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La quotidianità in casa di riposo. Intervista alla dott.ssa Mariangela Marchetti

Maria Brigida Deleonardis | Blogger

Ultimo aggiornamento – 24 Gennaio, 2013

Grazie all’intervista alla Dottoressa Mariangela Marchetti, coordinatrice dei servizi infermieristico assistenziali presso Villa Fiammetta, si può comprendere come la famiglia dell’assistito viene coinvolta nelle attività giornaliere e quali progetti socio educativi vengono svolti.

Che ruolo hanno i familiari nell’inserimento a Villa Fiammetta e nel successivo periodo?

Nella fase dell’inserimento i familiari hanno un ruolo fondamentale.

La continuità tra cura domiciliare e assistenza nella Residenza può essere garantita solo dalla preziosa collaborazione con la famiglia che riporta le abitudini della persona, le difficoltà nella quotidianità e le strategie usate per risolverle.

Queste informazioni sono fondamentali per organizzare l’inserimento in modo appropriato. Successivamente la presenza del familiare è importante perché fa parte della rete che si crea per rispondere a tutte le esigenze della persona ricoverata, in modo particolare a quelle affettive.

Non solo la frequenza delle visite è elemento determinante, ma è indispensabile la qualità delle stesse e soprattutto la fiducia che col tempo si crea  che genera serenità nei familiari, che riescono finalmente a intrattenersi col congiunto fragile in modo sereno, trasmettendogli la serenità ritrovata.

Nostra premura infatti è sottolineare che se la partecipazione dei parenti è fondamentale nella fase dell’inserimento, per  consentirci di entrare meglio in contatto con l’Ospite, successivamente il nostro scopo è sollevare il familiare dalla preoccupazione del migliore accudimento quotidiano del parente fragile, attraverso un rapporto di fiducia e di affidamento nei nostri confronti.

Le visite saranno programmate in base ai desideri e agli impegni dei familiari , che devono tuttavia giungere alla consapevolezza che in ogni momento il loro parente è in buone mani e sta godendo del miglior standard di assistenza previsto per il suo caso specifico.

Quali sono i progetti socio educativi che coinvolgono gli Ospiti?

I progetti socio educativi sono molteplici e hanno una flessibilità tale da poter essere utilizzati con gruppi di Ospiti con caratteristiche differenti.

Alcuni progetti hanno l’obiettivo di stimolare le capacità cognitive e si strutturano in attività di discussione di gruppo, giochi enigmistici, letture condivise.

Altri hanno la funzione di esercitare le capacità manuali, rieducando in alcuni casi le capacità  perse.

Il progetto più importante è quello di accoglienza che si basa su una serie di colloqui e di test per verificare le capacità residue, le difficoltà e strutturare in seguito le attività più adeguate. Ogni persona ha bisogno di essere accolta in modo adeguato ed essere aiutata a capire l’ambiente e a prenderne confidenza, a conoscere chi gli sta accanto e a sentirsi parte di un disegno comunitario.

I familiari sono coinvolti nei progetti educativi?

I familiari  non devono essere estranei alla quotidianità della persona ricoverata, ma neppure devono sentirsi inadempienti se impossibilitati a recarsi frequentemente in visita presso la nostra struttura.

La  partecipazione ai progetti socio educativi, se possibile, può essere importante e molto gradita. Alcuni parenti partecipano attivamente alle attività, alcuni accompagnano al progetto l’Ospite facendo una semplice attività di sostegno, altri condividono periodicamente e in base agli impegni personali, alcuni progetti.

Relativamente ai progetti ludici, il familiare è, a volte, protagonista e con il servizio socio educativo sono  state organizzate lezioni di pittura, corsi di musica e teatro.

Fondamentale è la presenza attiva del familiare alle feste tematiche create proprio affinché la famiglia si riunisca e faccia esperienze gioiose insieme, quali le feste dei compleanni e le feste delle quattro stagioni , tutte organizzate possibilmente in giorni festivi, in modo da venire incontro anche alle esigenze dei parenti.

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