Semaglutide e sport: la WADA valuta il divieto, ma il dibattito sul doping è già aperto

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 11 Giugno, 2026

racchetta da tennis e piedi di una tennista

Il semaglutide e la tirzepatide sono diventati negli ultimi anni tra i farmaci più discussi al mondo. Commercializzati con nomi come Ozempic, Wegovy, Rybelsus, Mounjaro e Zepbound, sono stati sviluppati principalmente per il trattamento del diabete di tipo 2, ma vengono sempre più utilizzati anche per la gestione dell'obesità. In alcuni casi il loro impiego si è esteso anche a persone senza particolari problemi di peso.

Questi medicinali appartengono alla categoria degli agonisti del recettore GLP-1. Agiscono aumentando la produzione di insulina e riducendo quella di glucagone, contribuendo a mantenere più stabile il livello di zuccheri nel sangue. Uno degli effetti più evidenti è la significativa riduzione della massa grassa, caratteristica che ha attirato l'attenzione anche nel mondo dello sport.

Il caso Serena Williams riaccende il confronto

Il tema è tornato d'attualità dopo alcune recenti apparizioni pubbliche di Serena Williams. L'ex numero uno del tennis mondiale ha mostrato una trasformazione fisica che ha alimentato nuove discussioni sull'utilizzo di questi farmaci. Williams è inoltre diventata testimonial di un'azienda farmaceutica che produce un medicinale appartenente alla famiglia dei GLP-1.

Situazioni simili si sono viste anche in altri sport. Alcuni atleti di alto livello, compresi professionisti degli sport nordici tradizionalmente molto magri, hanno collaborato con aziende del settore pur non presentando problemi legati al peso corporeo.

La WADA osserva da vicino la situazione

Dal 2024 gli agonisti del recettore GLP-1 sono inseriti nella lista di monitoraggio della World Anti-Doping Agency (WADA). L'organismo internazionale sta raccogliendo dati per comprendere quanto siano diffusi tra gli atleti e quale impatto possano avere sulle prestazioni sportive.

Entro il 2028 la WADA dovrà decidere se inserirli ufficialmente tra le sostanze proibite. La valutazione si baserà sui tre criteri tradizionali: miglioramento artificiale della prestazione, rischio per la salute e violazione dello spirito sportivo.

Secondo molti specialisti, la riduzione significativa della massa grassa potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo in diverse discipline, soprattutto negli sport dove il rapporto tra peso e prestazione è determinante.

Il divieto potrebbe non bastare

Anche in caso di inserimento nella lista delle sostanze vietate, il problema potrebbe non essere risolto. Gli agonisti GLP-1 verrebbero probabilmente classificati come "sostanze specifiche", cioè farmaci che possono essere utilizzati in presenza di una prescrizione medica e di un'autorizzazione terapeutica.

Una situazione già vista con medicinali utilizzati per il trattamento dell'ADHD, come Ritalin e Adderall. Questi farmaci sono vietati nelle competizioni, ma alcuni atleti possono assumerli legalmente grazie a specifiche esenzioni terapeutiche.

Dopo le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono emersi diversi casi di positività al metilfenidato, soprattutto tra atleti statunitensi impegnati in discipline acrobatiche. Tutti i procedimenti sono stati archiviati grazie alla documentazione medica presentata dagli sportivi.


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Il tema dell'equità resta aperto

In molti Paesi europei, Italia compresa, ottenere autorizzazioni terapeutiche per questi prodotti è molto più difficile rispetto agli Stati Uniti. Questo crea differenze di trattamento che continuano a suscitare discussioni all'interno del movimento sportivo.

Per questo motivo il confronto sui farmaci GLP-1 non riguarda soltanto la loro eventuale inclusione nella lista del doping, ma anche il modo in cui verranno gestite le autorizzazioni terapeutiche. Una questione che potrebbe diventare centrale nei prossimi anni, mentre l'uso di questi medicinali continua a crescere sia nello sport sia nella popolazione generale.

Fonti

Il Fatto Quotidiano - I farmaci usati da vip e sportivi per dimagrire stanno per diventare doping: il caso di Serena Williams

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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