Perdere peso è spesso solo la prima parte del percorso. La vera difficoltà, spiegano da anni gli specialisti, è riuscire a mantenere i risultati nel tempo senza tornare gradualmente al peso iniziale.
Secondo un nuovo studio realizzato da ricercatori italiani e libanesi, una strategia semplice potrebbe aiutare più di quanto si pensasse: camminare ogni giorno fino a raggiungere circa 8.500 passi e mantenere questa abitudine anche dopo la fase di dimagrimento.
La ricerca, pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health, ha analizzato dati provenienti da diversi studi clinici controllati randomizzati. Gli autori ricordano che circa l’80% delle persone in sovrappeso o obese che perdono peso tende a recuperarlo, in parte o completamente, entro tre o cinque anni.
L’analisi su quasi 4.000 adulti
Gli scienziati hanno esaminato in totale 18 studi clinici, utilizzando poi i dati di 14 di questi per una meta-analisi più approfondita. Complessivamente sono stati coinvolti 3.758 adulti, con un’età media di 53 anni, seguiti per circa 18 mesi.
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In ogni studio erano presenti due gruppi distinti. Il primo seguiva un programma guidato di modifica dello stile di vita, basato su alimentazione più equilibrata e aumento dell’attività fisica. Il secondo, invece, continuava con le proprie abitudini quotidiane.
I ricercatori hanno separato i dati in due momenti: una fase iniziale dedicata alla perdita di peso e una successiva orientata al mantenimento dei risultati, con restrizioni alimentari meno rigide.
I risultati hanno mostrato che il gruppo seguito da specialisti ha perso in media il 4,4% del peso corporeo totale durante la fase di dimagrimento. Successivamente, durante il mantenimento, è riuscito a conservare una riduzione pari a circa il 3,3% del peso corporeo, ottenendo risultati nettamente migliori rispetto al gruppo di controllo.
Il dato più interessante riguarda i passi quotidiani
L’aspetto che ha attirato maggiormente l’attenzione degli autori riguarda proprio il numero di passi giornalieri.
All’inizio degli studi, entrambi i gruppi avevano livelli simili di attività: circa 7.280 passi al giorno per il gruppo impegnato nel programma di dimagrimento e 7.180 per il gruppo di controllo.
Con il tempo, però, chi seguiva il programma ha aumentato sensibilmente il movimento quotidiano, arrivando a una media di 8.454 passi durante la fase di perdita di peso e mantenendo circa 8.241 passi anche successivamente.
Il gruppo di controllo, invece, è rimasto più o meno stabile, fermandosi a circa 7.486 passi giornalieri. In parallelo, non ha mostrato perdite di peso significative.
Non servono necessariamente 10.000 passi
Gli autori precisano che i dati non dimostrano in modo assoluto che siano stati proprio i passi a causare il mantenimento del peso. Tuttavia, trattandosi di studi randomizzati controllati — considerati uno degli standard più affidabili nella ricerca clinica — il collegamento appare rilevante.
Secondo il coordinatore dello studio, il biologo Marwan El Ghoch dell’Università di Modena e Reggio Emilia, aumentare il numero di passi fino a circa 8.500 al giorno rappresenta una strategia semplice, accessibile e sostenibile per ridurre il rischio di recuperare i chili persi.
Curiosamente, l’associazione tra numero di passi e controllo del peso è risultata più forte nella fase successiva alla dieta. Questo suggerisce che il movimento quotidiano potrebbe diventare ancora più importante proprio quando termina il periodo di restrizione alimentare.
Una soglia utile, ma non definitiva
I ricercatori invitano comunque alla prudenza. La soglia degli 8.500 passi viene definita come un valore indicativo e non come una prescrizione valida per tutti. Saranno necessari altri studi per capire con maggiore precisione quale sia il numero ideale di passi in relazione a età, condizioni fisiche e caratteristiche individuali.
Nel 2026, l'approccio alla longevità e al benessere si sta spostando verso il concetto di Volume Minimo Efficace (VME). Non serve fare di più per forza, ma fare quanto basta per ottenere il massimo risultato col minimo stress. Gli 8.500 passi rappresentano questo 'punto dolce' (sweet spot): offrono quasi tutti i benefici cardiovascolari e metabolici dei 10.000, ma con un impatto minore sulle articolazioni e un inserimento più facile nella routine lavorativa quotidiana. La costanza, insomma, batte la quantità
Resta però un messaggio pratico piuttosto chiaro: per mantenere il peso perso nel tempo potrebbe non essere necessario raggiungere i famosi 10.000 passi al giorno. Una soglia leggermente più bassa, ma costante, potrebbe già fare una differenza concreta.
FONTI:
ScienceAlert - New Daily Steps Goal Shows You Don't Need 10,000 to Keep The Weight Off