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Tutte le sfumature della vitiligine

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 15 Dicembre, 2015

Tutte le sfumature della vitiligine

La vitiligine è una malattia della pelle caratterizzata dalla comparsa di macchie bianche dovute alla perdita del pigmento cutaneo. Anche se può colpire ogni parte del corpo, le zone più interessate sono in genere il volto, le labbra, le mani, gli arti e l’area genitale. Ha un’incidenza di circa l’1% della popolazione e colpisce entrambi i sessi allo steso modo. Nel 50% dei casi si manifesta durante l’adolescenza, prima dei 20 anni.

La familiarietà si riscontra nel 20% dei casi e la malattia, che non è mai contagiosa, tende a cronicizzarsi nel 95% dei casi.

Quali sono le cause?

La vitiligine compare quando i melanociti, le cellule che producono il pigmento melanina che dà il colore alla pelle, non sono in grado di produrne o quando il loro numero diminuisce eccessivamente per mancanza di ricambio delle cellule che muoiono.

Le ipotesi scientifiche, le cause certe non sono ancora state individuate, puntano su una malattia autoimmunitaria che distrugge i melanociti.

Altre cause sono:

  • un elevato livello di stress ossidativo
  • una malattia di origine virale
  • eccessivo e prolungato stato di stress
  • un evento traumatico che ha prodotto ustioni dovute sia al calore che all’esposizione a sostanze tossiche

Due testimonianze…

La vitiligine non è una malattia a decorso grave e non provoca problemi fisici di alcun tipo. Tuttavia può creare molti problemi psicologici e difficoltà nella vita di relazione delle persone che ne sono colpite, perché modifica l’aspetto estetico.

Lo shock che questa malattia provoca può essere molto grave anche perché insorge in modo subdolo e improvviso in un’età in cui si è particolarmente sensibili al proprio aspetto. Alcune testimonianze di malati di vitiligine sono, in questo senso, particolarmente significative.

Chiara convive con la vitiligine da quasi 50 anni “…che ironia, chiamarsi Chiara e avere la vitiligine… d’estate divento una specie di gelato ai gusti cioccolato – il colore della pelle abbronzata – e fragola, grazie al rosa delle macchie di vitiligine”. Dopo tanto tempo e cure tanto improbabili quanto costose, Chiara oggi è serena anche se, ammette “È stato molto doloroso, da giovane, convivere con una malattia che ti deturpa, ti fa sentire un’appestata guardata con sospetto e da cui le persone si tengono alla larga”.

Per Paola, 30enne che soffre di vitiligine da 4 anni, il trauma è stato improvviso e particolarmente doloroso perché avvenuto poco prima delle nozze.

È successo in una notte, poco prima del matrimonio. Mi sono addormentata sana e mi son svegliata la mattina dopo con la prima macchia perilabiale.
All’inizio non ero preoccupata, solo un po’ seccata perché la macchia non andava via, anzi tendeva ad aumentare. Per risolvere il problema ed essere pronta per il matrimonio sono andata dalla dermatologa. Quando ho avuto la diagnosi non riuscivo a crederci, ho avuto un crollo. La cosa veramente inaccettabile è sentirsi dire che non ci sono cure e che dovrai convivere per sempre con la malattia che continuerà a espandersi e deturparti”.

Le cure

Le cure per la vitiligine sono, per ora, ancora poche e alquanto controverse sia riguardo l’efficacia che per i pesanti effetti collaterali.

Le speranze maggiori sono riposte su un vaccino, in corso di sperimentazione negli USA, che avrebbe dato risultati definiti eccellenti dagli scienziati ma ancora in fase di sperimentazione preclinica.

Nell’attesa, i pazienti che soffrono di vitiligine devono pensare a proteggere le zone colpite dai raggi solari e, per migliorare l’aspetto estetico, utilizzare creme coprenti dalle tonalità più vicine possibili alla propria colorazione naturale.

Dal punto di vista, terapeutico gli approcci proposti sono essenzialmente:

  • Innesto chirurgico di pelle, prelevata dalle zone sane
  • Trattamento farmacologico

L’innesto di pelle può essere effettuato solo quando l’estensione delle macchie è limitata. I risultati sono in genere buoni anche se i punti d’innesto restano visibili e, col tempo, tendono a formare grinze cicatriziali o a diventare comunque più evidenti.

La terapia farmacologica si basa su corticosteroidi in crema ad uso topico. Punta, attraverso la depigmentazione, a rendere più omogeneo il colore della pelle. E’ pratico ma non sempre efficace. In genere, viene sospeso dopo due mesi di somministrazione se privo di effetti visibili.

Il trattamento fototerapico si basa sulla terapia P-UVA ed è quello che, ad oggi, offre i migliori risultati risultando, in alcuni casi, definiivo. La P-UVA terapia utilizza gli psoraleni, sostanze chimiche presenti in natura ad azione foto sensibilizzante, associati all’esposizione a raggi ultravioletti A (UVA) con lunghezza d’onda da 400 a 315 nm.

Il trattamento P-UVA si utilizza quando le aree interessate dalla vitiligine sono superiori al 20% della superficie cutanea, nei casi in cui sia necessaria una risposta rapida e quando le altre terapie siano risultate inutili o impossibili. Gli psoraleni, assunti per via orale, vengono assorbiti e attivati a livello cutaneo dalla luce.

Gli effetti collaterali sono però importanti perché, come è noto, qualunque terapia con raggi ultravioletti (UVA, PUVA, UVB), se particolarmente prolungata o frequentemente ripetuta negli anni, espone a un aumentato rischio di invecchiamento precoce della cute e comparsa di tumori cutanei.

Questo tipo di trattamento è meno efficace ed addirittura controindicato per soggetti con problematiche di:

  • obesità
  • eccessiva perdita di peso o anoressia
  • alcolismo
  • dipendenze psicofisiche
  • assunzione di farmaci ad effetto scatenante.
  • trattamenti pregressi con corticosteroidi ad uso topico

Fonti

http://www.medicalnewstoday.com/articles/245081.php

http://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/vitiligo/basics/causes/con-20032007

http://www.arivonlus.it/modules_cms/ContPage.php?cp=M0800000000#33

http://www.avrf.org/treatments-products/vitiligo-treatments.html

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