Sinner e il sensore glicemico in allenamento: cos’è il CGM e perché può essere utile verso Wimbledon

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
Seguici su Google Discover Aggiungici alle Fonti Preferite di Google

Data articolo – 19 Giugno, 2026

Un tennista

Nelle immagini circolate dagli allenamenti di Jannik Sinner a Montecarlo, in vista della partenza per Londra e dell’avvicinamento a Wimbledon, un particolare ha attirato l’attenzione: un piccolo dispositivo applicato sul braccio sinistro del numero 1 del tennis. Da lontano può sembrare un semplice cerotto, ma in realtà si tratta di uno strumento ben conosciuto in ambito medico e sportivo.

Il dispositivo è un CGM, acronimo inglese di continuous glucose monitoring, cioè monitoraggio continuo del glucosio. È un sensore che permette di controllare in modo costante il livello degli zuccheri nell’organismo, fornendo dati utili soprattutto quando il corpo è sottoposto a sforzi lunghi, caldo elevato o situazioni di particolare stress fisico.

Nel caso di Sinner, l’utilizzo del sensore arriva dopo i problemi fisici accusati al Roland Garros contro Cerundolo e dopo gli accertamenti effettuati nei giorni scorsi al San Raffaele di Milano. L’obiettivo del suo team sembra essere quello di raccogliere più informazioni possibili sul comportamento del corpo durante gli allenamenti, così da individuare eventuali segnali da correggere prima dei grandi appuntamenti sull’erba.

A cosa serve il monitoraggio continuo del glucosio

Il CGM è uno strumento familiare soprattutto a molte persone che convivono con il diabete, perché consente di osservare l’andamento della glicemia durante la giornata. Il sensore misura i livelli di glucosio e trasmette i dati a un’applicazione, dove possono essere controllati e interpretati.

In ambito sportivo, uno strumento di questo tipo può essere utile anche per monitorare come l’organismo reagisce a esercizi intensi, sessioni lunghe e temperature alte. In condizioni di sforzo prolungato, infatti, il livello degli zuccheri può diventare un indicatore importante dello stato energetico dell’atleta.


Potrebbe interessarti anche:


Il monitoraggio permette anche di capire come alimentazione, idratazione, integrazione e carichi di lavoro incidano sulla risposta fisica. Per un tennista, questo può avere un valore particolare: una partita può durare molto più del previsto e alternare fasi esplosive a momenti di recupero, con un consumo energetico difficile da prevedere in modo perfetto.

Perché Sinner e il suo team cercano risposte

Negli ultimi tempi, Sinner ha vissuto alcune crisi fisiche in condizioni di caldo e sforzo intenso. Per questo, l’utilizzo del CGM può essere letto come parte di un percorso di controllo e prevenzione. Non si tratta necessariamente di una misura allarmante, ma di uno strumento per raccogliere dati oggettivi.

I valori registrati dal sensore vengono inviati a un’app e possono essere analizzati dallo staff medico. Se dovessero emergere anomalie nell’andamento del glucosio, il team potrebbe intervenire con modifiche mirate: cambiamenti nell’alimentazione pre-gara, una diversa gestione dei liquidi, oppure un uso più preciso degli integratori durante allenamenti e partite.

Nel tennis moderno, questi dettagli hanno un peso sempre maggiore. La preparazione non riguarda solo colpi, tattica e condizione atletica. Include anche il controllo dei parametri fisici, la gestione del recupero e la prevenzione di cali improvvisi che, in un torneo come Wimbledon, possono fare la differenza.

Uno strumento già visto nel tennis

Il monitoraggio continuo del glucosio non è una novità assoluta nel circuito. Alexander Zverev, che convive con il diabete di tipo 1 dalla nascita, utilizza questo tipo di tecnologia con continuità. In passato, anche Novak Djokovic avrebbe fatto ricorso a strumenti simili per osservare meglio la risposta del corpo durante l’attività sportiva.

Nel caso di Sinner, il dispositivo non va interpretato come una diagnosi. L’articolo parla di uno strumento usato per monitorare gli zuccheri durante la preparazione, in un momento in cui il campione italiano e il suo staff stanno cercando di capire come prevenire eventuali crisi fisiche legate a sforzo, caldo e durata degli incontri.

La tecnologia, in questo senso, diventa un supporto alla gestione della prestazione. Permette di trasformare sensazioni e segnali fisici in dati, e di costruire strategie più precise.

Caldo, energia e possibili correttivi verso Wimbledon

Il tema è particolarmente rilevante in vista di Wimbledon, dove Sinner arriverà dopo un periodo di controlli e preparazione mirata. Il caldo, la durata degli scambi, la tensione agonistica e il calendario possono incidere sul rendimento di un atleta, soprattutto quando gli incontri diventano lunghi e fisicamente complessi.

Tenere sotto osservazione i livelli di glucosio durante gli allenamenti può aiutare a capire se servono modifiche nella routine. Potrebbe trattarsi di piccoli aggiustamenti nella dieta, nella tempistica dei pasti o nella gestione degli zuccheri prima e durante l’attività. Potrebbe riguardare anche liquidi e integratori, compreso quel “succo di cetriolo” già utilizzato da Sinner in alcune circostanze.

A certi livelli, prevenire un calo di energia o una crisi fisica significa proteggere la prestazione, ma anche la salute dell’atleta.

Fonti:

Sport Virgilio - Il sensore glicemico di Sinner: cos'è e a cosa serve lo strumento anti crisi di Jannik per Wimbledon

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Un uomo quasi pelato
Una radice della medicina cinese potrebbe aprire nuove strade contro la caduta dei capelli

Uno studio suggerisce che il Polygonum multiflorum possa agire su ormoni, follicoli e circolazione del cuoio capelluto, ma servono ancora studi clinici più solidi.

tennista sul campo da tennis
Alexander “Sascha” Zverev, primo tennista noto con diabete di tipo 1 a vincere uno Slam

Con il trionfo al Roland Garros 2026, il campione tedesco ha conquistato il primo Major della carriera e ha mandato un messaggio forte a milioni di persone: una diagnosi non cancella talento, ambizione e risultati.