Ipertensione

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Curatore scientifico: Dr. Leon Bertrand, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Cos’è l’ipertensione?
  2. Quali sono le cause dell’ipertensione?
  3. Quali sono i sintomi dell'ipertensione arteriosa?
  4. Come viene diagnosticata la pressione arteriosa?
  5. Come si previene?
  6. Come si cura?
  7. Quali sono i valori ideali della pressione arteriosa?
  8. Quali sono le conseguenze di una pressione arteriosa troppo alta?
  9. Che differenza c'è tra ipertensione secondaria ed essenziale?
  10. L'ipertensione arteriosa in gravidanza
  11. Ipertensione endocranica: cos'è?
  12. Quando si parla di ipertensione endooculare?
  13. Che cos'è l'ipertensione portale?
  14. Dieta per l'ipertensione arteriosa: i cibi da evitare
  15. Cosa mangiare in caso di pressione alta nel sangue?
  16. Quali sono i rimedi naturali consigliati?

Cos’è l’ipertensione?

Ipertensione

L’ipertensione arteriosa è una condizione frequente che, come hanno dimostrato molti studi epidemiologici, rappresenta un importante fattore di rischio di malattie vascoolari (ischemia cardiaca quale angina e infarto, attacchi ischemici cerebrali e ictus, morbo di Parkinson e demenza vascolare, aneurismi e arteriopatie obliteranti).

Quali sono le cause dell’ipertensione?

La pressione sanguigna è dovuta alle pulsazioni del cuore, che normalmente generano una spinta, o pressione, sufficiente a far scorrere il sangue in tutto il corpo. L'ipertensione è causata da una spinta superiore alle normali esigenze dell'organismo. Le cause che la scatenano possono essere:

  • obesità
  • storico genetico familiare caratterizzato da ipertensione
  • cibi salati
  • dieta povera di frutta e verdura
  • poco esercizio fisico
  • caffè
  • alcool
  • età uguale o maggiore a 65 anni
  • stress
  • malattie renali
  • diabete
  • restringimento delle arterie
  • sindrome di Cushing (una condizione in cui il corpo produce un eccesso di ormoni steroidei)
  • lupus
  • assunzione di pillola contraccettiva orale
  • droghe

Anche il clima, la razza, le abitudini di vita, il tipo di alimentazione, il temperamento psichico del soggetto in qualche misura intervengono.

Quali sono i sintomi dell'ipertensione arteriosa?

In alcuni rari casi, in cui una persona è soggetta a ipertensione, si possono verificare sintomi quali:

In non pochi casi, è del tutto asintomatica e viene scoperta casualmente in seguito ad una visita medica effettuata per altri scopi.

Quando l'ipertensione non è stabile, ma si manifesta con crisi parossistiche (come ad esempio nel caso del feocromocitoma), nel corso di queste crisi possono comparire vampate di calore con arrossamento della cute del volto e del collo, cefalea, cardiopalmo.

Come viene diagnosticata la pressione arteriosa?

La diagnosi di ipertensione si basa sulla misurazione della pressione arteriosa, eseguita da personale specializzato. Si può verificare attraverso degli esami del sangue e delle urine. E' importante servirsi di un misuratore della pressione sanguigna che sia affidabile e dia letture precise.

I valori normali di pressione dovrebbero essere inferiori a 80-90 mmHg per la pressione minima e 120-140 mmHg per la massima.

Come si previene?

L’ipertensione può essere prevenuta:

  • mangiando in modo sano
  • mantenendo un peso sano
  • facendo regolare esercizio fisico
  • bevendo alcolici con moderazione
  • riducendo la quantità di sale nel cibo
  • mangiando molta frutta e verdura
  • eseguendo terapie di rilassamento
  • gestendo lo stress con la meditazione o lo yoga
  • eseguendo terapie cognitivo-comportamentali

Come si cura?

I soggetti affetti da ipertensione possono combatterla sia con uno stile di vita sano, sia mediante combinazione di farmaci. La maggior parte dei farmaci usati per trattare l'ipertensione possono produrre effetti collaterali, come:

La cura dell'ipertensione è diretta contro la malattia principale nelle forme secondarie, è invece solo sintomatica nell'ipertensione essenziale. Essa si fonda sull'adozione di una dieta con riduzione dell'apporto calorico e del sodio, sulla somministrazione di farmaci che riducono il tono delle arteriole (quali la reserpina, l'idrazinoftalazina, i ganglioplegici), l'adozione di abitudini di vita regolare con l'abolizione del fumo, del caffè e con l'evitare strapazzi fisici e occasioni di tensione psichica.

A questo scopo, si somministrano anche farmaci sedativi. Utili anche alcuni tipi di diuretici. Tale terapia va spesso protratta indefinitivamente.

Quali sono i valori ideali della pressione arteriosa?

Nel soggetto adulto, i valori medi di pressione sono di 120-130 mm di Hg per la pressione sistolica, di 70-80 mm di Hg per la pressione diastolica.

Si considera iperteso un soggetto quando la sua pressione arteriosa sistolica supera i 150 mm gi Hg, la diastolica i 90; è importante soprattutto l'aumento di ques'ultima per giudicare l'ipertensione, in quanto essa esprime un aumento delle resistenze del circolo periferico e in quanto soprattutto perchè dal suo aumento dipendono le lesioni che lo stato ipertensivo induce nei diversi organi e apparato.

Un aumento della pressione sistolica infatti non si può considerare come vera ipertensione; esso può essere provocato da un aumento della gittata sistolica (quale si ha, ad esempio, nell'ipertiroidismo, nell'insufficienza aortica, nelle fistole artero-venose) o da una diminuzione dell'elasticità vasale, quale si ha negli anziani in conseguenza dell'arteriosclerosi.

I valori di ipertensione arteriosa possono raggiungere anche livelli assai elevati, fino a 250-300 mm di Hg per la pressione sistolica, fino a 150 mm di Hg per la minima.

Quali sono le conseguenze di una pressione arteriosa troppo alta?

Con il passare del tempo, lo stato ipertensivo determina lesioni delle piccole arterie, che vanno incontro ad un processo di arteriolosclerosi, responsabile delle lesioni che progressivamente si instaurano nei vari organi. Così, nell'iperteso, si hanno alterazioni della retina (retinopatia ipertensiva), del cuore, del cervello, dei reni.

A livello cardiaco, si ha dapprima un'ipertrofia del ventricolo sinistro, espressione del maggior lavoro che il miocardio deve compiere per vincere le resistenze periferiche. Col tempo, si possono manifestare segni di insufficienza del ventricolo sinistro con dispnea da sforzo, crisi di asma cardiaca o di edema polmonare acuto. Altre volte, invece, si hanno sindromi anginose o infarto del miocardio da disturbi dell'irrorazione coronarica.

Le lesioni cerebrali più caratteristiche sono l'emorragia e la trombosi. 

Nel rene, le lesioni, legate all'arteriolosclerosi, determinano una sclerosi dell'organo che può evolvere fino all'insufficienza renale. Le lesioni renali sono più gravi nelle forme di ipertensione rapidamente evolutiva (cosiddetta ipertensione maligna).

L'evoluzione della malattia ipertensiva e quindi la sua prognosi sono variabili da caso a caso. La prognosi è migliore per le forme sintomatiche in cui la correzione della malattia fondamentale può determinare la regressione completa dello stato ipertensivo. In generale, il decorso è più benigno nelle donne.

Che differenza c'è tra ipertensione secondaria ed essenziale?

Ecco la differenza tra pressione arteriosa alta secondaria ed essenziale:

  • Ipertensione secondaria: in circa il 20% dei casi, la pressione alta è solo il sintomo di una malattia, insieme ad altri; si parla in questi casi di ipertensione secondaria o sintomatica. Le malattie che possono essere in gioco possono essere diverse: malattie renali bilaterali o monolaterali (quali la glomerulonefrite acuta, subacuta e cronica, la pielonefrite cronica, tumori renali, ostruzioni delle vie urinarie, alterazioni vascolari del rene, quali anomalie congenite dell'arteria renale, aneurismi, arteriti), malattie endocrine (sindrome di Conn, sindrome di Cushing, feocromocitoma), lesioni del sistema nervoso centrale (emorragia subaracnoidea, trombosi, tumori), policitemia, coartazione dell'aorta.
  • Ipertensione essenziale: nella maggior parte dei casi, la pressione alta non è collegabile ad alcuna malattia, ma costituisce essa sola l'unico sintomo. Si parla allora di ipertensione essenziale; le sue cause sono tuttora sconosciute; probabilmente, essa si realizza per l'azione combinata di vari fattori, tra cui un ruolo più importante spetta probabilmente a fattori costituzionali, ereditari.

L'ipertensione arteriosa in gravidanza

L'ipertensione arteriosa in gravidanza indica l'aumento della pressione arteriosa che può riscontrarsi in molte circostanze nella donna gravida. L'ipertensione è un reperto abbastanza frequente nella patologia ostetrica.

Oltre alla gestosi, di cui l'ipertensione può essere un sintomo o in cui è legata ad una lesione del sistema vascolare, molte altre possono essere le cause di uno stato ipertensivo gravidico: la fisologica tendenza al vasospasmo, caratteristica della gestazione, la cui probabile funzione è quella di convogliare la maggior quantità possibile di sangue verso il distretto placentare, è capace di evidenziare le forme ipertensive essenziali latenti.

Lesioni renali, aggravate dallo stato gravidico, possono provocare aumenti notevoli e persistenti della pressione arteriosa. Di tutte queste, la forma più frequente di ipertensione gravidica è quella sintomatica della gestosi. Aborto e parto prematuro, oltre a danni per la madre ed il feto, sono tra le complicanze più temibili di queste forme ipertensive, la cui terapia è analoga a quella delle tossiemie, in associazione con farmaci ipotensivi e diuretici.

Ipertensione endocranica: cos'è?

Si parla di ipertensione endocranica quando si fa riferimento ad un'aumentata pressione del liquido cefalo-rachidiano che si realizza o per un'aumentata produzione del liquido stesso o per ostacolo nel suo deflusso dal sistema ventricolare cerebrale.

In senso lato, si definisce anche con il nome di ipertensione endocranica post-traumatica, una sindrome che segue a traumi cranici di una certa entità e che, pur manifestandosi con alcuni dei principali sintomi dell'ipertensione endocranica (vomito e cefalea), riconosce spesso la sua genesi in un rigonfiamento edematoso post- contusivo del parenchima cerebrale, piuttosto che in una vera alterazione della dinamica liquorale.

Si delinea a volte in maniera improvvisa e drammatica, altre volte più lentamente con una sintomatologia ingravescente, comprendendo, comunque, sempre alcuni sintomi pressochè costanti: cefalea, vomito, la papilla da stasi ed uno stato di compromissione del sensorio che può variare di grado da un lieve rallentamento ideomotorio ad un coma profondo.

La cefalea è più spesso gravativa, diffusa, subcontinua, con esacerbazioni parossistiche scatenate spesso dai movimenti del capo o, peggio, dal passaggio dal clino all'orto-statismo. L'intensità della cefalea è, di solito, assai molesta per il paziente, nè recede con i comuni farmaci analgesici.

Il vomito è improvviso, esplosivo, accompagnato o no da una sensazione di nausea; è indipendente dall'assunzione di cibo e si presenta con frequenza variabile a seconda della gravità della sindrome; si possono avere episodi isolati di vomito distanziati tra loro anche da alcuni giorni di relativo benessere, ovvero vomito ripetuto nel corso della stessa giornata o, persino, conati di vomito vengono scatenati dal più piccolo movimento del capo.

La papilla da stasi è un'alterazione del fondo dell'occhio che si evidenza ispezionando questo con l'oftalmoscopio ed è di regola bilaterale. E' tra i sintomi meno costanti, richiedendo per la sua comparsa che l'ipertensione endocranica perduri da più tempo e potendo anche del tutto mancare.

La compromissione del sensorio può mostrarsi di gravità variabile: il paziente può essere solo lievemente sonnolento o riferire una facile esauribilità psicofisica con l'abilità dell'attenzione; altre volte, invece, si assiste ad un più netto torpore mentale o ad uno stato soporoso con disorientamento temporo-spaziale. In casi estremi, il malato è in un profondo stato di coma con perdita completa del contatto con l'ambiente.

Quando si parla di ipertensione endooculare?

L'ipertensione endooculare indica un aumento della pressione del bulbo oculare; tale pressione ha normalmente un valore di 16-19 mm Hg ed è mantenuta dall'umore acqueo che viene continuamente prodotto dal corpo ciliare e riassorbito a livello dell'angolo camerulare. Delicati meccanismi regolano la quantità di acqueo prodotta e riassorbita in modo che la pressione del bulbo rimanga costante. 

Appare evidente, quindi, che forme patologiche che interessino o il corpo ciliare o le vie di riassorbimento determinino variazioni del valore pressiorio del bulbo. Alcune iridocicliti, ad esempio, provocano un'aumentata produzione di umore acqueo; il glaucoma, interessando le vie di deflusso, provoca una riduzione del riassorbimento; in entrambi i casi, si determina un'ipertensione endooculare.

Che cos'è l'ipertensione portale?

Con l'ipertensione portale, si ha un aumento di pressione che si verifica nella vena porta e nei suoi rami per un ostacolato deflusso del sangue che, provenendo dalla milza, dallo stomaco, dall'intestino tenue, dal cieco, colon e retto, imbocca la vena porta e si avvia al fegato.

La causa dell'ostacolo può risiedere nella vena porta (compressione da parte di masse tumorali o di aneurismi dell'aorta, tromboflebite della vena porta) oppure nel fegato (cirrosi epatica) oppure a livello delle vene sovraepatiche (sindrome di Budd-Chiari), che provvedono allo scarico del sangue proveniente dal fegato nella vena cava inferiore. 

In tutti questi casi, si verifica un aumento della pressione venosa nella porta con cospicua dilatazione delle vene che comunicano con essa, filtrazione nel cavo peritoneale di liquido sieroso chiaro, apertura di anastomosi fra le vene che sboccano nella porta e quelle che defluiscono nella cava inferiore, formazione nelle sedi di tali anastomosi di varici (varici esofagee, emorroidi secondarie).

L'ipertensione portale è perciò una condizione grave, sia perchè denuncia spesso una malattia epatica evolutiva (cirrosi) sia perchè può essere responsabile, per rottura di varici esofagee o per sanguinamento di emorroidi, di uno stato anemico preoccupante o di emorragie massive, non di rado mortali.

La terapia è chirurgica, nei casi avanzati, e provvede a realizzare, ampiamente ed in sede opportuna, mediante un'anastomosi fra la vena porta e la cava inferiore, uno scarico del sangue portale nel grande circolo, analogamente a quanto già si verifica spontaneamente nel paziente lasciato a sè.

Dieta per l'ipertensione arteriosa: i cibi da evitare

Quasi un terzo della popolazione mondiale soffre di pressione alta. Un altro terzo ha la pre-ipertensione, una condizione in cui la pressione arteriosa è più alta del normale, ma non abbastanza alta da essere diagnosticata come ipertensione.

Se si soffre di pressione alta o preipertensione, gli studi hanno dimostrato che è possibile abbassarla seguendo una dieta sana a base di:

  • proteine ​​magre
  • legumi
  • cereali integrali
  • latticini a basso contenuto di grassi
  • frutta e verdura

Molti cibi e bevande possono impedire di abbassare la pressione sanguigna:

  • Sale: il sale e il sodio sono i "cattivi" quando si tratta di vivere con l'ipertensione e le malattie cardiache. Le linee guida dietetiche suggeriscono alle persone con ipertensione di limitare il loro apporto giornaliero di sodio a soli 1.500 mg. Circa il 75% del sodio che si mangia in un giorno proviene da cibi confezionati, non da quello che si aggiunge alle pietanze. Alcuni degli alimenti confezionati più salati includono: carne confezionata, pizza surgelata, succhi di verdura, zuppa in scatola, prodotti a base di pomodoro in scatola o in bottiglia.
  • Carne: le carni rosse possono essere vere e proprie bombe al sodio. Sono spesso trattate, condite e conservate sotto sale. Se si mangiano molti salumi, si ingerirà ancora più sodio. 
  • Pizza surgelata: tutte le pizze possono essere dannose per le persone che stanno attente al loro apporto di sodio. La combinazione di formaggio, salumi, salsa di pomodoro e crosta ne aggiunge molto, ma la pizza surgelata è particolarmente pericolosa per le persone con ipertensione. Per mantenere il sapore nella pizza una volta cotta, i produttori spesso aggiungono molto sale. Una porzione di formaggio congelato o pizza al formaggio e carne può contenere fino a 982 mg di sodio, a volte anche di più. Più è spessa la crosta e più condimenti contiene, più alto sarà il sodio.
  • Sottaceti: la conservazione di qualsiasi cibo richiede sale. Questo perché blocca la sua decomposizione e lo mantiene più commestibile. 
  • Minestre in scatola: sono semplici e facili da preparare, tuttavia, sono piene di sodio, anche i brodi e i dadi. La soluzione migliore è quella di tenere sotto controllo il sale, preparando la zuppa con una ricetta a basso contenuto di sodio.
  • Prodotti a base di pomodoro in scatola o in bottiglia: di norma, i prodotti a base di pomodoro sono problematici per le persone con ipertensione. Le salse di pomodoro in scatola, i sughi per pasta e di pomodoro sono tutti ricchi di sodio. Spesso, è possibile trovare versioni a basso contenuto di sodio di tutti questi articoli. Per le persone che cercano di mantenere bassa la pressione del sangue, queste opzioni alternative sono una scelta intelligente.
  • Zucchero: l'assunzione eccessiva di zucchero è stata collegata ad un aumento dei casi di obesità, ma è anche legata all'ipertensione. Lo zucchero, in particolare le bevande zuccherate, ha contribuito ad aumentare l'obesità nelle persone di tutte le età. L'ipertensione arteriosa è più comune nelle persone in sovrappeso o obese. 
  • Pelle di pollo e cibi confezionati: le persone con ipertensione dovrebbero ridurre i grassi saturi ed evitare i grassi trans. Gli articoli ricchi di grassi saturi includono: pelle di pollo, latte intero, carne rossa, burro. I grassi trans si trovano naturalmente in piccole quantità di carni grasse e latticini. I grassi trans vengono creati tramite un processo chiamato idrogenazione, in cui gli oli liquidi vengono infusi con l'aria per produrre un olio solido. Gli oli idrogenati aumentano la durata e la stabilità degli alimenti confezionati. La salute del cuore peggiora quando i grassi vengono sostituiti con carboidrati e zuccheri trasformati. Consumare troppi grassi saturi e trans aumenta il colesterolo cattivo. Livelli elevati di LDL possono peggiorare l'ipertensione e possono portare allo sviluppo della cardiopatia coronarica. Per moderare questi rischi, meglio non aumentare l'assunzione di zucchero. Sostituire anche i grassi animali, saturi e trans con i grassi vegetali.
  • Alcool: piccole e medie quantità di alcol possono abbassare la pressione sanguigna, ma bere troppo alcol può aumentarla. Bere più di 3 drink in una sera può causare un picco temporaneo della pressione sanguigna. L'alcol può anche impedire che i farmaci per la pressione sanguigna che si stanno assumendo funzionino efficacemente. Inoltre, l'alcol è pieno di calorie, deve essere metabolizzato dal fegato e può portare ad un aumento di peso.

Cosa mangiare in caso di pressione alta nel sangue?

Se si ha ricevuto una diagnosi di ipertensione o preipertensione, alcune strategie alimentari intelligenti possono aiutare a prevenire i picchi della pressione sanguigna e, eventualmente, a ridurla:

  • cercare prodotti con una ridotta quantità di sodio o opzioni senza grassi trans: può aiutare a ridurre ciò di cui non si ha bisogno; 
  • riempire il piatto con almeno il 50% di verdura e frutta. Con pochissime calorie, forniscono di potassio, che compensa gli effetti della fibra di sodio, antiossidanti e altri nutrienti. È importante ricordare che mangiare avendo l'ipertensione non significa privazione. Si tratta di mangiare in modo intelligente e salutare per il corpo. Una dieta terapeutica enfatizza frutta e verdura ad ogni pasto e include anche cibi ricchi di fibre come noci, fagioli e cereali integrali. 

Ecco invece gli alimenti che aiutano a ridurre la pressione sanguigna:

  • Verdure a foglia verde: il potassio aiuta i reni a liberarsi di più sodio attraverso l'urina. Questo, a sua volta, riduce la pressione sanguigna. Le verdure a foglia verde, che sono ad alto contenuto di potassio, includono: lattuga romana, rucola, cavolo, cime di rapa, cavolo verde, spinaci, bietole. Le verdure in scatola spesso hanno aggiunta di sodio, ma le verdure surgelate contengono tante sostanze nutritive come le verdure fresche e sono più facili da conservare. Si possono anche mescolare queste verdure con banane e latte di noci per un succo verde salutare e dolce.
  • Bacche: in particolare i mirtilli, sono ricchi di composti naturali chiamati flavonoidi. Uno studio ha scoperto che il consumo di questi composti potrebbe prevenire l'ipertensione e aiutare a ridurre la pressione sanguigna. Mirtilli, lamponi e fragole sono facili da aggiungere alla dieta. Si possono mettere sui cereali al mattino o tenere le bacche congelate a portata di mano per un dessert veloce e sano.
  • Barbabietole rosse: sono ad alto contenuto di ossido nitrico, che può aiutare ad aprire i vasi sanguigni e abbassare la pressione sanguigna. I ricercatori hanno anche scoperto che i nitrati nel succo di barbabietola riducono la pressione arteriosa dei partecipanti alla ricerca in sole 24 ore. Si possono spremerle o semplicemente cucinare e mangiarne l'intera radice. La barbabietola è deliziosa quando arrostita o aggiunta agli stufati. Si possono anche cuocere come le patatine. 
  • Latte scremato e yogurt: il latte scremato è un'ottima fonte di calcio ed è povero di grassi. Questi sono entrambi elementi importanti in una dieta volta ad abbassare la pressione sanguigna. Si può anche optare per lo yogurt se non piace il latte. Le donne che hanno mangiato 5 o più porzioni di yogurt a settimana hanno sperimentato una riduzione del 20% del rischio di sviluppare pressione alta. Provare ad incorporare scaglie di mandorle e frutta nello yogurt per ottenere benefici extra salutari. Al momento dell'acquisto dello yogurt, assicurarsi di controllare lo zucchero aggiunto. Minore è la quantità di zucchero per porzione, meglio è.
  • Farina d'avena: ricca di fibre, con basso contenuto di grassi e di sodio. Mangiare la farina d'avena per colazione è un ottimo modo per iniziare la giornata. Immergere 1/2 tazza di fiocchi d'avena e 1/2 tazza di latte. Al mattino, mescolare e aggiungere bacche, muesli e cannella a piacere.
  • Banane: mangiare cibi ricchi di potassio è meglio che assumere integratori. Tagliare una banana nei cereali o nella farina d'avena per un'aggiunta ricca di potassio.
  • Salmone, sgombro e pesce con omega-3: il pesce è una grande fonte di proteine ​​magre. I pesci grassi, come lo sgombro e il salmone, sono ricchi di acidi grassi omega-3, che possono abbassare la pressione sanguigna, ridurre l'infiammazione e abbassare i trigliceridi. Oltre a queste fonti di pesce, la trota contiene vitamina D. Gli alimenti contengono raramente vitamina D e questa vitamina, simile agli ormoni, ha proprietà che possono abbassare la pressione sanguigna. 
  • Semi: i semi non salati sono ricchi di potassio, magnesio e altri minerali noti per ridurre la pressione sanguigna: semi di girasole, di zucca, come spuntino tra i pasti.
  • Aglio ed erbe: l'aglio può aiutare a ridurre l'ipertensione aumentando la quantità di ossido nitrico nel corpo, il quale aiuta a promuovere la vasodilatazione o l'allargamento delle arterie, per ridurre la pressione sanguigna. Incorporare erbe aromatiche e spezie nella dieta quotidiana può anche aiutare a ridurre l'assunzione di sale. Esempi di erbe e spezie che si possono aggiungere includono basilico, cannella, timo, rosmarino e altro ancora.
  • Cioccolato fondente: mangiare cioccolato fondente è associato ad un minor rischio di malattie cardiovascolari. Contiene oltre il 60% di solidi di cacao e ha meno zucchero del normale cioccolato. Si può aggiungere cioccolato fondente allo yogurt o mangiarlo con frutta, come fragole, mirtilli o lamponi, come dessert sano.
  • Pistacchi: sono un modo salutare per ridurre la pressione sanguigna riducendo la resistenza vascolare periferica, il serraggio dei vasi sanguigni e la frequenza cardiaca. 
  • Olio d'oliva: è un esempio di grasso sano. Contiene polifenoli, che sono composti antinfiammatori che possono aiutare a ridurre la pressione sanguigna.

Quali sono i rimedi naturali consigliati?

Alcune erbe, possono aiutare ad abbassare la pressione sanguigna:

  • Basilico: è un'erba che si sposa bene con una varietà di cibi. L'eugenolo chimico, che si trova nel basilico, può bloccare certe sostanze che rafforzano i vasi sanguigni, portando ad un calo della pressione sanguigna. 
  • Cannella: può portare i numeri della pressione sanguigna verso il basso. 
  • Cardamomo: è un condimento che viene spesso utilizzato nella cucina dell'Asia meridionale. Un piccolo studio condotto su 20 persone ha rilevato che i partecipanti con ipertensione hanno registrato riduzioni significative delle letture della pressione sanguigna dopo aver assunto 1,5 grammi di polvere di cardamomo 2 volte al giorno per 12 settimane. 
  • Semi di lino: è ricco di acidi grassi omega-3 e in alcuni studi è stato dimostrato che la pressione sanguigna si abbassa, con un'assunzione di 30-50 grammi di semi interi o macinati al giorno per più di 12 settimane. Possono proteggere dalle malattie cardiovascolari aterosclerotiche riducendo il colesterolo nel siero, migliorando la tolleranza al glucosio e agendo come antiossidante.
  • Zenzero: può aiutare a controllare la pressione sanguigna. Migliora la circolazione e rilassa i muscoli che circondano i vasi sanguigni, abbassando la pressione. 
  • Biancospino: è un rimedio per l'ipertensione che è stato usato nelle medicine tradizionali cinesi per migliaia di anni. Aiuta a ridurre la pressione sanguigna, previene l'indurimento delle arterie e abbassa il colesterolo. 
  • Semi di sedano: è stato a lungo utilizzato per trattare l'ipertensione in Cina. Può anche essere usato come diuretico. 
  • Lavanda: gli estratti di lavanda abbassano la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Le foglie possono essere utilizzate nello stesso modo in cui si usa il rosmarino.
  • Artiglio di gatto: è una medicina erboristica utilizzata nella pratica tradizionale cinese per trattare l'ipertensione e problemi di salute neurologica. Può essere utile nel ridurre la pressione del sangue agendo sui canali del calcio nelle cellule.