Residenze assistite: come scegliere quella giusta per ogni esigenza

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Redazione
Seguici su Google Discover Aggiungici alle Fonti Preferite di Google

Data articolo – 18 Aprile, 2017

residenze assistite per gli anziani: qualche consiglio su come sceglierle

Non sempre è possibile prendersi cura di un anziano in famiglia. Spesso, lavoro e impegni non si conciliano con la necessità di assistenza 24 ore su 24 di un anziano non più autosufficiente. La scelta di una residenza per anziani risulta, dunque, obbligata. Scegliere la struttura di ricovero adatta però risulta, nella maggior parte dei casi, un’ardua impresa.

Il Ministero della Sanità ha chiarito la distinzione tra Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) e Residenza Assistenziale (RA):

  • Le RSA sono destinate ad anziani non autosufficienti, non assistibili a domicilio;
  • Le RA offrono ospitalità collettiva e sono le note case di riposo, comunità alloggio, destinate ad anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti.

Le RSA e le RA non rientrano tra le strutture del Servizio Sanitario Nazionale che, quindi, non copre i costi dell’ospitalità, ma soltanto le prestazioni sanitarie fornite attraverso i distretti ASL.

I requisiti assistenziali necessari per un anziano

Le Regioni hanno fissato i minimi requisiti, sia per le RSA sia per le RA, per poter concedere le autorizzazioni al funzionamento.

Inoltre, la Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG) ha scritto le Linee guida per le RSA e ha suggerito la valutazione attraverso indici di qualità. “In generale – ha spiegato il professor Nicola Ferrara, presidente della SIGG – il consiglio che si può dare è di visitare la RSA per valutare la qualità delle parti comuni, controllare che ci siano spazi verdi adeguati, aree e attività per la socializzazione: tutto, compreso il personale, dovrebbe essere studiato per promuovere e stimolare quanto più è possibile questo aspetto”.

Il referente dell’area strutture residenziali dell’Associazione italiana di psicogeriatria, Antonio Guaita, ha suggerito di stilare una lista sulla quale annotare che cosa si è trovato e che cosa invece mancava durante la visita alla struttura per poi fare il paragone, fra le varie strutture visitate, e bilanciare i pro e i contro.

Vicinanza e costo: due fattori che incidono nella scelta di una residenza assistita

I due elementi principali che orientano la scelta di una struttura sono la vicinanza e il costo – spiega Antonio Guaita – Poi più passa il tempo, più si dà importanza ai rapporti umani e ai rapporti assistenziali che diventano dunque essenziali per la soddisfazione e la qualità della vita delle persone ricoverate”.

Enzo Costa, presidente di Auser, consiglia le famiglie a controllare che siano garantiti i «livelli minimi di dignità» di una struttura per anziani senza farsi abbagliare dal costo più accessibile. “Se proprio non si può fare a meno del ricovero – sottolinea – cerchiamo di inserire i nostri cari in strutture a misura di anziano e molto più simili alle famiglie che sono costretti a lasciare. L’anziano ha bisogno di ricostituire rapporti umani e di socializzare”.

Terza età: l’importanza di una vita serena

Quando ci si prende cura di un anziano, l’obiettivo deve essere quello di garantirgli una vita serena, nel rispetto di tutta la famiglia. Le persone anziane, infatti, spesso avvertono la loro condizione come un peso per sé stessi e, soprattutto, per i loro cari. I rischi sono quelli di cadere nella depressione, ammalarsi e lasciarsi andare. Per questa ragione, importante è saper garantire loro il meglio, chiedendo un aiuto, un sostegno professionale a figure esperte. Il medico di famiglia, ad esempio, potrà orientare la famiglia nella scelta di una RSA vicina, affidabile e adatta alle esigenze dell’anziano.

Ricordate: vivere bene è un diritto sempre, a ogni età!

Ultimo aggiornamento – 21 Settembre, 2020

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Un medico da sostegno ad una ragazza
Cancro in aumento nel mondo: entro il 2050 potrebbero mancare 100 milioni di operatori sanitari

Un rapporto avverte che la crescita dei casi di tumore rischia di mettere sotto pressione i sistemi sanitari globali, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito.

una coppia di anziani si abbraccia sul divano
Il dato ISTAT che sorprende tutti: in Italia c'è chi vive 4 anni in più solo grazie a questo fattore

Secondo l'ISTAT, gli adulti con basso livello di istruzione hanno una mortalità fino al 40% più elevata. Ecco come scuola, territorio e salute influenzano la longevità.