Colpo di calore: cos'è, come riconoscerlo e come contrastarlo

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 12 Giugno, 2026

uomo accaldato si asciuga la fronte con l'asciugamano

Il colpo di calore è una condizione medica che si verifica quando il corpo perde la capacità di mantenere stabile la propria temperatura interna. In queste situazioni la temperatura corporea può salire rapidamente oltre i 40 °C, mettendo sotto stress organi e sistemi vitali.

Generalmente si manifesta durante le ondate di calore, dopo un'esposizione prolungata al sole oppure in seguito a un'attività fisica intensa svolta in ambienti molto caldi. L'elevata umidità può aggravare ulteriormente il problema perché rende meno efficace la sudorazione, che rappresenta il principale meccanismo di raffreddamento dell'organismo.

Quando la temperatura ambientale supera quella cutanea, l'evaporazione del sudore resta l'unico canale biologico per disperdere il calore. Un'elevata umidità relativa annulla questo gradiente igrometrico, provocando il blocco dei centri termoregolatori dell'ipotalamo anteriore e l'innesco di una progressiva citotossicità termica diretta.

I sintomi da non sottovalutare

Riconoscere tempestivamente il colpo di calore è fondamentale. I sintomi possono comparire rapidamente e peggiorare nel giro di poco tempo.

Tra i segnali più comuni troviamo una temperatura corporea molto elevata, mal di testa intenso, vertigini, debolezza marcata, nausea e confusione mentale. La pelle può apparire arrossata e molto calda al tatto, mentre il battito cardiaco tende ad accelerare.

Nei casi più gravi possono comparire difficoltà nel parlare, perdita di coordinazione, stato confusionale importante e persino perdita di coscienza. Quando si verificano questi sintomi è necessario contattare immediatamente i soccorsi.

Chi è più a rischio

Alcune persone sono particolarmente vulnerabili agli effetti del caldo estremo. Gli anziani, i bambini piccoli e chi soffre di malattie croniche cardiovascolari o respiratorie presentano un rischio maggiore. Anche chi lavora all'aperto o pratica attività sportiva nelle ore più calde della giornata deve prestare particolare attenzione.

La disidratazione rappresenta un ulteriore fattore di rischio, poiché riduce la capacità del corpo di disperdere il calore attraverso la sudorazione.

Come intervenire

In presenza di un sospetto colpo di calore è importante spostare la persona in un ambiente fresco e ombreggiato il più rapidamente possibile. Bisogna favorire il raffreddamento del corpo utilizzando panni umidi, ventilazione o acqua fresca sulla pelle.

Se la persona è cosciente può essere utile farle bere piccoli sorsi d'acqua. In caso di alterazioni dello stato di coscienza, però, è necessario richiedere immediatamente assistenza medica ed evitare di somministrare liquidi.


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Come prevenire il problema

La prevenzione resta l'arma più efficace. Durante le giornate molto calde è consigliabile bere frequentemente, anche in assenza di sete, evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata e indossare abiti leggeri e traspiranti.

Anche trascorrere alcune ore in ambienti climatizzati o ben ventilati può contribuire a ridurre il rischio. Un'attenzione particolare dovrebbe essere riservata alle persone più fragili, che spesso percepiscono meno intensamente la sete o i primi segnali di surriscaldamento.

Conoscere i sintomi e intervenire rapidamente può fare una grande differenza. Sebbene nella maggior parte dei casi il problema possa essere gestito efficacemente, il colpo di calore non deve mai essere sottovalutato, soprattutto durante le ondate di caldo più intense.

Fonti

Ministero della Salute - Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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