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Perché superata una certa età dovremmo fare tutti una visita fisiatrica

Ultimo aggiornamento – 15 Febbraio, 2018

visita fisiatrica: chi è e cosa fa il fisiatra

Negli ultimi tempi gli investimenti in attività di prevenzione sono sempre più importanti, sia per il singolo cittadino, sia per l’intero sistema sanitario. Prevenire una malattia può essere determinante per salvare la vita di una persona e per migliorare il suo stile di vita. Fra la spesa che tutti noi dedichiamo a questo tipo di attività, sarebbe utile far rientrare anche una visita fisiatrica. Vediamo perché.

Cosa fa il fisiatra

Il termine fisiatra è stato inventato dal dr. Frank H. Krusen nel 1938 ed è stato adottato per la prima volta dall’American Medical Association nel 1946.

Il fisiatra non è altro che un dottore laureato in Medicina e Chirurgia, con una specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione. Di conseguenza, egli si occupa principalmente della riabilitazione motoria e della rieducazione posturale.

Spiegare nel dettaglio cosa fa il fisiatra non è semplice: egli, infatti, si occupa di tutti quei problemi collegati ai disturbi dell’apparato osteoarticolare.

Le condizioni legate a muscoli, tenditi o articolazioni possono nascere a seguito di una malattia, di un’operazione, di un trauma o di un’infiammazione. Obiettivo primario del fisiatra, è quindi quello di individuare gli eventuali disturbi e cercare di trovare soluzioni che li risolvano senza dover necessariamente ricorrere a interventi chirurgici.

Durante la visita fisiatrica si cercheranno di verificare anche i problemi del sistema nervoso che possono essere la causa scatenante dei principali disturbi legati alla perdita di autonomia del sistema muscolare.

Come si svolge una visita fisiatrica

Una visita fisiatrica si svolge in tre step: l’anamnesi, l’esame obiettivo generale e specialistico ed eventuali esami di laboratorio e strumentali.

Vediamo step by step in cosa consiste una visita fisiatrica:

  1. Anamnesi – Innanzitutto il fisiatra, durante la fase di anamnesi, cerca di ottenere più informazioni possibili inerenti la storia clinica del paziente, si fa spiegare i sintomi eventualmente avvertiti e le sue abitudini di vita.
  2. Esame obiettivo funzionale – Successivamente, si effettua un esame obiettivo funzionale, necessario per testare le effettive difficoltà motorie del paziente (per tale ragione spesso si chiede anche di eseguire degli esercizi e dei test mirati).
  3. Esami di laboratorio – La visita fisiatrica termina con dei consigli del medico inerenti la terapia da seguire e gli eventuali esami di approfondimento (si pensi, ad esempio, a risonanze magnetiche, radiografie, ecografie, tac, ecc).

In quali casi è consigliata la visita fisiatrica

Durante la visita fisiatrica viene utilizzato un approccio multidisciplinare, dal momento che essa comprende una serie di osservazioni relative ad ambiti diversi come quelli:

  • Neurologico
  • Ortopedico
  • Respiratorio
  • Reumatologico
  • Urologico
  • Dermatologico
  • Cardiologico
  • Reumatologico
  • Otorinolaringoiatrico
  • Angiologico

Per tale ragione, vista la capacità di riuscire a fare un’analisi del quadro clinico del paziente nella sua totale completezza, è consigliabile a tutti, specialmente a coloro i quali sono da tanto tempo alla ricerca di una soluzione per i loro problemi non ancora chiaramente identificabili da altri specialisti. In particolare, la consultazione di un fisiatra è fortemente consigliata nei seguenti casi:

  • Dolore o funzionamento limitato di una parte del corpo a seguito di incidenti o ferite
  • Capacità di movimento e di energia diminuite a seguito di una malattia o di un trattamento farmacologico
  • Problemi alla schiena, artrite o lesioni da sforzo ripetitivo
  • Problemi fisici legati al parto o alla menopausa
  • Recupero a seguito di interventi chirurgici
  • Difficoltà legate al sovrappeso
  • Problemi correlati al funzionamento dei nervi (tra cui è compreso il recupero da ictus)
  • Difficoltà ad effettuare attività fisica (anche in età avanzata)

Infine è importante ricordare che i medici riabilitativi, prendendo in considerazione l’intero corpo, hanno come scopo quello di individuare le difficoltà e migliorarne le prestazioni, sviluppando un piano di trattamento che sia adatto alle esigenze di ogni paziente.

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