Roy Paci torna a casa dopo l’intervento: “È andato bene”

Salvatore Privitera | Divulgatore scientifico
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 23 Settembre, 2026

sala operatoria

Roy Paci torna a casa dopo i problemi di salute che negli ultimi giorni lo avevano costretto a fermarsi e ad annullare due concerti. Il musicista siciliano ha comunicato che l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto è andato a buon fine, spiegando che l’operazione ha permesso di evitare conseguenze potenzialmente più serie. La natura precisa del problema di salute non è stata resa nota.

Il trombettista e cantante ha scelto di raccontare personalmente questi giorni, soffermandosi soprattutto sull’esperienza vissuta in ospedale e sul rapporto con il personale sanitario e con gli altri pazienti. Il messaggio che accompagna le dimissioni è quello di una fase difficile che sembra essersi conclusa positivamente, con una ripresa che, secondo quanto gli è stato riferito, dovrebbe essere relativamente rapida.

L’intervento è riuscito e Roy Paci lascia l’ospedale

Il ricovero era arrivato dopo la comunicazione di “seri problemi di salute”, che avevano reso necessario interrompere temporaneamente l’attività dal vivo e sottoporsi a un intervento chirurgico.

Nell’annunciare il ritorno a casa, Paci ha spiegato che l’operazione è riuscita e che il trattamento ricevuto è stato decisivo per evitare sviluppi peggiori. Non sono stati comunicati altri dettagli clinici, né indicazioni sulla diagnosi o sul tipo di intervento effettuato.

Il musicista ha però fatto sapere di guardare già alla fase successiva. La ripresa, stando alle indicazioni ricevute, dovrebbe essere veloce e l’obiettivo è tornare sul palco appena le condizioni fisiche glielo permetteranno.

Il ringraziamento a medici, infermieri e personale ospedaliero

Ampio spazio nel messaggio è dedicato alle persone incontrate durante il ricovero.

Paci ha ringraziato medici, infermieri e personale ospedaliero, includendo anche chi si occupa quotidianamente della pulizia e dell’organizzazione degli ambienti. Nelle sue parole emerge soprattutto l’importanza dell’aspetto umano dell’assistenza, in un contesto che può diventare difficile per chi si trova improvvisamente costretto a interrompere la propria vita quotidiana.

Il musicista ha raccontato di essere stato ricoverato in un reparto nel quale molti degli altri pazienti erano anziani. Proprio da loro, ha spiegato, sono arrivati incoraggiamento e affetto durante la permanenza in ospedale.

L’esperienza viene descritta come quella di una comunità temporanea, composta da persone molto diverse tra loro ma unite dalla stessa condizione di fragilità e dalla quotidianità del reparto.

“Torno a casa più grato alla vita”

Le dimissioni diventano per Paci anche l’occasione per riflettere sull’esperienza vissuta.

Il musicista racconta di uscire dall’ospedale “fortificato” e con una maggiore gratitudine nei confronti della vita, non soltanto per ciò che offre ma anche per le difficoltà che costringono a fermarsi e a riconsiderare le proprie priorità.

Nel messaggio ha ringraziato anche le persone che gli hanno scritto durante il ricovero. I messaggi ricevuti sono stati numerosi e Paci ha già dato idealmente appuntamento al pubblico al prossimo concerto che sarà fisicamente in grado di affrontare.

Per il momento, quindi, non viene indicata una data precisa per il ritorno sul palco, ma l’intenzione è quella di riprendere l’attività musicale non appena la convalescenza lo consentirà.

L’idea di portare musica negli ospedali pubblici

Dal ricovero nasce anche un progetto che Roy Paci vorrebbe provare a sviluppare in futuro. Il musicista ha raccontato di voler lavorare alla possibilità di portare negli ospedali pubblici una forma di filodiffusione musicale, con generi scelti appositamente per accompagnare la permanenza dei pazienti.

Tra quelli citati figurano musica classica, downtempo ed easy listening, quindi sonorità generalmente meno invasive e adatte a creare un ambiente più disteso. L’idea parte dall’esperienza diretta degli ultimi giorni e dal tentativo di rendere più umani gli spazi ospedalieri, soprattutto per chi trascorre molto tempo in reparto.

La musica non sostituisce le cure, ma può accompagnare i pazienti

Nel parlare del progetto, Paci tiene a distinguere chiaramente il ruolo della musica da quello della medicina.

I suoni, sottolinea, non sono farmaci e non promettono di guarire, ma possono comunque avere una funzione sul piano emotivo. La musica può accompagnare momenti difficili, evocare ricordi, aiutare a gestire il silenzio e modificare almeno in parte la percezione dell’ambiente in cui ci si trova.

È una convinzione che il musicista dice di aver rafforzato proprio durante il ricovero. La proposta resta per ora un desiderio e una promessa personale, non ancora un progetto operativo definito, ma nasce da un’esperienza che Paci sembra intenzionato a trasformare in qualcosa di concreto una volta tornato pienamente alla propria attività.

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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