Psoriasi e freddo: perché in inverno può peggiorare

Salvatore Privitera | Divulgatore scientifico
A cura di Salvatore Privitera
Divulgatore scientifico
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Data articolo – 05 Novembre, 2026

ragazza si gratta il gomito durante

Per molte persone con psoriasi l’inverno coincide con un periodo più complicato. Le temperature scendono, l’aria tende a diventare più secca e si trascorrono molte più ore all’interno di ambienti chiusi. In questo contesto le manifestazioni cutanee possono diventare più evidenti, con placche arrossate, desquamazione e una maggiore sensazione di disagio. 

La relazione tra psoriasi e freddo, però, non va interpretata come un semplice rapporto di causa-effetto. La psoriasi è una malattia legata a una predisposizione individuale e a meccanismi che coinvolgono la crescita delle cellule dell’epidermide. I fattori ambientali e lo stile di vita possono contribuire a riacutizzarla, ma non spiegano da soli la sua comparsa.

Cos’è la psoriasi e come si manifesta sulla pelle

La psoriasi è caratterizzata da un’alterazione della crescita dei cheratinociti, le cellule più numerose dell’epidermide. Quando il loro ricambio avviene in modo anomalo e accelerato possono formarsi le tipiche placche eritematose, di colore rosso più o meno intenso, spesso ricoperte da squame biancastre o argentate. Le lesioni possono interessare aree limitate oppure estendersi a zone più ampie della superficie cutanea.

La forma più comune è la psoriasi volgare, o a placche, ma non è l’unica. La psoriasi guttata si presenta con lesioni più piccole, simili a gocce, e in alcuni casi può comparire dopo un’infezione da streptococco. Esistono poi la psoriasi pustolosa, caratterizzata dalla comparsa di pustole che possono interessare mani, piedi o aree più estese, e la psoriasi inversa, che coinvolge soprattutto pieghe come quelle ascellari e inguinali. Nei casi più severi l’eritema può estendersi a gran parte della superficie corporea, configurando la cosiddetta eritrodermia psoriasica.

La malattia può manifestarsi a qualsiasi età e interessare entrambi i sessi. Secondo i dati riportati da Humanitas, in Italia riguarda oltre 3 milioni di persone.

Perché la psoriasi può peggiorare durante l’inverno

Il freddo rappresenta soltanto una parte del problema. Durante l’inverno cambiano contemporaneamente diversi elementi che possono influire sulla pelle. L’aria è più secca, si trascorre più tempo in luoghi chiusi e diminuisce l’esposizione diretta alla luce solare. A questi fattori possono aggiungersi periodi di maggiore stress e cambiamenti nell’alimentazione, in particolare durante le festività.

Secondo Antonio Costanzo, responsabile dell’Unità di Dermatologia di Humanitas, questo insieme di condizioni può favorire un aumento dei processi infiammatori cutanei e rendere più evidenti i disturbi in chi soffre già di psoriasi.

La malattia, inoltre, può essere influenzata da diversi altri fattori. Lo stress è tra quelli citati più frequentemente, ma anche traumi fisici, fratture o interventi chirurgici possono contribuire alla comparsa o al peggioramento delle manifestazioni cutanee nelle persone predisposte. Anche alcuni farmaci, tra cui beta-bloccanti, litio, antimalarici e corticosteroidi sistemici, vengono indicati tra i possibili elementi capaci di favorire una riacutizzazione.

Nel caso della psoriasi guttata, inoltre, può esserci un’associazione con infezioni da streptococco, motivo per cui la gestione deve tenere conto anche dell’eventuale infezione sottostante.

Alimentazione, idratazione e attività fisica nei mesi freddi

Durante l’inverno diventa importante mantenere abitudini regolari e non lasciare che il cambio di stagione coincida con una drastica riduzione dell’attività fisica o con un’alimentazione poco equilibrata. Secondo lo specialista, uno stile di vita sano può contribuire alla gestione complessiva della malattia, anche attraverso una migliore gestione dello stress.

L’alimentazione assume un ruolo particolare perché ciò che viene introdotto con la dieta può influenzare lo stato generale della pelle. Humanitas sottolinea l’importanza di bere quantità adeguate di acqua e di non affidarsi esclusivamente alle creme per mantenere una corretta idratazione cutanea.

Nella fonte vengono inoltre indicati alimenti contenenti vitamina A, omega 3, omega 6, antiossidanti e beta-carotene all’interno di una dieta equilibrata. Gli integratori a base di antiossidanti e beta-carotene vengono citati soprattutto in relazione alla protezione dall’eritema solare, con un utilizzo continuativo per diversi mesi, ma non rappresentano una terapia sostitutiva per la psoriasi.

La gestione della malattia, soprattutto quando i sintomi peggiorano, resta quindi legata alla valutazione dermatologica e ai trattamenti specifici indicati in base alla gravità e all’estensione delle lesioni.

Come viene trattata la psoriasi

Le terapie cambiano sensibilmente a seconda della forma e della severità della malattia. Nelle manifestazioni più lievi e localizzate vengono generalmente utilizzati trattamenti topici, tra cui corticosteroidi e derivati della vitamina D.

Quando invece la psoriasi è più estesa o aggressiva può essere necessario ricorrere alla fototerapia oppure a farmaci sistemici. Tra quelli tradizionalmente impiegati rientrano ciclosporina, acitretina e metotrexate.

Negli ultimi anni si sono inoltre affermati i farmaci biologici, sviluppati per intervenire in modo più selettivo sui meccanismi che sostengono l’infiammazione e la proliferazione anomala dei cheratinociti. La fonte cita, tra gli altri, guselkumab e secukinumab, oltre a risankizumab, farmaco che agisce sull’interleuchina 23, una delle molecole coinvolte nei processi alla base della psoriasi.

La disponibilità di terapie differenti permette quindi allo specialista di adattare il trattamento alla situazione del singolo paziente, tenendo conto dell’estensione delle lesioni, della loro gravità e della risposta alle cure precedenti.


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Il freddo può peggiorare i sintomi, ma non è l’unico fattore

Attribuire ogni peggioramento della psoriasi esclusivamente alle basse temperature sarebbe quindi riduttivo. L’inverno porta con sé aria più secca, minore esposizione alla luce solare, maggiore permanenza in ambienti chiusi e possibili variazioni nello stress e nelle abitudini quotidiane, tutti elementi che possono contribuire a rendere più evidente la malattia.

Per chi convive con la psoriasi può essere utile osservare come cambia la propria pelle con le stagioni e mantenere il più possibile uno stile di vita regolare. Quando le placche aumentano, i sintomi diventano più intensi o il trattamento abituale non è più sufficiente, è invece opportuno rivalutare la situazione con il dermatologo.

Il freddo, quindi, non “crea” la psoriasi, ma può inserirsi in un insieme di condizioni che ne favoriscono la riacutizzazione. Ed è proprio questa combinazione di fattori, più che la sola temperatura, a spiegare perché per molti pazienti l’inverno rappresenti un periodo più delicato.

Fonte

American Academy of Dermatology - Psoriasis triggers

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