Scatti involontari nel sonno: perché li abbiamo?

Martina Valizzone | Psicologa

Ultimo aggiornamento – 24 Settembre, 2021

Mioclonie notturne: Cosa sono

Approfondimento della dr.ssa Martina Valizzone, psicologa. 


Vi è mai capitato durante il sonno di avere degli scatti involontari, di avvertire delle scosse agli arti o di sentirvi cadere nel vuoto? Se vi è capitato, avete avuto un episodio di mioclonia notturna

Le mioclonie notturne altro non sono che delle contrazioni muscolari involontarie che compaiono in modo improvviso e brusco durante il sonno, più frequentemente nelle prime fasi dell'addormentamento.

A seconda della loro eziologia, si distinguono due principali tipi di mioclonie notturne: 

  • le mioclonie notturne fisiologiche;
  • le mioclonie notturne secondarie. 

Mioclonie notturne: cosa sono e perché si manifestano

Le mioclonie notturne fisiologiche sono caratterizzate da scatti improvvisi e involontari di breve durata a carico per lo più delle dita di mani e piedi, mani, piedi, e labbra. Queste rappresentano una reazione fisiologica del nostro organismo, dovuta a una iper-attivazione del sistema nervoso e, come tali, di norma non necessitano alcun trattamento. 

Durante il sonno, il nostro cervello interpreta l'immobilità del corpo come un segnale di allarme e, quindi, provvede a recuperare il controllo dei muscoli corporei, provocando queste scosse improvvise che rimettono il corpo in moto. 

A differenza delle mioclonie fisiologiche, le mioclonie notturne secondarie si verificano come conseguenza di una patologia sottostante. Si tratta, quindi, di spasmi muscolari solitamente più frequenti e non circoscritti alle sole fasi ipnagogiche. Tra le patologie in grado di provocare scatti involontari notturni, le più comuni sono: 

  • traumi o lesioni al midollo spinale o a carico del cervello, come nel caso di ictus o ischemie; 
  • morbo di Parkinson, i cui spasmi improvvisi e i movimenti incontrollati di diverse parti del corpo sono proprio i sintomi distintivi;
  • morbo di Alzheimer che soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia può provocare mioclonie notturne;
  • per finire, l'assunzione di alcune droghe o farmaci, tra i quali i farmaci ansiolitici e gli antidepressivi e gli oppiacei, che sono in grado di provocare e facilitare l’insorgenza di questi fenomeni.

Cosa fare per limitare gli scatti notturni?

Nella maggior parte dei casi, si tratta di episodi fisiologici, sporadici e di breve durata che non incidono in alcun modo con la qualità del nostro sonno e con il ciclo sonno-veglia. 

Se frequenti e continui, invece, questi scatti involontari notturni possono compromettere la qualità del sonno di un individuo e come tali richiedono dunque un approfondimento medico e un eventuale trattamento. 

In questi casi, vi invitiamo a discuterne con il vostro medico di fiducia in modo da trovare la soluzione più adatta. Nel caso ci si trovasse in presenza di mioclonie notturne secondarie, per trattare e dunque limitare la frequenza degli scatti involontari, è opportuno agire alla base del problema e trattare la patologia sottostante in modo da prendersi cura e possibilmente arginare anche questi fenomeni. 

Martina Valizzone | Psicologa
Scritto da Martina Valizzone | Psicologa

Sono una psicologa dell'età evolutiva, con una specializzazione in psicoterapia sistemico relazionale. In ambito lavorativo, mi occupo principalmente di terapie individuali e familiari e, da qualche anno, di psicologia dell'educazione, lavorando alla progettazione e realizzazione di interventi psico-pedagogici in ambito scolastico ed extrascolastico.

a cura di Redazione Pazienti
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