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Shaolin Kung fu: l’antica tradizione cinese che fa bene al corpo e alla mente

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Shaolin Kung fu: l'arte marziale che fa bene a corpo e mente
Indice

A cura di sanita_informazione

Profonda meditazione e intensa attività fisica. Queste le colonne portanti alla base della disciplina orientale ‘Shaolin kung fu’. Questa dottrina fa parte dell’antichissima storia delle medicina tradizionale cinese ed è considerata un pilastro fondamentale.

Gli elementi cardine della pratica sono: le arti marziali (Wu), la meditazione (Chan) e l’osservanza della medicina tradizionale cinese (Yi). Come altre pratiche di medicina alternativa, l’interesse in Occidente per questa tipologia di pratica che arriva dall’Oriente si sta diffondendo sempre di più.

Dove nasce la disciplina Shaolin?

Lo Shaolin Kung fu è una pratica che si riassume nelle arti marziali ed è stata forgiata e trasmessa dai maestri di kung, monaci del monastero buddista di Shaolin, un tempio molto importante nella storia del Buddhismo cinese, situato in Cina, nella regione dell’Henan.

Il tempio è collocato sul versante settentrionale del monte Sōngshān, famoso in Cina anche con il nome di ‘Collina Sacra’ e luogo di nascita del Buddismo Chan in Cina.

In cosa consiste?

La disciplina del ‘kung fu’, nata grazie agli antichi monaci del monastero di Shaolin, è un fusione di tutte le pratiche più famose originarie di varie scuole di kung fu in Cina.

Le tecniche Shaolin si basano su alcuni elementi, in particolare su due principi madre: l’esercizio fisico è fondamentale per controllare e regolare l’organismo con la finalità di migliorare la salute. Il secondo, invece, è che la meditazione guida la mente e dunque sgombra la testa di influenze dannose.

Queste due pratiche, se applicate correttamente e in corrispondenza l’una con l’altra, risultano utili per equilibrare e ripristinare il sistema nervoso.

Come si pratica il Shaolin Kung Fu?

Le metodologie del Kung Fu Shaolin includono una varietà di oltre 300 esercizi statici e dinamici che risultano essere la giusta sintesi tra attività fisica e meditazione spirituale. Da questo punto di vista, il Shaolin Kung fu può essere paragonato a una pratica di autodifesa fatta a mani nude. Di fatto la disciplina consiste in:

  • Riscaldamento – stretching
  • Tecniche di combattimento Sandà
  • Sviluppo del ” QI” (l’energia interiore)

Che cos’è il QI?

Secondo la medicina tradizionale cinese, il QI è l’energia vitale che si trova sotto dell’ombelico. Il QI ha differenti declinazioni:

  • Energia nutritiva: è il ‘yinqi’, emergeia che si sviluppa grazie agli alimenti di cui ci nutriamo
  • Energia respiratoria: ‘tianqi’ è l’aria che inspiriamo
  • Energia “ancestrale”: è quella che ereditiamo dai nostri antenati
  • Filosofia della nostra scuola

Qual è l’obiettivo?

La disciplina Shaolin esercita lo spirito e il fisico della persona secondo il principio per cui il sistema nervoso è strettamente collegato all’apparato muscolare. La pratica Shaolin ha come obiettivo il raggiungimento dell’equilibrio fra le due parti spirituale e fisica così da raggiungere il benessere.

I consigli del maestro Shi Yan Hui

Il maestro Shi Yan Hui è monaco guerriero di 34esima generazione e unico rappresentante ufficiale per l’Italia della disciplina Shaolin. «Le arti marziali allenano due sensi – spiega Shi Yan Hui che diffonde i suoi insegnamenti presso la Fondazione Santa Lucia di Roma – prima l’aspetto concreto, la forma i movimenti e poi l’astratto, cioè la mente e lo spirito. Questa commistione crea energia e rinvigorisce il corpo potenziando la circolazione del sangue che scorre più veloce e accrescendo il nostro vigore insieme alle difese immunitarie. Occorre curare non solo il sintomo della malattia ma anche la radice del problema. Curare profondamente la malattia significa trovare il nocciolo e partire da quello per guarire. Se si cura solo la manifestazione sintomatologica del malessere allora la malattia prima o poi tornerà. In Occidente c’è un disequilibrio tra mente e corpo – conclude Shi Yan Hui – lo sbaglio è concentrarsi sulle manifestazioni visibili, sull’apparenza, serve la meditazione, serve l’esercizio per la mente. Attraverso la meditazione Chan e attraverso le arti marziali si aiuta la mente ed è così che si raggiunge il massimo della potenzialità, di conseguenza il corpo si rilassa e diventa più agile».

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