Quanto incide la dieta sul rischio di malattia renale cronica? Ecco cosa dice la scienza

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 26 Gennaio, 2026

Un piatto con la dieta per la malattia renale cronica.

La malattia renale cronica incarna una delle grandi sfide sanitarie del futuro: colpisce già oggi circa un adulto su dieci e, secondo le stime, potrebbe diventare una delle principali cause di morte entro il 2040.

L’alimentazione incarna indubbiamente uno dei fattori modificabili più importanti per la prevenzione. Infatti, un nuovo studio internazionale, pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, ha analizzato il legame tra dieta e salute dei reni, portando alla luce indicazioni concrete su cosa mettere - e cosa evitare - nel piatto.

Vediamo cosa dice lo studio su diete e prevenzione della malattia renale cronica.

La dieta che protegge i reni: cosa ha scoperto il nuovo lo studio

La nuova ricerca, pubblicata sul Canadian Medical Association Journal, ha valutato l’associazione tra la dieta planetaria EAT-Lancet e il rischio di sviluppare malattia renale cronica.

Si tratta di uno studio osservazionale di ampie dimensioni, basato sui dati della UK Biobank, una delle più grandi banche dati sanitarie al mondo. Sono stati inclusi 179.508 adulti di età compresa tra 40 e 69 anni, seguiti per un periodo medio di 12 anni


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Le abitudini alimentari sono state ricostruite tramite questionari validati, mentre i nuovi casi di malattia renale cronica sono stati identificati nel corso del follow-up.

Durante il periodo di osservazione, 4.819 partecipanti hanno sviluppato una compromissione cronica della funzione renale.

Reni e dieta: cos’è la dieta planetaria EAT-Lancet

La dieta EAT-Lancet nasce con un duplice obiettivo: tutelare la salute umana e ridurre l’impatto ambientale dei sistemi alimentari. Dal punto di vista nutrizionale, questo modello alimentare:

  • privilegia frutta e verdura;
  • include legumi e cereali come fonti principali di energia;
  • prevede un consumo moderato di carne magra e latticini;
  • limita in modo specifico zuccheri e grassi aggiunti.

Non si tratta quindi di una dieta “di eliminazione”, ma di un modello equilibrato che riduce gli eccessi più tipici dell’alimentazione occidentale.

La dieta che protegge i reni: i risultati dello studio

Il dato centrale dello studio è chiaro: le persone con maggiore aderenza alla dieta EAT-Lancet hanno mostrato un rischio di sviluppare malattia renale cronica inferiore del 17% rispetto a chi seguiva modelli alimentari meno coerenti con questo schema.

Un risultato particolarmente interessante riguarda il contesto ambientale. La riduzione del rischio è risultata ancora più marcata nelle persone che vivono in aree con scarsa presenza di spazi verdi, suggerendo che una dieta di qualità possa compensare, almeno in parte, altri fattori di rischio legati allo stile di vita e all’ambiente.

Studi precedenti avevano già mostrato che diete ricche di frutta, verdura e frutta secca e povere di carne rossa sono associate a una migliore salute renale. La novità di questa ricerca sta nell’attenzione specifica a zuccheri e grassi aggiunti.

Secondo gli autori, la loro riduzione potrebbe agire su due meccanismi chiave:

  • la diminuzione dell’infiammazione sistemica, che nel tempo danneggia i vasi e il tessuto renale;
  • la riduzione dello stress ossidativo, legato alla produzione di radicali liberi che accelerano il deterioramento della funzione dei reni.

Questi processi sono noti fattori di rischio per la progressione della malattia renale cronica, soprattutto in presenza di altre condizioni come diabete e ipertensione.

Perché questo studio è da considerarsi importante?

La rilevanza di questa ricerca non sta solo nel risultato numerico, ma nel messaggio pratico che ne deriva. In un’epoca in cui la malattia renale cronica è in costante aumento, intervenire sull’alimentazione prima che il danno sia conclamato può rappresentare una strategia di prevenzione concreta e accessibile.

Pur trattandosi di uno studio osservazionale, e quindi non in grado di dimostrare un rapporto di causa-effetto, le dimensioni del campione e la durata del follow-up rafforzano la solidità dei dati. Questo nuovo lavoro aggiunge inoltre un mattoncino importante alla crescente evidenza secondo cui la qualità complessiva della dieta conta almeno quanto i singoli nutrienti.

Per la salute dei reni, dunque, a rivelarsi sostanziale é una postura alimentare in cui vengano ridotti zuccheri e grassi superflui; dove si prediligano abbondanti quantità di alimenti vegetali, ai quali sono attribuiti benefici che che si irradiano - oltre che ai reni - a tutto l'organismo..


Fonti:

Canadian Medical Association Journal - The EAT–Lancet planetary health diet and risk of incident chronic kidney disease

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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