Rientro al lavoro dopo le vacanze: 7 consigli per stare meglio

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 31 Agosto, 2026

Un uomo stanco al computer in ufficio

Il rientro al lavoro dopo le vacanze può riportare rapidamente stress, stanchezza e pensieri legati agli impegni professionali. Una meta-analisi pubblicata nel 2025 ha analizzato 32 studi e 256 stime dell’effetto, rilevando benefici delle ferie sul benessere dei lavoratori; una ricerca del 2026 indica, inoltre, strategie utili a ridurre la ruminazione legata al lavoro nelle settimane successive al ritorno.

Perché tornare al lavoro può pesare dopo le ferie

Il contrasto è netto: per giorni cambiano orari, ritmi, responsabilità e attenzione mentale. Poi arriva la sveglia, il tragitto, la casella di posta e quella lista di cose lasciate in sospeso.

Non significa necessariamente che il lavoro sia diventato improvvisamente insopportabile. La difficoltà può dipendere anche dal passaggio brusco da una condizione di recupero a una di richiesta.

La ricerca sul recupero dallo stress occupazionale descrive proprio questo processo. Durante una pausa prolungata diminuiscono le richieste associate al lavoro e aumentano esperienze come distacco psicologico, rilassamento e attività piacevoli. Quando le richieste ricompaiono, il beneficio può ridursi.

Una meta-analisi di Ryan S. Grant, Beth E. Buchanan e Kristen M. Shockley, pubblicata nel Journal of Applied Psychology nel 2025, ha riunito 32 studi per un totale di 256 effect size.


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Gli autori hanno trovato un effetto positivo delle vacanze sul benessere più consistente rispetto a quanto suggerito da precedenti analisi. Tra le esperienze associate ai risultati migliori figurano il distacco psicologico e l’attività fisica.

Il punto è che il recupero non finisce necessariamente l'ultimo giorno di ferie. Anche i primi giorni lavorativi possono contribuire a consolidarlo oppure, al contrario, consumarlo rapidamente.

Cosa succede quando si torna alla routine

Un concetto utile è quello di ruminazione lavorativa: il cervello continua a occuparsi mentalmente del lavoro anche quando la giornata è terminata. È come avere una scheda del browser sempre aperta, anche quando non serve più.

Nel 2026 Alexandra Thomsen e colleghi hanno pubblicato su Frontiers in Digital Health un trial randomizzato controllato dedicato proprio al ritorno al lavoro dopo le vacanze. Lo studio ha coinvolto 190 lavoratori, assegnati a un intervento digitale o a un gruppo di controllo.

A due settimane dal rientro, la ruminazione lavorativa era diminuita del 22,2% rispetto al basale nel gruppo che aveva utilizzato l'intervento, contro il 6,9% nel gruppo di controllo. L'effetto era ancora maggiore, pari al 26,1%, tra gli utenti che avevano proseguito l'utilizzo fino a quattro settimane.

Il risultato non significa che serva un'app per stare meglio. Mostra però qualcosa di interessante: il modo in cui vengono gestiti i pensieri sul lavoro dopo le ferie può incidere sulla qualità del recupero.

Rientro al lavoro dopo le vacanze: 7 consigli pratici

Vediamo ora 7 consigli per rientrare al meglio al lavoro dopo le vacanze estive

Non riempire subito la prima giornata

Il primo errore è trattare il giorno del rientro come una gara di produttività.

Meglio individuare poche priorità e distinguere ciò che è realmente urgente da ciò che può attendere. Una casella di posta piena non equivale a una lista di emergenze.

Partire con un carico gestibile consente di riattivare gradualmente attenzione e capacità organizzativa.

Ripristinare gli orari del sonno

Durante le ferie può cambiare anche il ritmo sonno-veglia. Andare a letto più tardi e svegliarsi senza una sveglia è piacevole, ma il ritorno improvviso agli orari abituali può aumentare la sensazione di stanchezza.

Nei giorni precedenti al rientro può essere utile avvicinarsi progressivamente agli orari lavorativi, soprattutto per il risveglio.

Conservare almeno una piccola abitudine delle vacanze

Non tutto deve finire con la ripresa del lavoro.

Una passeggiata serale, la colazione senza fretta nel fine settimana, un'attività fisica o un momento dedicato agli amici possono mantenere una parte delle esperienze di recupero.Una donna stanco al computer in ufficio

La meta-analisi di Grant e colleghi suggerisce proprio che il distacco psicologico e l'attività fisica durante le vacanze siano associati a un maggiore beneficio sul benessere.

Si parla spesso di recovery experiences, in particolare il concetto di mantenere durante il tempo libero esperienze di:

  • distacco psicologico dal lavoro;
  • rilassamento;
  • padronanza/mastery;
  • controllo del proprio tempo.

Evitare di controllare continuamente il lavoro fuori orario

Il telefono rende molto facile riportare il lavoro dentro casa. Una notifica può bastare per riattivare una questione che sembrava chiusa.

Definire un confine concreto – per esempio non controllare le email professionali dopo una certa ora – può aiutare a creare nuovamente uno spazio mentale separato.

Non serve trasformare questa regola in un rituale perfetto. L'obiettivo è interrompere la continuità mentale tra ufficio e tempo libero.

Affrontare i problemi uno alla volta

Quando gli arretrati sono numerosi, la mente tende a considerarli contemporaneamente. È una forma di sovraccarico che rende più difficile decidere da dove iniziare.

Una lista breve, organizzata per priorità e scadenza, permette invece di trasformare una massa indistinta di incombenze in attività concrete.

Il dettaglio sembra banale. Non lo è: ridurre l'incertezza sulle prossime azioni può limitare il tempo trascorso a rimuginare.

Inserire movimento nella giornata

L'attività fisica non deve coincidere necessariamente con un allenamento intenso. Camminare, andare al lavoro a piedi per una parte del tragitto o fare una pausa attiva possono diventare occasioni di movimento.

La ricerca sulle vacanze ha associato l'attività fisica a un maggiore beneficio sul benessere, mentre la letteratura sul recupero dal lavoro considera il tempo libero anche uno spazio nel quale ripristinare risorse fisiche e psicologiche.

Capire quando la stanchezza non è più solo da rientro

Qualche giorno di fatica, irritabilità o scarsa concentrazione può accompagnare la ripresa della routine. La situazione cambia se il disagio persiste, peggiora o interferisce stabilmente con sonno, vita privata e capacità di lavorare.

Un rientro difficile può anche riportare alla superficie un problema precedente: carichi eccessivi, conflitti, mancanza di autonomia o una condizione di stress già presente prima delle ferie.

In questi casi, il problema non si risolve semplicemente aspettando che passi.

Il ritorno non dipende soltanto dal lavoratore

Va detto che gran parte dei consigli sul rientro tende a trasferire tutta la responsabilità sull'individuo. Ma non sempre è sufficiente organizzarsi meglio.

Uno studio pubblicato nel 2025 da Yiting Wang, Keni Song, Ming Guo e Long Ye, della Beijing Jiaotong University, ha analizzato 349 lavoratori attraverso quattro rilevazioni successive. I ricercatori hanno osservato che lo stress emotivo precedente alla pausa aumentava il bisogno di recupero, associato a una riduzione della vigor, cioè dell'energia percepita nel lavoro. Il sostegno dell'organizzazione poteva attenuare questo percorso.

La questione, però, è un'altra: se il carico di lavoro rimane eccessivo, qualche tecnica personale rischia di diventare un cerotto.

Anche la letteratura precedente mostra che gli effetti positivi delle vacanze possono ridursi dopo il ritorno. Una ricerca longitudinale su 96 lavoratori olandesi, pubblicata nel 2010, rilevò miglioramenti durante la vacanza in diversi indicatori di salute e benessere, ma un ritorno verso i livelli precedenti già durante la prima settimana di ripresa lavorativa.

Eppure i dati più recenti sono meno pessimisti. La meta-analisi del 2025 suggerisce che il beneficio delle ferie sia più consistente e duraturo di quanto stimato in passato. Il problema, quindi, non è necessariamente il ritorno alla normalità, ma la velocità con cui si torna a un carico elevato.

Quanto dovrebbe durare il periodo di adattamento

Non esiste un numero universale di giorni necessario per "tornare in forma". Dipende dalla durata della pausa, dal tipo di lavoro, dal livello di stress precedente e da quanto il periodo di ferie abbia consentito un vero distacco.

Un professionista che ha continuato a rispondere alle email durante le vacanze potrebbe avere recuperato meno rispetto a chi ha interrotto completamente le attività lavorative. Allo stesso modo, chi rientra in un ambiente organizzativo già problematico affronta una situazione diversa rispetto a chi trova un carico prevedibile.

Il lavoro sperimentale di Thomsen e colleghi offre comunque un'indicazione interessante: nel loro trial il principale punto di valutazione era fissato a due settimane dal rientro, proprio perché gli effetti delle vacanze tendono a ridursi nelle prime settimane di ripresa.

Un rientro graduale può proteggere il recupero

A conti fatti, stare meglio dopo le ferie non significa prolungare artificialmente la sensazione di vacanza. Significa evitare che il primo giorno cancelli tutto ciò che è stato recuperato.

Le strategie più ragionevoli sono semplici: ridurre il sovraccarico iniziale, regolarizzare il sonno, mantenere attività piacevoli, separare il tempo libero dal lavoro, muoversi e affrontare le priorità in modo progressivo.

Ma resta il fatto che il benessere non può essere affidato soltanto alle abitudini individuali. Se il carico professionale è strutturalmente eccessivo, il rientro può rendere visibile un problema che le ferie avevano soltanto temporaneamente nascosto.

La prospettiva più utile, quindi, è osservare le prime settimane non come una prova da superare, ma come un periodo di riadattamento. Se la fatica diminuisce gradualmente, il passaggio alla routine sta probabilmente procedendo. Se invece il disagio resta invariato o aumenta, vale la pena interrogarsi anche sulle condizioni di lavoro che lo stanno alimentando.

Fonti:

  • NIHI need a vacation: A meta-analysis of vacation and employee well-being
  • FrontiersEffectiveness of the mobile application Holidaily in reducing work-related rumination when returning to work after vacation: a randomized controlled trial
  • PubMedWork e-mail after hours and off-job duration and their association with psychological detachment, actigraphic sleep, and saliva cortisol: A 1-month observational study for information technology employees
  • PubMedThe Recovery Experience Questionnaire: development and validation of a measure for assessing recuperation and unwinding from work
  • PubMedI need a vacation: A meta-analysis of vacation and employee well-being
  • PubMedBack to Work, Running on Empty? How Recovery Needs and Perceived Organizational Support Shape Employees' Vigor Upon Return to Work
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