Tumore alle ovaie

Contenuto di: - Aggiornato il 18/11/2016

Il tumore dell'ovaio è per lo più un tumore subdolo, perché difficilmente dà segni di sé, se non quando diventa voluminoso o quando si associa a raccolta di liquido in cavità peritoneale (ascite). La diagnosi è quindi il più delle volte, tardiva. Non vi è, come per il tumore della cervice uterina, una possibilità di fare diagnosi preventiva (col Pap-test), mentre il tumore del corpo uterino facilmente dà sanguinamenti, quindi può essere diagnosticato per tempo. Vi sono, oltre alla ecografia, altri esami che ci possono suggerire la presenza di tumore ovarico, come il dosaggio di Ca 125 0 Ca 19,9, o Alfa-feto-proteina e HGC (in alcuni tumori), ma non sono altamente specifici. Ad esempio il Ca 125, che per anni è stato indicato come il predittore di cancro ovarico, può essere elevato in caso di endometriosi o di altra situazione che irriti il peritoneo (magari a partenza intestinale).

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Cos'è il tumore alle ovaie?

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Vi sono i tumori (intesi come tumefazioni)  benigni  o maligni.

Altri hanno potenzialità incerta, in quanto sono istologicamente benigni, ma hanno comportamento invasivo in organi vicini, come l’intestino, e quindi, sono clinicamente maligni (cistoadenoma mucinoso).

Che cosa sono le ovaie?

Le ovaie sono parte del sistema riproduttivo femminile e sono situate nella zona pelvica. Ciascun ovaio ha all'incirca le dimensioni di una mandorla. Le ovaie producono gli ormoni femminili, estrogeno e progesterone, e rilasciano le uova. Un uovo rilasciato da un ovaio viaggia attraverso le tube di Falloppio fino all’utero. Quando una donna entra in menopausa, le ovaie smettono di rilasciare uova e questo provoca un abbassamento dei livelli ormonali.

Quali sono i tipi di tumore alle ovaie?

LE MASSE OVARICHE BENIGNE

Sono costituite soprattutto da follicoli che si sono ingrossati, ma che non hanno liberato l’uovo (cisti sierose o follicolari): possono tendere a scomparire spontaneamente, ma a volte si rompono causando dolori ed un quadro simil peritonite, che si risolve poi.

Se il follicolo scoppia e si crea una emorragia localizzata, si ha una cisti luteinica, che per lo più si risolve spontaneamente .

Altre tumefazioni cistiche benigne sono i teratomi cistici o “Cisti dermoidi”: sono cisti congenite ed al cui interno si trovano peli, grasso, capelli, abbozzi ossei o dentali, a volte tessuto tiroideo che può dare disturbi da ipertiroidismo. Inizialmente piccole, crescono poi con l’età e possono dare dolori, a volte rompendosi, per cui è meglio, una volta diagnosticate, asportarle.

Capitolo a sè merita l'endometriosi (tessuto uterino presente anche al di fuori dell’utero): se localizzato a livello ovarico, può dare un "endometrioma". Conseguenza peggiore della endometriosi è una sua localizzazione a livello di vari tessuti pelvici, causando aderenze, che possono portare a sterilità, dolori, problemi a intestino, vescica e ureteri.

IL TUMORE MALIGNO ALLE OVAIE 

Può derivare dal tessuto ovarico vero e proprio, di tipo epiteliale, perché riveste le ovaie come una pelle (non da quello che produce le uova): si chiama cancro epiteliale dell’ovaio. E’ il tipo più comune (90%), colpendo per lo più donne in menopausa iniziale, ma anche le più giovani. Vi sono poi i tumori derivanti dalle cellule germinali (5% dei tumori ovarici), che colpiscono le età più giovani e spesso sono associati alterazioni di alcuni “markers” come l’Alfa – feto proteina o la HCG.

Altro gruppo è quello dei tumori "stromali" che difficilmente sono maligni, ma come dicevo possono essere invasivi. Essi si diagnosticano facilmente perché producono ormoni e quindi danno sintomatologia precoce.  

Quali sono gli stadi del tumore alle ovaie?

 Vi sono più tipi di classificazione, ma le Società scientifiche tendono ad unificarle in una classificazione che tenga conto delle dimensioni del tumore, della presenza di cellule tumorali anche nei linfonodi cui arrivano i linfatici che poartono dalle ovaie e della presenza di metastasi  o agli organi vicini, o a distanza. In sintesi si può dire

Gli stadi del tumore alle ovaie sono:

  • stadio  I: le cellule tumorali si possono trovare in una o in entrambe le ovaie e possono svilupparsi sulla loro superficie .
  • stadio  II: le cellule tumorali si possono diffondere da una o da entrambe le ovaie ad altri tessuti del bacino, nelle tube di Falloppio o nell'utero e possono depositarsi nel fluido dell’addome ( ascite)
  • stadio  III: le cellule tumorali si diffondono ai tessuti al di fuori del bacino o ai linfonodi regionali . Presente la ascite
  • stadio  IV: le cellule tumorali si diffondono ai tessuti al di fuori dell'addome e della zona pelvica e possono depositarsi nel fegato, nei polmoni o in altri organi

Quali sono i fattori di rischio del tumore alle ovaie?

I medici non possono sempre spiegare perché una donna sviluppi il tumore alle ovaie. Tuttavia, si sa che soprattutto per il cancro vi è una familiarità, dovuta ad una alterazione di un gene: BRCA 1 e 2: le donne portatrici di questa alterazione possono avere più probabilità di altre di sviluppare la malattia. Gli studi hanno dimostrato che i fattori di rischio sono:

  • storia familiare: le donne che hanno una madre, una figlia o una sorella con tumore alle ovaie hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia
  • storia personale: le donne che hanno avuto un tumore del seno, dell'utero, del colon o del retto hanno un rischio maggiore di ammalarsi di tumore alle ovaie
  • età superiore a 55 anni: la maggior parte delle donne con diagnosi del tumore alle ovaie ha più di 55 anni di età
  • non avere mai avuto una gravidanza: le donne che hanno superato una certa età e non sono mai state incinta hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia
  • terapia ormonale in menopausa: alcuni studi hanno suggerito che le donne che assumono estrogeno non abbinato al progesterone, per un periodo di tempo di 10 anni o più possono avere un rischio maggiore di tumore dell’endometrio più che delle ovaie.

Quali sono i sintomi dell’anemia da deficit di ferro?

Il tumore alle ovaie può non mostrare sintomi evidenti ma, non appena il tumore cresce, i sintomi possono includere:

  • pressione o dolore nell’addome
  • dolore nella zona pelvica
  • dolore alla schiena e alle gambe
  • addome gonfio
  • nausea
  • indigestione
  • gas
  • stitichezza
  • diarrea
  • sensazione continua di stanchezza

I sintomi meno comuni includono:

  • respiro affannoso
  • sensazione di aver bisogno di urinare spesso
  • insolito sanguinamento vaginale

Come viene diagnosticato il tumore alle ovaie?

Se si ha un sintomo che può essere ricollegato al tumore alle ovaie, il medico deve indagare per escludere o confermare la malattia. La prima osservazione per la diagnosi riguarda la storia personale e familiare del paziente. Esistono diversi test che il medico può far eseguire:

  • esame obiettivo: il medico controlla le condizioni di salute generali, esercita una pressione sull’addome del paziente per verificare la presenza di accumuli anomali di liquido (asciti) che possono far pensare a un tumore. Il medico potrebbe prelevare un campione di liquido che viene esaminato per cercare l’eventuale presenza di cellule tumorali
  • esame pelvico: in cui il medico potrebbe percepire la presenza di noduli nelle ovaie e negli organi vicini o la variazione della loro forma e dimensione. Il pap test rientra negli esami pelvici di routine
  • esami del sangue: il medico può prescrivere le analisi del sangue
  • ecografia: questo strumento si avvale di ultrasuoni, onde normalmente non percepibili, utilizzate per indagare sugli organi all'interno del bacino. Le onde colpiscono gli organi, rimbalzano su di essi e, nel frattempo, un computer crea un’immagine di questi echi, che possono mostrare la presenza di un tumore alle ovaie. Per una migliore visualizzazione delle ovaie, il dispositivo può essere inserito nella vagina (ecografia transvaginale)
  • biopsia: si tratta di un prelievo di tessuto o di fluido utile per cercare cellule tumorali
  • laparoscopia: un tubo sottile e illuminato (un laparoscopio) è inserito attraverso una piccola incisione nell'addome. La laparoscopia può essere utilizzata per rimuovere una piccola cisti benigna o un tumore alle ovaie precoce. Può essere usata anche per indagare sul grado di diffusione del tumore
  • TAC: i medici la usano spesso per avere immagini di organi e di tessuti del bacino o dell'addome. Una macchina a raggi x collegata a un computer invia diverse immagini. È possibile che sia necessario assumere del liquido di contrasto per via orale o tramite un’iniezione nel braccio o nella mano. Il liquido di contrasto serve a far visualizzare in modo più chiaro organi e tessuti, aiutando a fornire una loro immagine più nitida. La TAC può rilevare un’eventuale presenza sia del liquido sia del tumore
  • radiografia del torace: i raggi X del torace posso rilevare sia il tumore sia il fluido
  • clisma opaco: il medico può ritenere necessario eseguire una serie di radiografie della parte inferiore dell'intestino. Si effettua un clistere di soluzione di bario, il quale aiuta a delineare l’intestino sui raggi x
  • colonscopia: il medico inserisce un tubo lungo e illuminato nel retto e nel colon, per capire se il tumore si è diffuso in quelle zone

Qual è il trattamento previsto per la cura del tumore alle ovaie?

Molte donne affette da tumore alle ovaie desiderano prendere parte attivamente nel processo decisionale riguardo alle cure mediche. Il medico può fare riferimento a un ginecologo specializzato in oncologia, un chirurgo specializzato oppure può chiedere un rinvio. Altri tipi di medici che si occupano del trattamento del tumore alle ovaie sono ginecologi, oncologi e radioterapisti. Può essere necessario un team di medici e infermieri. Prima di iniziare il trattamento, si potrebbe desiderare un secondo parere sulla diagnosi e sul piano del trattamento stesso.

Il trattamento comunque prevede una prima fase chirurgica: Diagnostico – operativa , per lo più in laparoscopia: serve a chiarire la diagnosi , la estensione del tumore e  alla asportazione o riduzione( debulking) del tumore stesso. Segue poi ,negli stadi dal 2° al 3° la fase chemioterapica, che si avvale di sempre nuovi prodotti.Il 4° stadio esclude l'intervento demolitore, ma prevede, quando possibile, la fase chemioterapica.

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