Esiste un legame invisibile, ma profondo, tra l'esperienza della violenza e la rinuncia alla cura di sé.
Per molte donne che hanno vissuto percorsi di abuso la salute passa spesso in secondo piano, soffocata da barriere psicologiche, sociali e materiali.
È proprio per abbattere questi ostacoli che, in occasione dell'8 marzo, prende il via “La salute è di tutte”, un roadshow itinerante dedicato alla prevenzione senologica e cardiologica, rivolto specificamente alle donne accolte nella rete D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza.
Un viaggio per il diritto alla salute
L’iniziativa, sostenuta da Novartis e patrocinata dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC), nasce con l'obiettivo di riportare il benessere fisico al centro della vita di chi sta faticosamente ricostruendo la propria autonomia.
Il tour toccherà diverse città italiane, scelte per la loro posizione strategica e l'ampiezza dei bacini d'utenza dei centri antiviolenza: si parte il 9 marzo da Genova e L’Aquila, mentre le tappe successive coinvolgeranno Messina, Viareggio e Taranto.
In ogni città specialisti del settore offriranno visite e consulti informativi focalizzati sulle due principali minacce per la salute femminile in Italia: il tumore al seno (con circa 53.000 nuovi casi annui e quasi un milione di donne che convivono con la diagnosi) e le patologie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di mortalità tra le donne con 124.000 decessi ogni anno.
I dati: perché la prevenzione è un'emergenza
I numeri emersi da un'indagine condotta dalla professoressa Manuela Stranges dell’Università della Calabria su un campione di 207 donne seguite dalla rete D.i.Re parlano chiaro: la violenza genera isolamento sanitario.
Infatti, quasi una donna su due (48,8%) non ha mai partecipato a programmi di screening territoriale e il 49,8% delle intervistate dichiara di rivolgersi a un medico esclusivamente in presenza di sintomi evidenti.
Offrire screening gratuiti e protetti significa, dunque, dare un segnale concreto di emancipazione.
Una rete di competenze al servizio del territorio
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie a una sinergia tra mondo profit e no-profit: le specialiste coinvolte sono state individuate grazie alla collaborazione con Fondazione Onda ETS, nota per l'assegnazione dei "Bollini Rosa" alle strutture ospedaliere più attente alla medicina di genere.
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Per Novartis il sostegno a questa iniziativa riflette una visione del sistema salute basata sull'equità e sull'abbattimento delle barriere d'accesso.
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Come sottolineato da Chiara Gnocchi, Country Communication & Advocacy Head di Novartis Italia, l'impegno verso l'inclusione e la parità di genere deve tradursi in azioni tangibili che riducano le disuguaglianze sanitarie.
Fonti:
D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza - La salute è di tutte. Contro la violenza di genere, per il diritto delle donne alla salute