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Che cosa fare in caso di cervico-bracalgia?

Sono un uomo di 46 anni, a causa di dolori al collo e al braccio destro sino alle prime 3 dita, mi sono rivolto ad un ortopedico, il quale mi ha riscontrato affetto da "cervico-bracalgia", su sua richiesta ho eseguito i seguenti accertamenti: rm con il seguente esito: "rettilineizzazione della fisiologica lordosi cervicale. Fenomeni di spondilo-unco artrosi con produzione osteofitaria somatomarginale retrosomatica. Sono presenti impronte sullo spazio subaracnoideo anteriore, sostenute da protrusioni discali associate all'osteofitosi retrosomatica, a livello c3-c4 (in sede mediana, con impronta sul sacco durale), c4-c5 (in sede mediana-paramediana destra, con impronta sul sacco durale), c5-c6 (in sede mediana-paramediana destra, con impronta sul sacco durale). Regolare idratazione dei dischi intersomatici in sede lombare. Minima protrusione discale mediana a livello dello spazio intersomatico l3-l4, l4-l5 e l5-s1. Non evidenzia di ulteriori immagini riferibili a protrusioni discali e/o ernie nei restanti libelli esaminati. Sostanzialmente regolare l'intensità del segnale della corda midollare nel tratto esaminato". Elettromiografia: "segni di sofferenza neurogena cronica a distribuzione c5/c6 destra senza denervazione in atto". Quanto riscontrato può causare sensazione di sbandamento o vertigini in posizione eretta o quando si cammina per strada? Dovrei fare ulteriori accertamenti?

Per decidere il percorso sia diagnostico (ovvero se necessario eseguire ulteriori accertamenti) che eventualmente terapeutico, sia conservativo che eventualmente chirurgico, anche in prospettiva, è opportuna una scrupolosa valutazione clinica diretta presso un chirurgo spinale che possa correlare tutti gli elementi, clinici e radiologici.

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Risposta a cura di:
Dr. Stefano Carnesecchi
Dr. Stefano Carnesecchi
Pisa
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