare sapone, evitare certi cibi, assumere integratori, usare oli essenziali, modificare la flora cutanea. Questo lavoro, però, non dice che esista una soluzione semplice per diventare “invisibili” alle zanzare.

Mostra piuttosto che l’attrazione è il risultato di un insieme di segnali. Alcuni composti sembrano associati a minore attrazione per alcune specie, altri a maggiore attrazione per altre. Ma non è ancora chiaro come questi risultati possano essere tradotti in prodotti o comportamenti efficaci nella vita reale.

Inoltre, i test sono stati condotti in condizioni sperimentali controllate. All’aperto entrano in gioco vento, temperatura, umidità, sudorazione, movimento, vestiti, profumi, repellenti e presenza di più persone nello stesso spazio.

Perché questa ricerca è utile

Il valore dello studio sta nel dettaglio. Non si limita a dire che alcune persone attirano più zanzare; prova a capire quali segnali rendono una persona più appetibile per una specie e meno per un’altra. È un passaggio importante perché le zanzare non sono tutte uguali e non trasmettono tutte gli stessi patogeni.

In un mondo in cui dengue, chikungunya, Zika e West Nile sono sempre più monitorati anche fuori dalle aree tradizionalmente tropicali, comprendere il comportamento delle zanzare diventa una questione di prevenzione, non solo di curiosità estiva.

Sapere perché una specie cerca certi odori può aiutare a migliorare trappole, repellenti, sorveglianza e strategie di controllo. Non elimina il problema, ma offre una mappa più precisa.

Fonti

Uni SR - Perché le zanzare pungono solo alcune persone? Lo spiega il dermatologo

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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