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Gravidanza

Gravidanza
Curatore scientifico
Dr. Sebastiana Pappalardo
Specialità del contenuto
Ginecologia

Che cos’è

La gravidanza comporta, oltre allo sviluppo dell’embrione (che poi diventa feto) una serie di cambiamenti complessi sia dal punto di vista fisico che ormonale e psicologico.

Come si sviluppa l’ovulo fecondabile nella donna?

Dai cinque ai sette giorni dopo l’ovulazione (quando un’ovaia rilascia l’ovocita), questo se è stato fecondato, si impianta nell’endometrio, strato della parete uterina, preparata dalla azione degli ormoni a riceverlo e produce delle escrescenze simili a delle radici chiamate villi, che permettono l’ancoraggio dell’embrione.

Questi villi si riuniscono in una seconda fase in gruppi (Cotiledoni) e danno origine alla placenta, che è l’organo che nutre e protegge il bambino sino alla nascita, fornendo anche gli ormoni che servono a far ingrandire l’utero, aumentando l'elasticità delle sue pareti. La placenta sostiene e alimenta il feto, permettendo l'elaborazione e il trasferimento di ossigeno, proteine, grassi, vitamine e minerali dal sangue della mamma.

La placenta permette anche di espellere via le sostanze eliminate dal bambino. Inoltre, rappresenta un barriera protettiva quasi invalicabile per molti agenti infettanti, anche se non tutti.

Sintomi

Ecco i sintomi di gravidanza più comuni: 
  • Ritardo delle mestruazioni – È  il sintomo più affidabile per quanto riguarda una gravidanza, soprattutto in caso di ciclo regolare. Tuttavia, un ritardo può anche dipendere da altre cause, come cicli irregolari, assunzione di farmaci, presenza di malattie (è nota la amenorrea in caso di anoressia).
  • Nausea – Spesso la nausea come sintomo di gravidanza si ripresenta per più giorni. Il responsabile della sensazione di malessere è l’ormone della gravidanza gonadotropina corionica (HCG). Alcune donne risultano sensibili a tale ormone, altre meno dunque non tutte avvertono questo sintomo. In caso di frequenti attacchi di vomito la futura mamma deve parlarne al medico.
  • Iperosmia gravidica – Durante la gravidanza, molte donne risultano particolarmente sensibili agli odori. In gravidanza tutti i sensi si affinano. I ricercatori ipotizzano che ciò sia dovuto per effetto di un meccanismo di protezione del feto: gli alimenti facilmente deperibili come la carne e il pesce, ma anche sostanze che si dovrebbero evitare (alcol, caffè, sigarette) vengono percepiti dalle future mamme come sgradevoli. 
  • Seno più sensibile – Per effetto dell'aumento ormonale che segue la fecondazione, le ghiandole mammarie crescono, il seno quindi si ingrossa e diviene più duro e la donna spesso avverte una tensione dolorosa.
  • Capezzoli più scuri – Per effetto degli ormoni della gravidanza e dell’aumentata irrorazione sanguigna, i capezzoli, l’areola e anche la vulva possono diventare più scuri. Anche i piccoli rilievi sull’areola, i cosiddetti tubercoli di Montgomery, possono apparire più sporgenti e di un marrone più intenso.
  • Molta fame – Il processo di trasformazione che inizia con la gravidanza richiede forze e il corpo consuma più energia. Per questo motivo molte mamme in attesa mostrano un aumento dell'appetito. Tuttavia le donne vengono sperimentano attacchi di fame anche in pre-ciclo o durante periodi di forte stress. 
  • Pancia dura e gonfia – L’aumentata produzione del progesterone in gravidanza limita l’attività dell’intestino, causando stitichezza e sensazione di gonfiore. Problemi di questo tipo si possono però avere anche indipendentemente da una gravidanza.
  • Stimolo diuretico – Man mano che la gravidanza procede e la pancia cresce, il bisogno di urinare aumenta.
  • Stanchezza – L’inizio della gravidanza è accompagnato da stanchezza e vertigini. Questo per via dell'abbassamento della pressione, fisiologico nei primi mesi. Vertigini e stanchezza possono però anche essere causate da anemia (diagnosticabile tramite un normale esame del sangue).
  • Tensione al basso ventre –  In gravidanza, l’utero cresce e l'irrorazione sanguigna aumenta e compaiono nuovi vasi. Tutto ciò può essere accompagnato da una tipica tensione al basso ventre. Alcune mamme in attesa dicono di sentire che nelle loro pance sta succedendo qualcosa. A volte, si può avvertire anche una sensazione di strappo all'inguine, perché i cambiamenti ormonali in corso allentano i legamenti, in modo che il corpo possa adattarsi alla pancia che si appresta a crescere. 
  • Piccole perdite di sangue – Perdite lievi e meno intense rispetto al ciclo mestruale possono presentarsi all'inizio di una gravidanza. In questi casi è bene consultare il medico, per accertarsi delle effettive cause della loro comparsa.

Cura prenatale

La cura prenatale in gravidanza è quella eseguita dal proprio ginecologo attraverso una serie di appuntamenti in cui si monitora sia la salute della mamma sia quella del bambino.

Calcolo delle settimane in gravidanza

Sebbene comunemente ci si riferisca al tempo della gestazione in mesi, il metodo corretto per scandire il tempo è sicuramente attraverso il calcolo delle settimane in gravidanza. Esprimendosi in mesi, infatti, si può incorrere in una misurazione non costante (non tutti i mesi hanno infatti lo stesso numero di giorni), mentre una settimana dura sempre 7 giorni.

La durata di una gravidanza dunque non corrisponde ai 9 mesi solari ma a 10 mesi lunari, dunque 40 settimane, calcolate a partire dalla data dall’ultima mestruazione. Il conteggio deve perciò iniziare dal giorno dell’arrivo dell’ultima mestruazione. Questo, perché non è possibile stabilire con precisione quando è avvenuto il concepimento.

Il parto può avvenire in modo naturale tra la 37esima e la 42esima settimana di gestazione e per questo avere una percezione cosciente del tempo che passa è imprescindibile.

Per abitudine e rapidità indichiamo però l’epoca gestazionale attraverso i mesi. È dunque utile rapportare il calcolo delle settimane di gravidanza alla loro corrispondenza con i mesi.
Vediamo insieme il calcolo delle settimane di gravidanza e la corrispondenza mesi attraverso la seguente tabella esplicativa:
  • 1° mese – Dal primo giorno dell’ultima mestruazione a 4 settimane + 3 giorni.
  • 2° mese – Da 4 settimane + 4 giorni fino a 8 settimane + 5 giorni.
  • 3° mese – Da 8 settimane + 6 giorni fino a 13 settimane + 1 giorno.
  • 4° mese – Da 13 settimane + 2 giorni fino a 17 settimane + 4 giorni.
  • mese – Da 17 settimane + 5 giorni fino a 21 settimane + 6 giorni.
  • 6° mese – Da 22 settimane + 0 giorni fino a 26 settimane + 2 giorni.
  • 7° mese – Da 26 settimane + 3 giorni fino a 30 settimane + 4 giorni.
  • 8° mese – Da 30 settimane + 5 giorni fino a 35 settimane + 0 giorni.
  • 9° mese – Da 35 settimane + 1 giorno fino a 40 settimane + 0 giorni.
Ricordiamo nuovamente che la gravidanza è divisa in tre trimestri. In particolare:
  • Primo trimestre di gravidanza – Inizia la prima settimana e finisce nella tredicesima (1-13 settimane).
  • Secondo trimestre di gravidanza – Inizia la quattordicesima settimana e finisce la ventottesima (14-28 settimane).
  • Terzo trimestre di gravidanza – Inizia la ventinovesima settimana di gravidanza e finisce la quarantesima (29-40 settimane).
Una gravidanza, infine, viene considerata:
  • A termine – Quando il parto avviene tra le 37 e le 41 settimane.
  • Pretermine (o parto prematuro) – Se il parto avviene prima della trentasettesima settimana.
  • Protratta (o oltre il termine) – Quando il bambino nasce a 42 settimane o oltre di gravidanza.

Durata

La normale durata di una gravidanza varia tra le 37 e le 42 settimane, sebbene la data del parto sia calcolata a 40 settimane dal primo giorno dell’ultimo ciclo.

Solo il 5% dei bambini nasce nella data stabilita. I bambini nati prima delle 37 settimane di gravidanza sono considerati prematuri.

Fasi

La gravidanza dura normalmente nove mesi: ciascun trimestre costituisce una fase specifica in cui si verificano determinati mutamenti organici con conseguenti sintomi nel corpo della gestante.

Nel primo trimestre di gravidanza (da 0 a 13 settimane) si verificano:
  • maggior sviluppo del bambino. Entro la fine della tredicesima settimana, il bambino è completamente formato;
  • nausea, stanchezza e sensibilità al seno, fastidi comuni durante la gravidanza, sono più pronunciati in questo periodo.
Nel secondo semestre di gravidanza (da 14 a 26 settimane) accade:
  • crescita continua del bambino. Le madri iniziano a prendere peso e il grasso corporeo è conservato come riserva di energia:
  • primi movimenti del bambino nell’utero.
Nel terzo semestre di gravidanza (da 27 settimane alla nascita) accade:
  • crescita rapida del bambino in vista del parto;
  • polmoni del bambino più maturi e sensi come l’udito, il gusto e la vista sviluppati;
  • necessità di urinare spesso e fastidi durante la notte;
  • contrazioni di Braxton Hicks, considerate normali.

Fase embrionale e fase fetale

Dal momento dopo l’impianto nella parete uterina fino a circa l’ottava settimana di vita, il bambino in formazione è chiamato embrione (fase embrionale della gravidanza). Lo sviluppo è rapido in questa fase, dato che le cellule specializzate, dapprima indifferenziate (cellule staminali totipotenti) poi si “specializzano" e iniziano a formare gli organi interni, il sistema nervoso, le ossa, i muscoli, il sangue e la cute, con i suoi “annessi”.

Dopo otto settimane di gravidanza, il bambino che si sta sviluppando è chiamato feto, è grande circa 2,4 cm e i suoi organi interni sono per la maggior parte formati (fase fetale della gravidanza). Si vedono i caratteri esterni, come gli occhi, il naso, la bocca e le orecchie e si possono iniziare a vedere le dita delle mani e dei piedi.

Non appena il bambino cresce, cresce anche l’utero. Una parte della placenta, che inizialmente rivestiva tutta la cavità uterina, perde le sue radici (villi) nella parte che guarda alla cavità uterina e forma la cavità amniotica, composta da due fogli strettamente accollati, che contiene il feto e il liquido amniotico.

La membrana, in condizioni normali, si rompe normalmente nel momento del parto e rilascia il liquido amniotico (il liquido in cui il bambino è immerso). A volte, si ha una rottura prematura delle membrane, soprattutto per fattori infettivi, e ciò comporta sempre un rischio molto alto per il feto. Durante la gravidanza, il bambino galleggia nel liquido amniotico e ingurgita costantemente questo fluido, che espelle attraverso l’urina. Il liquido è formato, oltre che dal feto, anche dalla placenta e risente, nella sua quantità, dello stato di salute fetale e materno.

Attraverso lo studio dei componenti del liquido amniotico, ottenuto prelevando il liquido stesso mediante un lungo ago che fora parete addominale materna e parete uterina (amniocentesi) si possono avere informazioni di tipo genetico e sullo stato di salute del feto. L’amniocentesi, è tuttavia, abbastanza invasiva (comportando l'inserimento di un ago, anche se sotto controllo ecografico) e causa un minimo rischio di aborto, perciò è consigliata solo alle donne che hanno un alto rischio di partorire un bambino con gravi malattie o anomalie.

In alternativa alla amniocentesi, vi è una metodica che si può fare ancor più precocemente, la villocentesi. La villocentesi che ci permette di prelevare una piccola porzione dei villi coriali, sempre sotto controllo ecografico, ma che è ancor più invasiva della amniocentesi.

Attualmente si usano altre metodiche non invasive
  • Duo test o test combinato – Prevede un prelievo di sangue materno, per ricercare sostanze prodotte sia dalla madre che dal feto.
  • Nuovo test su sangue materno – Essi permette di individuare il DNA fetale circolante nel sangue materno e analizzarlo, rileva un dato sempre di probabilità ma molto più elevato, intorno al 90%. 
Tali test però non danno risultati certi come l'amniocentesi che, nonostante i suoi rischi, rimane il test diagnostico definitivo.

Test di gravidanza

Il test di gravidanza più comune è lo stick urinario. L’aspetto positivo di questi test è che si può reperire facilmente in qualsiasi supermercato o farmacia, senza ricetta medica.

Una volta deciso di fare il test di gravidanza, bisogna assicurarsi di:
  • leggere attentamente le istruzioni d’uso: il prodotto può variare leggermente da marca a marca;
  • non utilizzare un test di gravidanza scaduto;
  • non bere quantità eccessive di liquidi in quanto potrebbero diluire il livello di hCG;
  • l’assunzione di alcune medicine può interferire con il risultato del test.
L’attendibilità di questo test è molto alta, se il risultato è positivo.

Il test di gravidanza rileva la presenza dell’ormone gonadotropina corionica umana (hCG) che inizia a essere prodotto circa sei giorni dopo la fecondazione.

La maggior parte dei test di gravidanza constano di un indicatore a forma di termometro. Bisogna bagnare l’indicatore con alcune gocce di urina o posizionarlo sotto il flusso di urina, mantenendolo il getto per alcuni secondi. Alternativamente si può raccogliere dell’urina in un barattolo sterile e immergervi l’indicatore per qualche secondo.

Il risultato del test appare sull’indicatore stesso dopo alcuni minuti.
Se appaiono due linee sull’indicatore, il test è positivo.

A volte, la seconda linea potrebbe apparire di un colore tenue. In questo caso il test deve essere considerato positivo e, qualora si necessiti di una maggiore certezza, si può ripetere il test dopo alcuni giorni. In caso di risultato positivo, si consiglia di consultare il proprio medico per discutere sul da farsi.

Raramente è possibile ottenere un risultato falso positivo: questo significa che non sei incinta, anche se il test dice il contrario. Tale risultato potrebbe essere dovuto dalla presenza nelle urine di proteine o sangue. Alcuni medicinali, ad esempio tranquillizzanti, anti convulsivi o ipnotici, potrebbero dare luogo a un risultato falso positivo.

Se appare una sola linea (linea di controllo) sull’indicatore, il test è negativo.

È possibile, tuttavia, ottenere un risultato falso negativo: questo significa che sei incinta, anche se il test dice il contrario. Tale risultato potrebbe essere dovuto alla presenza di una gravidanza extrauterina; se il test è stato fatto troppo presto; se il test è scaduto; se è stata consumata una quantità notevole di acqua o altra bevanda prima del test; se si prendono determinate medicine.

Si consiglia di fare un test di gravidanza quando uno o più delle seguenti condizioni siano pertinenti alla tua situazione:
  • Mancata mestruazione – Questo è uno dei segnali più affidabili della presenza di una gravidanza.
  • Crampi addominali – L’impianto dell’embrione potrebbe provocare un dolore simile a quello mestruale.
  • Dolore al seno – Gli ormoni prodotti durante la gravidanza per supportare la crescita del feto iniziano ad apportare cambiamenti al corpo. Il seno può apparire più grande e sensibile al tatto per l’aumento del flusso sanguigno in questa regione.
  • Una sensazione di cambiamento – La gravidanza può provocare nausea, avversione per il cibo, stanchezza, minzione frequente.
  • Metodo contraccettivo non riuscito – La pillola, il preservativo e altri metodi contraccettivi, come il calcolo ovulazione, non offrono una protezione totale dalla gravidanza.
    La maggior parte dei test di gravidanza possono essere fatti dal primo giorno della mancata mestruazione.
Nel caso in cui non si sappia quando sia la prossima mestruazione, quando fare il test di gravidanza? Bisogna fare il test almeno 21 giorni dopo un rapporto sessuale non protetto. Alcuni test di gravidanza più sensibili possono essere utilizzati prima della mancata mestruazione, fino a otto giorni dopo il concepimento; altri test sono in grado fare il calcolo settimane gravidanza.

Si può fare il test di gravidanza in qualsiasi momento della giornata, sebbene durante la mattina il livello dell’ormone hCG sia più elevato.

Dieta in gravidanza

Mantenere una dieta salutare durante la gravidanza è molto importante. Durante questo periodo, il tuo corpo ha bisogno di nutrienti, vitamine e minerali in abbondanza.

In generale una gestante ha bisogno di 350-500 calorie extra al giorno durante il secondo e terzo trimestre. 

Una dieta povera di nutrimenti fondamentali può influenzare negativamente lo sviluppo del bambino. Cattive abitudini alimentari e il peso in eccesso possono aumentare il rischio di diabete gestazionale e complicazioni legate alla gravidanza e al parto.

Pertanto, scegliere cibi sani e nutrienti assicurerà la salute sia della mamma che del nascituro. Renderà anche molto più facile perdere il peso acquisito durante la gestazione dopo il parto.

Ecco un elenco di cibi ottimi per impostare una adeguata dieta in gravidanza:
  1. Latticini – Durante la gravidanza, bisogna consumare maggior apporto di proteine e calcio per andare incontro ai bisogni del nascituro. I latticini contengono proteine di qualità, come la caseina. I latticini forniscono calcio, grandi quantità di fosforo, vitamina B, magnesio e zinco. Lo yogurt, soprattutto se greco, risulta particolarmente benefico poiché contiene più calcio che la maggior parte degli altri latticini. Non è da dimenticare che alcune varianti di yogurt contengono probiotici che rafforzano il sistema digerente. 
  2. Salmone – Il salmone è ricco di Omega-3, amminoacide essenziale. Molte persone, incluse le donne incinte, non assumono sufficienti Omega-3, tuttavia si tratta di amminoacidi essenziali durante la gravidanza. Essi si trovano nei frutti di mare e aiutano a formare il cervello e gli occhi del nascituro. Eppure, le donne gravide sono solitamente incoraggiate a limitare il loro apporto di pesce a due volte a settimana, a causa del mercurio contenuto nel pesce grasso. Questo ha comportato che alcune donne evitassero del tutto di mangiare pesce, limitando in questo modo il loro apporto di Omega-3. Tuttavia, alcuni studi hanno dimostrato che le donne che si nutrono di pesce grasso per 2-3 pasti a settimana riescono a raggiungere la dose raccomandata di Omega-3. Inoltre, il salmone è una delle poche fonti naturali di vitamina D, che spesso risulta assente nelle diete. 
  3. Legumi Questo gruppo di cibi include lenticchie, piselli, fagioli e ceci. I legumi sono una eccellente fonte di fibre, proteine, ferro, folati e calcio — tutti elementi di cui il corpo necessita in particolar modo durante la gravidanza. In particolare il folato o acido folico (B9) fa parte delle vitamine B. È molto importante per la salute della madre e del feto, soprattutto durante il primo trimestre. Tuttavia, la maggior parte delle donne incinte non consumano folati a sufficienza. Questo risulta correlato con un aumento del rischio di difetti del tubo neurale e riduzione del peso del nascituro ed è anche causa di maggior rischio di infezioni per il bambino, una volta adulto. I legumi però contengono una grande quantità di folati: una tazza di lenticchie, ceci o fagioli può apportare più della metà della quantità raccomandata quotidianamente. Inoltre i legumi sono ricchi di fibre. 
  4. Patate dolci – Le patate dolci risultano molto ricche di beta carotene, un ortaggio che viene poi convertito in vitamina A all'interno dell'organismo. La vitamina A è particolarmente essenziale per la crescita e la differenziazione di molte cellule. È molto importante per lo sviluppo della salute del feto. Alle donne incinte si consiglia di solito di aumentare il loro apporto di vitamina A del 10–40%. Tuttavia, si consiglia anche di evitare grandi quantità di proteine animali per assumere vitamina A, poiché potrebbero risultare tossiche se assunte in eccesso. Le patate dolci sono anche una importante fonte di di Vitamina A per le donne incinte. Infine le patate dolci contengono fibre, che possono aumentare la sensazione di sazietà, ridurre i picchi glicemici e in generale migliorare la mobilità intestinale. 
  5. Uova – Le uova contengono in piccole quantità ogni nutriente di cui si ha bisogno. Un uovo relativamente grande contiene 77 calorie, e proteine e grassi sani, ma anche vitamine e minerali. Le uova sono inoltre una grande fonte di colina. La colina è essenziale per molti processi organici, incluso lo sviluppo cerebrale. Bassi apporti di colina possono aumentare il rischio di difetti del tubo neurale e possono condurre una riduzione delle funzioni cerebrali nel feto. Un singolo uovo contiene 113 mg di colina, circa 1/4 dell'apporto giornaliero consigliato per una donna gravida (450 mg).
  6. Verdure – I broccoli e le verdure a foglia larga, come cavolo e spinaci, contengono i nutrienti di cui le donne incinte hanno bisogno. Questi includono fibre, vitamina C, vitamina K, vitamina A, calcio, ferro, folati e potassio. Inoltre, i broccoli e le verdure a foglia larga sono ricche di antiossidanti. Contengono inoltre composti vegetali che beneficiano il sistema immunitario e il sistema immunitario e la digestione. Per via dell'alto contenuto di fibre, questi vegetali potrebbero anche prevenire la costipazione che è un problema molto comune tra le donne incinte. 
  7. Carne magra – Manzo, maiale e pollo sono ottime fonti di proteine di qualità. Inoltre la carne di manzo e maiale sono è ricca di ferro, colina e altri tipi di vitamina B. Il ferro è un minerale essenziale che è utilizzato dai globuli rossi come parte dell'emoglobina. È importante per il trasporto di ossigeno a tutte le cellule corporee. Le donne incinte necessitano di più ferro dal momento che il volume del loro sangue aumenta. L'apporto di ferro risulta particolarmente importante nel terzo trimestre. Bassi livelli di ferro infatti causano anemia, che raddoppia il rischio di parto precoce o di dare alla luce un bambino sottopeso. Il fabbisogno di ferro è difficile da coprire soltanto attraverso la dieta, soprattutto perché solitamente le donne gravide sviluppano una avversione al consumo di carne. Se non si riesce a mangiare carne, optare per alimenti ricchi di vitamina C, come arance e peperoni possono aiutare ad aumentare l'assorbimento di ferro. 
  8. Olio di fegato di merluzzo –  L'olio di fegato di merluzzo è molto ricco di amminoacidi Omega-3, utili per lo sviluppo cerebrale e oculare del feto. L'olio di fegato di merluzzo è anche ricco di vitamina D, di cui molte persone risultano carenti. Il consumo di olio di fegato di merluzzo apporta benefici a chi non consuma regolarmente pesce o non assume integratori di Omega-3 e vitamina D.
    Bassi apporti di vitamina D sono stati connessi con un aumento del rischio di gestosi. Si tratta di una complicazione potenzialmente pericolosa, caratterizzata da un aumento della pressione sanguigna, rigonfiamento di mani e piedi e proteine nelle urine. Un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo contiene più della dose giornaliera raccomandata di Omega-3, vitamina D e vitamina A. È però sconsigliato consumarne più di uno al giorno, perché un eccesso di vitamina A può essere pericoloso per il feto.
  9. Frutti di bosco – I frutti di bosco contengono molta acqua, carboidrati, vitamina C, fibre e antiossidanti. Generalmente contengono vitamina C in grandi quantità, che aiuta ad assorbire il ferro. La vitamina C è importante per la salute della pelle e il sistema immunitario. I frutti di bosco hanno inoltre un basso indice glicemico, pertanto non causano picchi di glicemia. 
  10. Cereali integrali –  Mangiare cereali aiuta le donne incinte a raggiungere i requisiti dell'aumento calorico, soprattutto durante il secondo e terzo trimestre. Contrariamente rispetto ai cereali raffinati, i cereali integrali contengono fibre, vitamine e composti vegetali. Avena e quinoa contengono una giusta quantità di proteine importanti durante la gravidanza. Inoltre, i cereali integrali sono ricchi di vitamine B, fibre e magnesio, elementi spesso carenti nelle diete delle donne incinte. 
  11. Avocado –  L'avocado contiene molti grassi insaturi e risulta anche ricco di fibre, vitamine B (soprattutto folati), vitamina K, potassio, vitamina E e vitamina C. Per via della grande quantità di grassi sani, folati e potassio, mangiare avocado costituisce una scelta ottimale per le donne incinte. I grassi sani contribuiscono alla formazione della pelle, del cervello e dei tessuti del feto e i folati possono aiutare a prevenire difetti del tubo neurale. Il potassio può aiutare ad alleviare crampi alle gambe, un effetto collaterale molto comune in gravidanza. Ricordiamo infatti che gli avocado contengono più potassio rispetto alle banane.
  12. Frutta secca – La frutta secca è solitamente ricca di calorie, fibre e svariate vitamine e minerali. Qualche manciata di frutta secca contiene lo stesso quantitativo di nutrienti della frutta fresca, solo che risultano privi di acqua e sono di dimensioni ridotte. Pertanto una porzione di frutta secca può fornire larga parte dell’apporto giornaliero raccomandato di molte vitamine e minerali, inclusi i folati, il ferro e il potassio. Le prugne sono ricche di fibre, potassio e vitamina K. Sono lassativi naturali, e possono essere utili nell’alleviare la costipazione. I datteri sono ricchi di fibre, potassio e ferro. Un consumo regolare di datteri nel terzo semestre di gravidanza facilita la dilatazione cervicale. Tuttavia, la frutta secca contiene anche grandi quantità di zucchero. Fare in modo di evitare la varietà zuccherata che contiene anche più glucosio. Sebbene la frutta secca aiuti a aumentare l’apporto calorico giornaliero, è generalmente sconsigliato consumare più di una o due porzioni al giorno. 

Cosa non mangiare in gravidanza

La gravidanza è un momento determinante per la futura salute del feto. Pertanto risulta altamente indispensabile seguire una dieta sana e bilanciata. Le future mamme devono pertanto prestare molta attenzione ai cibi che mangiano e devono impegnarsi a evitare cibi e bevande dannose per sé stesse e per i loro bambini.

Ma quali cibi evitare in gravidanza? E quali alimenti consumare con moderazione quando si è incinte? Ecco alcuni cibi e alcune bevande da tenere sotto controllo o da evitare del tutto durante la gestazione: 
  • Pesce ricco di mercurio – Il mercurio è una sostanza altamente tossica e si trova solitamente nell'acqua inquinata. Se ingerito in grandi quantità, risulta dannoso per il sistema nervoso e per i reni. Può anche causare seri problemi di sviluppo nei bambini. Dato che si ritrova nei mari inquinati, una grande quantità di pesci contengono accumuli di mercurio. Pertanto, alle donne incinte si raccomanda di limitare il loro apporto di pesce che può contenere mercurio a 1-2 porzioni al mese. I pesci che più comunemente contengono mercurio sono: il pesce spada, lo sgombro e il tonno.
  • Pesce crudo – Il pesce crudo o appena scottato può causare varie infezioni (virali, batteriche o parassitarie come la Salmonella e la Listeria). Alcune di queste infezioni colpiscono soltanto le madri, lasciandole disidratate per settimane. Altre infezioni però possono essere trasmesse al bambino, talvolta con conseguenze fatali. In generale, le donne gravide devono prestare particolare attenzione alle infezioni da Listeria. Questo batterio si annida nei terreni o nelle acque inquinate, talvolta nelle piante. Il pesce crudo può dunque infettarsi durante i processi di affumicazione o disidratazione. Le Listeria può essere trasmessa al feto attraverso la placenta, anche se la madre non presenta sintomi della presenza di tale batterio. La sua infezione però può determinare parti prematuri, aborti spontanei e altri problemi di salute. Le donne incinte devono quindi astenersi dal consumare pesce crudo, che si ritrova in molti piatti sushi. 
  • Carne cruda – Anche mangiare carne cruda o al sangue può aumentare il rischio di contrarre infezioni di svariati batteri e parassiti, come il Toxoplasma, E. Coli, Listeria e Salmonella. Come si diceva, questi batteri minacciano la salute del feto, e possono condurre a feti morti o ad alcuni problemi neurologici, come disabilità mentali, cecità ed epilessia. La carne tagliata, come bistecche o hamburger non possono essere consumate crude o al sangue. Ma nemmeno insaccati come svariati salumi e hot-dog: durante il processo di insaccamento infatti possono essere stati infettati dai vari batteri e parassiti di cui sopra. Pertanto le donne incinte non devono consumare prodotti di carne, a meno che non siano stati cotti completamente. 
  • Uova crude – Le uova crude, si sa, possono facilmente essere contagiate dalla Salmonella. I sintomi da infezione da salmonella sono solitamente vissuti soltanto dalla madre e includono:febbre, nausea, vomito, crampi addominali e diarrea. In rari casi la Salmonella può causare crampi all'utero, causando parto prematuro o morte prematura. Cibi che solitamente includono uova crude sono: uova leggermente strapazzate, uova in camicia, salsa olandese, maionese fatta in casa, gelato fatto in casa e glasse per le torte. 
  • Interiora – Le interiora sono una ottima fonte di svariati elementi nutritivi, quali: ferro, vitamina B12 e vitamina A, tutti ottimi per una donna incinta. Tuttavia, consumare vitamina A che deriva da prodotti animali in grandi quantità non è raccomandato durante la gravidanza. Può infatti causare una intossicazione di vitamina A, il che causa intossicazioni renali. Pertanto le donne incinte non dovrebbero consumare interiora più di due volte a settimana. 
  • Caffeina   Solitamente le donne incinta devono limitare il consumo di caffeina a meno di 200 mg al giorno o 2-3 tazzine di caffè. Questo perché la caffeina è assorbita in maniera molto rapida e trapassa rapidamente nella placenta e dunque al feto. Dal momento che i bambini appena nati e la loro placenta non possiedono l'enzima responsabile della metabolizzazione della caffeina, alti livelli di questa sostanza possono accumularsi senza essere assimilati. Elevate quantità di caffeina possono frenare la crescita fetale e aumentare il rischio partorire bambini sottopeso. 
  • Alimenti non igienizzati –  La superficie di frutta non lavata o non sbucciata può contenere svariati batteri e parassiti. Tra questi ricordiamo: il Toxoplasma, l'E. Coli, la Salmonella e la Listeria. La contaminazione può verificarsi in qualsiasi momento durante la raccolta, l'immagazzinamento e il trasporto di frutta. Tali batteri possono colpire sia la mamma che il feto. Un parassita molto pericoloso che si annida sulle superfici di frutta e verdura è il Toxomplasma. La maggior parte delle persone con la toxomplasmosi non presentano sintomi, mentre altri si sentono l'influenza per un mese o più. I bambini solitamente non mostrano sintomi da Toxoplasma, tuttavia effetti quali cecità e disabilità intellettuali possono svilupparsi più avanti negli anni. Pertanto è molto importante lavare, pelare e cuocere frutta e verdura che si intende consumare durante la gravidanza.
  • Latte intero e formaggi – Il latte intero e il formaggio non pastorizzato contiene una certa quantità di batteri pericolosi, come la Listeria, la Salmonella e l'Escherichia Coli. Questo tipo di infezioni determinano delle conseguenze potenzialmente letali per il feto. I batteri possono proliferare durante la mungitura o l'imbottigliamento del latte. La pastorizzazione è la tecnica più efficace per uccidere qualsiasi batterio dannoso senza cambiare i valori nutrizionali dei latticini. Per diminuire i rischi di infezioni, le donne incinte dovrebbero quindi consumare soltanto latticini pastorizzati. 
  • Alcol – Alle future mamme si raccomanda di evitare completamente di bere alcol, poiché questo aumenta il rischio di aborto spontaneo e feti morti. Anche una piccola quantità di alcol può avere un impatto negativo sullo sviluppo del cervello del bambino. Può anche causare la sindrome fetale alcolica, che include deformità facciali, deficit cardiaci e disabilità mentali. Perciò, dal momento che nessun livello di alcol risulta sicuro durante la gravidanza, è bene astenersi del tutto da consumarlo. 
  • Cibi spazzatura – Come abbiamo già detto, durante la gravidanza una donna deve aumentare il suo apporto calorico, includendo nutrienti essenziali quali proteine, folati e ferro. Questo comporta un aumento calorico che ammonta a 350–500 calorie extra al giorno, durante il secondo e il terzo trimestre. Una dieta ottimale in gravidanza dovrebbe contenere cibi integrali, per soddisfare adeguatamente i bisogni nutritivi di madre e feto. I cibi spazzatura solitamente contengono pochi nutrienti buoni e molte calorie in eccesso, dovute alla eccessiva quantità di zucchero e grassi saturi che contengono. Se prendere un po' di peso è del tutto normale in gravidanza (tra i 9 ed i 12 kg è da considerarsi normale), un eccessivo aumento di peso in gravidanza è correlato a molte complicazioni relative alla salute. Tra queste figurano: un aumento del rischio di diabete gestazionale, e complicazioni relative al parto. Può anche aumentare il rischio di partorire un figlio sovrappeso, il che è molto rischioso perché i bambini sovrappeso tendono a diventare adulti sovrappeso. 

Nausea

Chi soffre di nausea in gravidanza, di solito comincia ad avvertire i primi sintomi prestissimo, già 7-10 giorni dopo la mancata mestruazione, e comunque prima delle 9 settimane. In genere, la nausea ha il suo picco intorno alle 12-14 settimane (quando è massimo anche il picco dell'ormone HCG) e se ne va entro la fine del quarto mese: solo poche donne continueranno a provarla anche nei mesi più avanzati della gravidanza.

Chi soffre di iperemesi gravidica vomita molto spesso: almeno tre o quattro volte al giorno, ma anche di più. Questo aumenta il rischio di disidratazione, comporta una consistente perdita di peso e alterazioni degli equilibri metabolici e nutrizionali. In alcuni casi necessita di ricovero in ospedale

Ma perché viene la nausea? Le cause non sono ancora del tutto chiare. L’ipotesi che trova molto favore tra gli specialisti è che sia dovuta al forte aumento di alcuni ormoni nel primo trimestre di gravidanza: estrogeni, progesterone e soprattutto la beta hCG, gonadotropina corionica.
 
Secondo alcune ipotesi, nausea e vomito potrebbero anche essere un meccanismo di difesa messo a punto dall'evoluzione, per tenere la donna e il suo bambino lontani da cibi potenzialmente pericolosi. Forse non è un caso che sia più frequente proprio nel primo trimestre, il periodo più delicato per lo sviluppo degli organi del bambino.

Indipendentemente dalle cause, se soffri di nausea ti interessa una cosa sola, che passi in fretta. E dunque, come alleviare le nausee dovute al pancione? Di rimedi se ne elencano sempre tanti, ma la verità è che non c'è una ricetta universale sempre efficace: se tra le mamme girano così tanti consigli è proprio perché non si è ancora identificato quello davvero utile nella maggior parte dei casi. Insomma, bisogna armarsi di tanta pazienza e fare un po’ di tentativi, in attesa di trovare quello giusto per sé.
 
Un elenco di rimedi alimentari anti-nausea in gravidanza:
  • mangiare poco e spesso;
  • preferire cibi salati e secchi, come cracker o fette biscottate;
  • non associare cibi liquidi e solidi;
  • bere acqua gasata;
  • evitare caffè, thé, succhi e alimenti molto grassi o dai sapori forti;
  • niente fumo e alcol (e non solo per le nausee;
  • masticare a lungo.

Stitichezza in gravidanza

Pur essendo presente in larga parte della popolazione adulta e non, la stitichezza è un fenomeno tipico della gravidanza, talmente diffuso da colpire circa la metà delle donne gravide.

Questo fenomeno ha cause fisiologiche: il progesterone, infatti, è uno degli ormoni essenziali per evitare inopportune contrazioni uterine durante i primi 8 mesi di gravidanza. La sua azione rilassante si estende a tutti i muscoli corporei, compresa la muscolatura intestinale. Diminuendo dunque l'intensità delle contrazioni che si verificano durante la peristalsi, il progesterone è il principale responsabile dell'emissione di feci dure, disidratate e compatte, ossia della stipsi o stitichezza in gravidanza.

I rimedi per la stitichezza durante la gravidanza o l’allattamento prevedono anzitutto un aumento di assunzione di fibre e di liquidi. È anche consigliato fare ginnastica leggera. Se i cambiamenti nella dieta e nello stile di vita non funzionano, il medico potrà prescrivere un lassativo. Quasi tutti i lassativi sono sicuri per le donne incinte perché non vengono assorbiti dal sistema digestivo. Ciò significa che il bambino non ne subirà gli effetti.

Acido folico in gravidanza

Come abbiamo già sottolineato, l'acido folico è un elemento essenziale nella dieta della gestante.

Acido folico e folati costituiscono le vitamine del gruppo B, note anche con il nome di vitamina B9. È però importante distinguere operare una distinzione tra acido folico e folati:
  • Acido folico – È la molecola di sintesi presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti arricchiti con queste vitamine.
  •  Folati – Sono presenti naturalmente negli alimenti che li contengono.
I folati devono essere necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, in quanto il nostro organismo li produce sono in quantità molto limitate.

L'acido folico e i folati sono coinvolti nella sintesi di molecole importanti come:
  • DNA
  • RNA
  • proteine. 
Sono pertanto essenziali essenziali per tutte quelle cellule che nel nostro organismo vanno incontro a processi di differenziazione e proliferazione ma risultano importanti soprattutto durante la formazione dell’embrione, quando si sviluppano e si differenziano i primi abbozzi degli organi.

Una carenza di queste vitamine può determinare:
  • Forme di anemia
  • Aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali – Come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, anencefalia e encefalocele).
  • Aumentare il rischio di altre malformazioni – In particolare alcune difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato (labio-palatoschisi), difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti. 
Seguire pertanto un’alimentazione ricca in frutta, verdura e legumi, contenenti folati, per ridurre l’incidenza delle malformazioni congenite. Spesso però la sola alimentazione non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano dei folati e risulta perciò necessario integrare la dieta con compresse di acido folico.

Farmaci in gravidanza

In generale, non esistono linee guida riguardo l'utilizzo di farmaci in gravidanza.

Durante la gravidanza risulta spesso necessario l'utilizzo di determinati farmaci per il trattamento di alcuni disturbi.

Non tutti i farmaci assunti dalla madre attraversano la placenta e raggiungono il feto. I farmaci che però oltrepassano la placenta possono avere un effetto tossico. I farmaci che non attraversano la placenta possono comunque danneggiare il feto perché potrebbero causare:
  • Alterazione della fisiologia materna
  • Grave ipertonia uterina
  • Riduzione della grandezza dei vasi placentari, compromettendo in tal modo lo scambio di gas e nutrienti
Ma quali sono i farmaci dannosi in gravidanza? E quali possono essere assunti, pur con qualche accorgimento? Ecco una breve casistica:
  • Farmaci per ansia e depressione in gravidanza in gravidanza – I disturbi d'ansia e i disturbi depressivi possono (e devono) essere curati anche in gravidanza. L'importante, è che questo avvenga sempre sotto stretto medico e al dosaggio minimo indispensabile. Per i disturbi d'ansia, i farmaci di prima scelta sono le benzodiazepine, seguiti da antidepressivi triciclici e da SSRI. Per i disturbi depressivi, la prima scelta è rappresentata da antidepressivi triciclici seguiti da SSRI. In accordo con il medico, è consigliabile sospendere l’assunzione due, tre settimane prima del parto. È consigliabile affidarsi alla psicoterapia.
  • Farmaci per diarrea in gravidanza – Se il disturbo è temporaneo è utile agire anzitutto sulla dieta, includendo verdure cotte, cibo integrale e carne bianca. Tuttavia in casi acuti e temporanei, si può utilizzare il loperamide per brevi periodi, così come anche i probiotici. Se invece il disturbo è continuativo e persistente, è necessario rivolgersi a un medico.
  • Farmaci per bruciori di stomaco in gravidanza – In generale si cerca di limitare l'utilizzo di farmaci per l'acidità di stomaco in gravidanza, in modo da evitare di esporre il feto e la madre a dei potenziali rischi. Anche in questo caso, dunque, prima di ricorrere al trattamento farmacologico si cerca di risolvere il problema modificando la dieta e in generale lo stile di vita. Evitare cibi grassi e caffè e di consumare pasti troppo abbondanti, evitare di coricarsi subito dopo i pasti e di indossare abiti troppo stretti. Se questi accorgimenti non dovessero essere sufficienti, è bene rivolgersi al medico curante, che probabilmente prescriverà dei farmaci non nocivi, come gli antiacidi.
  • Aspirina e FANS in gravidanza – L'aspirina è uno dei farmaci più utilizzati per via della sua azione analgesica, antinfiammatoria e antifebbrile. Risulta infatti utilizzata in caso di influenza, mal di testa, dolori muscolari e mal di schiena. Può essere assunta anche in gravidanza, ma per estrema cautela è meglio evitarla nel primo trimestre. Per il secondo trimestre e l'inizio del terzo non ci sono problemi. Da ricordare, però, che l’assunzione dell’aspirina, così come quella di tutti gli altri FANS (come l’ibuprofene o il diclofenac) deve essere assolutamente evitata dopo le 30-32 settimane di gestazione.
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