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Testosterone basso: intervenire o no?

Paolo Pate | Blogger

Ultimo aggiornamento – 20 Aprile, 2015

Testosterone basso: intervenire o no?

Perché bisogna intervenire in caso di bassi livelli di testosterone? Non esiste una risposta semplice e universale per questa domanda.

La terapia di testosterone non è una realtà nuova visto che esiste già dal 1940. Ma un editoriale recentemente pubblicato su JAMA (Journal of American Medical Association) ha evidenziato come molte domande sul perché e sul quando bisogna trattare il testosterone basso, sono ancora senza risposta.

Un’importante discrimine è valutare che i benefici della terapia siano sempre superiori ai rischi, che purtroppo possono essere molti. Un recente studio sulla terapia con testosterone, ad esempio, è stato interrotto perché il numero di attacchi di cuore tra gli uomini in trattamento era nettamente superiore al previsto.

Gli esperti concordano sulla necessità di avviare studi su gruppi più estesi di uomini e per periodi di tempo più lunghi. Solo così si potrà dare una risposta chiara alla domanda: intervenire oppure no? Ogni anno sono più di un milione le prescrizioni per il testosterone basso, quindi finora motivi validi per trattare questo disturbo sono stati trovati.

Quando bisogna intervenire?

La maggior parte delle linee guida che regolano l’intervento per casi di basso testosterone sono dettate dalla Endocrine Society.

Queste indicano che livelli bassi di testosterone dovrebbero essere trattati solamente se si mostrano sintomi chiari, meglio se correlati da analisi del sangue dettagliate. Inoltre, sono state elencate alcune condizioni in cui è sconsigliato l’intervento, perché i rischi della terapia potrebbero superare i benefici: cancro alla prostata, apnea del sonno, malattie cardiache.

È comunque sempre importante discutere con il proprio medico l’eventualità di una terapia. La Food and Drug Administration ha approvato il trattamento con testosterone per gli uomini con bassi livelli di testosterone e almeno due di questi sintomi:

  • mancanza di desiderio sessuale
  • spossatezza frequente
  • ossa deboli
  • depressione
  • perdita del tono muscolare
  • disfunzione erettile

I benefici di una terapia

Se si rispettano le linee guida, se i benefici superano i rischi e se il proprio medico è d’accordo, ecco che trattare bassi livelli di testosterone può portare diversi benefici:

  • riduzione della debolezza
  • ossa più sane (con meno probabilità di fratture)
  • miglioramento di alcune capacità mentali
  • miglioramento del desiderio sessuale
  • maggiore energia in corpo
  • miglioramento generale della qualità della vita

Secondo l’American Urological Association altri possibili benefici sono:

  • miglioramenti nella qualità del sonno
  • erezioni più frequenti
  • diminuzione del grasso corporeo
  • aumento della massa muscolare
  • irrobustimento delle ossa

Terapia per testosterone basso: com’è la situazione oggi?

Circa il 40% degli uomini sopra ai 40 anni ha un basso livello di testosterone. Se questo comporta una drastica diminuzione della qualità della propria vita, è necessario soppesare bene i rischi e i benefici del trattamento.

Una volta iniziata la terapia, tuttavia, è necessario continuarla perché altrimenti i livelli di testosterone diminuiranno sempre di più. Quando si decide di fare un tentativo, bisogna essere in contatto con un medico, perché l’equazione rischio/beneficio può sempre mutare nel tempo, anche in pochi mesi. 

Ricorda…

  • Bassi livelli di testosterone riscontrati durante un esame del sangue non sono una ragione sufficiente per iniziare un trattamento specifico.
  • Quando le linee guida vengono soddisfatte, i benefici possono rendere il trattamento utile.
  • Il rapporto benefici/rischi deve sempre essere valutato attentamente, anche nel corso della terapia.
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