Per la prima volta dopo un quarto di secolo il trend della mortalità per tumore al polmone tra le donne europee sembra aver raggiunto un punto di svolta.
Approfondiamo di più.
Il quadro generale: luci e ombre
Secondo uno studio coordinato dall’Università Statale di Milano, in collaborazione con gli atenei di Bologna e Parma e il sostegno di Fondazione AIRC, le previsioni per il 2026 indicano una fase di stabilizzazione.
I dati, pubblicati sugli Annals of Oncology, mostrano una riduzione del 5% dei decessi femminili rispetto al triennio 2020-2022, con un tasso che si attesta a 12,5 morti ogni 100.000 abitanti.
Sebbene il Regno Unito registri numeri complessivamente più alti della media UE, il calo oltremanica è iniziato già da diversi anni.
Tuttavia, il miglioramento non è uniforme:
- fasce d'età: la flessione riguarda principalmente le donne under 64, mentre tra le più anziane i tassi sono ancora in crescita;
- differenze di genere: il tumore al polmone rimane molto pericoloso per entrambi i sessi, ma negli uomini la mortalità (pur essendo doppia rispetto a quella femminile) continua a scendere drasticamente;
- geografia del fumo: Spagna e Francia mostrano segnali meno incoraggianti a causa di un inizio più tardivo dell'abitudine al fumo e di una disassuefazione più lenta. Le donne italiane, storicamente meno fumatrici, mantengono invece profili migliori;
- allarmi specifici: preoccupa il lieve rialzo del tumore al pancreas nelle donne europee (+1%).
L'impatto della prevenzione
Per quanto riguarda l’Unione Europea, le previsioni per il 2026 indicano un calo generale dei tassi di mortalità standardizzati per età.
Dal picco di mortalità del 1988 a oggi, si stima che siano stati evitati complessivamente 8,8 milioni di decessi per cancro tra Unione Europea e Regno Unito.
Proiezioni decessi UE 2026 (tassi standardizzati per età):
- uomini: 114 decessi ogni 100.000 persone (-7,8% rispetto al 2020-2022);
- donne: 74,7 decessi ogni 100.000 persone (-5,9% rispetto al 2020-2022).
Nonostante il miglioramento dei tassi, l’invecchiamento della popolazione comporterà comunque un lieve aumento del numero assoluto di decessi: circa 684.600 uomini e 544.900 donne nell'UE.
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"Il controllo del tabacco resta la priorità assoluta," afferma Carlo La Vecchia, docente ordinario di Statistica Medica ed Epidemiologia alla Statale di Milano e consulente dell'OMS. "È il pilastro della prevenzione non solo per il polmone, ma anche per il pancreas. Serve però un'applicazione più omogenea delle politiche anti-fumo, specialmente nell'Europa centrale e orientale."
Passi necessari per migliorare
Per consolidare questi risultati, gli esperti indicano una strategia chiara:
- misure restrittive sul fumo: tassazione più alta, divieto di pubblicità e supporto medico per smettere di fumare;
- stili di vita: contrasto all'obesità, riduzione dell'alcol e miglioramento della dieta;
- diagnosi precoce: potenziamento degli screening per i tumori della cervice, della mammella e del colon-retto per colmare le disparità regionali e socioeconomiche ancora esistenti.
"Le politiche contro il tabacco hanno già salvato milioni di vite," spiega la professoressa Eva Negri, epidemiologa dell'Università di Bologna e statistica medica, "ma la loro applicazione è ancora troppo disomogenea tra le diverse nazioni."
Fonti:
ESMO, Annals of Oncology - European cancer mortality predictions for the year 2026: the levelling of female lung cancer mortality