Viaggi all’estero 2026: vaccini, kit di emergenza e come prevenire dengue e chikungunya

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 19 Giugno, 2026

cartina del mondo

Le vacanze all'estero sono spesso sinonimo di relax e scoperta, ma prima di partire è importante dedicare qualche attenzione anche alla propria salute. Soprattutto quando la meta è una destinazione tropicale o subtropicale, informarsi sui rischi sanitari e sulle misure preventive può fare la differenza.

I dati più recenti dell'Istituto Superiore di Sanità mostrano infatti che tra gennaio e aprile 2026 sono stati registrati in Italia 133 casi confermati di dengue, tutti associati a viaggi all'estero. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche 13 casi di chikungunya e 3 casi di virus Zika. La maggior parte delle infezioni è stata contratta in località turistiche molto frequentate dagli italiani, come Maldive e Seychelles.

Sebbene i numeri siano inferiori rispetto al 2024, anno in cui l'Italia ha registrato oltre 700 casi di dengue, il dato conferma una tendenza ormai evidente: le malattie trasmesse da zanzare e altri vettori non riguardano soltanto chi visita aree remote, ma possono interessare anche chi sceglie mete turistiche molto popolari.

Prima di partire: perché programmare una visita medica

Quando si organizza un viaggio fuori dall'Europa o verso Paesi tropicali, è consigliabile consultare il proprio medico o un ambulatorio di medicina dei viaggi almeno quattro-sei settimane prima della partenza.

Durante la visita è possibile verificare lo stato vaccinale, valutare eventuali patologie croniche, allergie o terapie in corso e ricevere indicazioni personalizzate in base alla destinazione scelta. Un confronto preventivo è particolarmente importante per donne in gravidanza, anziani e persone con condizioni di salute che richiedono maggiore attenzione.

Anche il tipo di viaggio conta. Chi prevede trekking, escursioni o attività fisicamente impegnative dovrebbe assicurarsi di affrontarle con una preparazione adeguata.

Vaccini per viaggiare: quali sono obbligatori?

Tra i dubbi più frequenti di chi parte per l'estero c'è quello relativo alle vaccinazioni.

Attualmente nessun Paese richiede certificati vaccinali contro vaiolo o colera. L'unico vaccino che può essere richiesto obbligatoriamente per l'ingresso in alcuni Stati è quello contro la febbre gialla, soprattutto per chi proviene da aree in cui la malattia è presente.

Esistono inoltre situazioni particolari, come l'obbligo della vaccinazione contro la meningite ACWY per i pellegrini diretti in Arabia Saudita.

Le altre vaccinazioni consigliate, tra cui epatite A, febbre tifoide, rabbia ed encefalite giapponese, vengono invece valutate caso per caso in base alla meta, alla durata del soggiorno e alle caratteristiche del viaggiatore.

Il kit sanitario da mettere in valigia

Preparare un piccolo kit di primo soccorso può aiutare a gestire gli inconvenienti più comuni durante il viaggio. Oltre ai farmaci assunti abitualmente, da portare in quantità sufficiente per tutta la permanenza, può essere utile avere con sé:

  • antipiretici e antidolorifici;
  • farmaci contro la diarrea;
  • sali reidratanti orali;
  • cerotti e disinfettante;
  • repellente per insetti;
  • crema solare ad alta protezione;
  • termometro.

Chi soffre di allergie dovrebbe ricordarsi anche eventuali farmaci di emergenza prescritti dal medico. Conservare una copia delle prescrizioni e dei nomi dei medicinali può essere utile qualora fosse necessario acquistarli all'estero.

Dengue, chikungunya e malaria: come proteggersi dalle punture

Le punture di zanzara rappresentano la principale via di trasmissione di dengue, chikungunya, Zika e malaria.

Per ridurre il rischio è consigliabile utilizzare regolarmente repellenti cutanei, indossare abiti leggeri ma coprenti e proteggersi soprattutto nelle ore di maggiore attività degli insetti.

L'attenzione non deve limitarsi alle destinazioni tropicali. Anche durante escursioni in aree boschive o montane europee è importante adottare precauzioni contro le zecche, responsabili della trasmissione di diverse infezioni.

Al rientro: quali sintomi non sottovalutare

Il viaggio non termina necessariamente con il ritorno a casa. Se nei giorni o nelle settimane successive compaiono febbre, diarrea persistente, eruzioni cutanee o altri sintomi insoliti, è importante rivolgersi al medico e riferire i Paesi visitati.

Questa informazione può aiutare a individuare più rapidamente eventuali infezioni contratte durante il soggiorno e consentire, quando necessario, l'attivazione delle procedure di sorveglianza sanitaria.

Fonti

Epicuro – Salute in viaggio

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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