Quattro mattine nel bosco possono cambiare l’ansia degli adolescenti?

Dr. Marcello Agosta
Revisionato da Dr. Marcello Agosta — Chirurgo Generale, Medico Generale
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 01 Ottobre, 2026

ragazzo appoggiato ad un albero

Camminare lentamente tra i pini, fermarsi ad ascoltare i suoni, riconoscere gli aromi, osservare con attenzione ciò che circonda. Può un percorso così semplice incidere sui sintomi d'ansia durante l'adolescenza?

Se lo sono chiesti i ricercatori dell'Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), che hanno coinvolto due classi di liceo in uno studio pilota condotto in Toscana. Una delle due ha partecipato a quattro sessioni di Terapia Forestale, mentre l'altra ha proseguito con le normali attività scolastiche.

Nelle settimane successive, la classe coinvolta nel percorso ha mostrato in media una riduzione maggiore dei punteggi relativi ai sintomi d'ansia rispetto alla classe di confronto. Il risultato, però, richiede cautela: lo studio era piccolo, le classi non sono state assegnate casualmente ai due gruppi e i confronti principali non sono rimasti statisticamente significativi dopo la correzione per confronti multipli.

Che cos'è la Terapia Forestale

Con Terapia Forestale si indica un'immersione guidata e strutturata negli ambienti boschivi, pensata per favorire la connessione sensoriale con la natura attraverso, per esempio, l'ascolto dei suoni, la percezione degli aromi e l'osservazione consapevole dell'ambiente circostante.

Diversi studi, condotti soprattutto sugli adulti, hanno osservato possibili benefici sullo stress, sui sintomi ansiosi e sull'umore. Molto meno si sa, invece, sull'applicazione di questi percorsi agli adolescenti, soprattutto in ambito scolastico e sulla capacità degli eventuali effetti di mantenersi nel tempo.

Proprio da questa lacuna nasce il nuovo studio italiano.

Come si è svolto lo studio

La ricerca, pubblicata su Behavioral Sciences, è stata realizzata dal Cnr-Ibe insieme al Liceo "Enrico Fermi" di Cecina nell'ambito di un progetto di Formazione scuola-lavoro.

Hanno partecipato 54 studenti di 17-18 anni, appartenenti a due classi: 28 hanno proseguito con le consuete attività scolastiche, mentre 26 hanno preso parte al percorso forestale. Di questi ultimi, 24 hanno partecipato ad almeno tre dei quattro incontri.

Un elemento importante riguarda la composizione del campione: 51 partecipanti su 54 erano ragazze. Inoltre, gli studenti non erano stati selezionati perché affetti da disturbi d'ansia. Si trattava quindi di una popolazione scolastica e non di un gruppo di adolescenti con una diagnosi clinica.

A marzo 2026 si sono svolte quattro sessioni di circa tre ore, una alla settimana, nella Riserva naturale biogenetica dei Tomboli di Cecina. Le attività comprendevano brevi camminate lente, soste dedicate all'esperienza sensoriale e momenti finali di condivisione.

Le sessioni sono state condotte da professioniste dell'ambito psicologico scolastico formate sul protocollo utilizzato dal Cnr-Ibe.

Cosa è successo ai sintomi d'ansia

Per valutare l'andamento dei sintomi d'ansia, i ricercatori hanno utilizzato la Spence Children's Anxiety Scale (SCAS) prima dell'inizio del percorso e in quattro momenti successivi, arrivando a seguire gli studenti fino a circa 10-11 settimane dopo la conclusione delle attività.

In tutte le rilevazioni successive, la riduzione media dei punteggi è risultata maggiore nella classe che aveva partecipato alla Terapia Forestale rispetto alla classe di confronto.

La differenza più evidente è emersa a circa 8-9 settimane dal termine del percorso: tenendo conto dei valori iniziali, il punteggio SCAS risultava inferiore di circa 5 punti nella classe dell'intervento rispetto a quella di controllo.

C'è però un elemento fondamentale per interpretare correttamente il dato. La differenza raggiungeva appena la soglia convenzionale di significatività statistica nell'analisi iniziale, ma non rimaneva significativa dopo la correzione per confronti multipli.

Per questo il risultato non consente di concludere che la Terapia Forestale abbia ridotto l'ansia degli studenti. Gli stessi autori parlano piuttosto di "segnali" relativi ai sintomi d'ansia, da verificare con studi più ampi e rigorosi.

Anche l'umore è stato misurato

Nella sola classe che partecipava alle attività nel bosco, i ricercatori hanno valutato anche l'umore immediatamente prima e dopo ciascuna sessione attraverso il questionario POMS-A.

In alcune sessioni sono stati osservati miglioramenti nei punteggi relativi all'umore, con il risultato più evidente durante il terzo incontro.

Anche in questo caso, però, bisogna evitare conclusioni troppo nette: per questa misurazione non era disponibile un gruppo di controllo equivalente. Non è quindi possibile stabilire quanto del cambiamento osservato fosse dovuto specificamente alle attività nel bosco e quanto potesse dipendere da altri fattori, come il tempo trascorso fuori dall'aula, il movimento, l'attenzione ricevuta o la condivisione dell'esperienza con i compagni.

Perché lo studio non dimostra ancora che il bosco riduce l'ansia

Il principale limite riguarda proprio la struttura della ricerca. Sono state confrontate soltanto due classi, una destinata all'intervento e l'altra al controllo, senza assegnazione casuale dei singoli studenti.

Questo significa che eventuali differenze preesistenti tra le due classi potrebbero avere contribuito ai risultati.

Anche il numero ridotto di partecipanti e la forte prevalenza di ragazze nel campione rendono difficile estendere quanto osservato alla popolazione adolescente nel suo complesso.

Il lavoro, del resto, è presentato dagli stessi autori come uno studio pilota quasi-sperimentale, pensato anche per verificare se un programma di questo tipo sia concretamente realizzabile all'interno di una scuola.

Il risultato più solido, quindi, non è la dimostrazione di un trattamento contro l'ansia, ma l'indicazione che un percorso strutturato di Terapia Forestale può essere organizzato in ambito scolastico e merita di essere studiato su numeri più grandi.

Cosa sappiamo dagli studi sugli adulti

Sugli adulti le ricerche sono più numerose. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2023 sull'International Journal of Mental Health Nursing ha esaminato 36 articoli e oltre 3.300 partecipanti.

Nel complesso, gli studi analizzati hanno rilevato una riduzione significativa dei sintomi di depressione e ansia associata alle esperienze di forest bathing rispetto ai gruppi di controllo.

Le evidenze sugli effetti fisiologici, come pressione arteriosa e frequenza cardiaca, risultavano invece meno consistenti e basate su un numero più limitato di studi.

Anche questi risultati devono essere interpretati considerando l'eterogeneità delle ricerche disponibili, che differiscono per tipo di intervento, durata, popolazione coinvolta e metodologia.


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E negli adolescenti?

Le evidenze diventano molto più limitate quando si considerano i più giovani.

Uno studio statunitense pubblicato nel 2024 sull'International Journal of Environmental Research and Public Health ha coinvolto 24 adolescenti tra i 16 e i 18 anni in tre sessioni di forest bathing distribuite nell'arco di tre settimane.

I ricercatori hanno osservato un miglioramento del benessere mentale medio e, nelle valutazioni qualitative, i ragazzi hanno descritto sensazioni di maggiore rilassamento e tranquillità e una riduzione dello stress.

Anche in questo caso si trattava però di un campione molto piccolo, insufficiente per stabilire l'efficacia della pratica. Gli stessi autori sottolineavano la scarsità di studi dedicati specificamente agli adolescenti.

Cosa succede ora

Per capire se i segnali osservati nello studio italiano siano realmente legati alla Terapia Forestale serviranno ricerche più ampie.

Tra i passi indicati dal Cnr-Ibe ci sono il coinvolgimento di più classi e più scuole, l'assegnazione casuale dei partecipanti, la definizione preventiva del protocollo e il confronto con attività equivalenti per durata, movimento e attenzione ricevuta.

Queste indicazioni fanno da riferimento anche alla proposta Forest School, "Foresta e benessere a scuola", presentata da Cnr-Ibe e Consorzio LaMMA nell'ambito dell'incontro "Foresta, scuola e salute", in programma il 1° ottobre al Liceo Fermi di Cecina. L'eventuale sviluppo di uno studio più ampio sul benessere degli adolescenti sarà definito insieme alle scuole e al Servizio sanitario toscano.

Per ora, quindi, il bosco rappresenta un'ipotesi interessante da studiare, non una terapia dimostrata contro l'ansia negli adolescenti. I primi dati indicano una direzione da approfondire, ma serviranno campioni più grandi e studi controllati per capire se l'effetto osservato dipenda realmente dalla Terapia Forestale.

Fonti

  • Behavioral Sciences - Therapist-Guided Forest Therapy in Adolescents: Operational Feasibility and Anxiety-Symptom Signals from a Two-Classroom Quasi-Experimental Pilot Study
  • PubMed - Development and validation of a mood measure for adolescents
  • PubMed - The effects of forest bathing on psychological well-being: A systematic review and meta-analysis
  • PubMed - Forest Bathing Increases Adolescents’ Mental Well-Being: A Mixed-Methods Study

 

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