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Stitichezza

Stitichezza
Curatore scientifico
Dr. Enrico Tempèra
Specialità del contenuto
Gastroenterologia

Che cos’è

La stitichezza o anche stipsi o costipazione è una condizione molto comune che colpisce le persone di ogni età, che riguarda la defecazione. Può causare difficoltà nell’espellere le feci, eccessivo sforzo o l’impossibilità di svuotare completamente l'intestino. Sebbene solitamente non sia una condizione medica grave, essa causa disagio.

Il lasso di tempo normale tra un movimento intestinale e l’altro varia da persona a persona, ma è considerato essere troppo lungo un periodo superiore a tre giorni, dopo il quale le feci diventano più dure e difficili da espellere.  La stipsi può causare infatti anche un indurimento delle feci, che diventano insolitamente grumose, grandi o piccole.

La gravità della costipazione può variare notevolmente. Molte persone soffrono di stitichezza solo per un breve periodo di tempo senza effetti duraturi sulla salute. Per altri, invece, la stitichezza può essere una condizione cronica (a lungo termine) che provoca dolore e disagio.

Sintomi

Oltre a causare un cambiamento delle normali abitudini intestinali, i sintomi della stitichezza sono i seguenti:

Cause

Le cause della stitichezza non sono specifiche. Tuttavia, diversi fattori possono aumentare le probabilità di soffrirne, tra cui:
  • non mangiare abbastanza fibre, come frutta, verdura e cereali;
  • un cambiamento nella routine, nello stile di vita o nelle abitudini alimentari;
  • privacy limitata quando si usa la toilette;
  • rimandare a lungo il momento di espellere le feci;
  • immobilità e mancanza di esercizio fisico;
  • non bere liquidi a sufficienza;
  • essere sottopeso o sovrappeso;
  • ansia o depressione;
  • problemi psichiatrici causati da violenza o traumi, per esempio da abusi sessuali.
A volte, la stipsi può essere un effetto collaterale di un farmaco che si sta assumendo. I tipi comuni di farmaci che causano stitichezza sono:
Circa il 40% delle donne soffre di una qualche forma di stitichezza durante la gravidanza, soprattutto durante i primi mesi, a causa di cambiamenti ormonali. Durante la gravidanza, infatti, il corpo produce più progesterone. Questo ormone agisce come rilassante muscolare e rende più difficile la contrazione dei muscoli dell'intestino, che non riesce a muovere le feci.

In rari casi la costipazione può essere un segno di una condizione di base, come per esempio:
La stitichezza nei neonati e bambini è abbastanza comune. In rari casi, la stitichezza nei neonati e nei bambini può essere un segno di una condizione di base come:

Diagnosi

La stipsi è una condizione molto comune. Di solito non c’è necessità di effettuare alcun esame clinico o procedura particolare. Si può confermare una diagnosi di stitichezza in base alla storia clinica e ai sintomi.

È importante che il medico di famiglia sia a conoscenza di tutti i sintomi in modo che possa elaborare una diagnosi corretta. Il medico può indagare la dieta, il livello di attività fisica, abuso di lassativi e se vi siano stati recenti cambiamenti nella routine. In caso di fecaloma (presenza di feci dure nel retto) si deve effettuare un esame fisico.

Farmaci

I farmaci per la stitichezza sono utili per curare il disturbo in sé, non la causa che ne sta alla base, tant'è vero che spesse volte la stipsi esprime solamente un sintomo che cela alcune patologie o disturbi primari.

Se la stipsi è causa di dolore o disagio, si consiglia di prendere un antidolorifico come il paracetamolo. I bambini sotto i 16 anni non devono assumere aspirina.

Se questi cambiamenti di dieta e stile di vita non aiutano, il medico può prescrivere un lassativo.

L'assunzione di lassativi deve seguire una diagnosi medica di costipazione o stipsi e non vanno invece assunti quando, semplicemente, non si hanno evacuazioni regolari ogni giorno. È infatti a seguito di un'assunzione smodata, eccessiva e sregolata di questi farmaci, che l'intestino tende ad adattarsi e a necessitare continuamente la loro somministrazione. Inoltre, l'abuso di questi principi attivi può generare ipocalcemia, ossia carenza di calcio.

Esistono diversi tipi di lassativi e ognuno ha un effetto diverso sul sistema digestivo. Essi sono:
  • lassativi formanti massa;
  • lassativi osmotici;
  • lassativi stimolanti.
La cura per il fecaloma prevede una dose elevata di macrogol (un lassativo osmotico). Dopo alcuni giorni di utilizzo di questo lassativo, si può iniziare a prendere un lassativo stimolante. Se questi lassativi non sono sufficienti, può essere necessario ricorrere alle supposte o a un mini clistere.

Rimedi naturali

Alcuni rimedi per la stitichezza non prevedono l’uso di farmaci. Di seguito una serie di consigli utili:
  • aumentare il consumo quotidiano di fibre (frutta, verdura e cereali) e in generale seguire una dieta equilibrata;
  • inserire nella propria dieta frutta (soprattutto prugne), verdura, legumi e cereali intergrali;
  • aggiungere alla dieta un po' di agenti volumizzanti, come la crusca di frumento;
  • bere almeno 1-2 litri di liquidi al giorno;
  • fare più esercizio fisico e in maniera regolare, cioè per almeno 30 minuti al giorno.
Evitare invece la caffeina e il consumo di latte che aumentano i disturbi da intestino irritabile.

In generale i  rimedi per curare la stipsi dipendono dalla sua causa, quanto tempo questa condizione è presente e la sua gravità. Nella maggior parte dei casi, basta apportare un cambiamento al proprio stile di vita e alla propria dieta.

In caso di stipsi si consiglia di:
  • bere due o quattro bicchieri di acqua in più al giorno;
  • provare a bere bevande calde, in particolar modo la mattina;
  • se necessario utilizzare un lassativo leggero o lassativi naturali, ma non per più di due settimane senza consultare il proprio medico, altrimenti i sintomi potrebbero peggiorare.

Complicazioni

Le complicazioni della stitichezza sono rare e la sua cura è solitamente efficace, soprattutto se attuata sull’insorgere della condizione. Tuttavia, se si soffre di stipsi cronica si possono sviluppare le seguenti complicazioni:
  • emorroidi;
  • fecaloma;
  • gonfiore del retto;
  • perdita di sensibilità dentro e intorno all'ano;
  • incontinenza fecale;
  • sanguinamento dell’ano, causato da una piccola lacerazione attorno all’ano, ma è più spesso da emorroidi;
  • prolasso rettale;
  • rettocele, cioè l’erniazione della parete rettale;
  • ritenzione fecale: in questi casi è molto difficile che il paziente riesca a defecare.

Stitichezza in gravidanza

Pur essendo presente in larga parte della popolazione adulta e non, la stitichezza è un fenomeno tipico della gravidanza, talmente diffuso da colpire circa la metà delle donne gravide.

Questo fenomeno ha cause fisiologiche: il progesterone, infatti, è uno degli ormoni essenziali per evitare inopportune contrazioni uterine durante i primi 8 mesi di gravidanza. La sua azione rilassante si estende a tutti i muscoli corporei, compresa la muscolatura intestinale. Diminuendo dunque l'intensità delle contrazioni che si verificano durante la peristalsi, il progesterone è il principale responsabile dell'emissione di feci dure, disidratate e compatte, ossia della stipsi o stitichezza in gravidanza.

I rimedi per la stitichezza durante la gravidanza o l’allattamento prevedono anzitutto un aumento di assunzione di fibre e di liquidi. È anche consigliato fare ginnastica leggera. Se i cambiamenti nella dieta e nello stile di vita non funzionano, il medico potrà prescrivere un lassativo. Quasi tutti i lassativi sono sicuri per le donne incinte perché non vengono assorbiti dal sistema digestivo. Ciò significa che il bambino non ne subirà gli effetti.

Stitichezza bambini

La stitichezza nei bambini si manifesta con i seguenti sintomi:
La costipazione nei bambini, se questi non hanno ancora iniziato a mangiare cibi solidi, si cura con acqua o liquidi in eccesso. Si può provare a muovere delicatamente le gambe del bambino in un movimento in bicicletta o massaggiare l'addome con attenzione per contribuire a stimolare la defecazione. Se il bambino mangia cibi solidi, dargli molta acqua o succo di frutta diluito. Cercare di incoraggiarlo a mangiare frutta, che può essere frullata o tritata, secondo la sua capacità di masticare. I frutti migliori per curare la stitichezza dei bambini sono:
  • mele;
  • albicocche;
  • uva;
  • pesche;
  • pere;
  • susine;
  • prugne;
  • lamponi;
  • fragole.
Se il bambino è ancora stitico dopo un cambiamento nella dieta, può essere prescritto un lassativo osmotico o un lassativo stimolante.

Alimentazione

In presenza di stitichezza o stipsi risulta utile anche modificare alcune abitudini alimentari. Ecco quindi cosa mangiare per evitare la stitichezza:
  • Acqua e liquidi – Sembra banale ma un corretto apporto di liquidi può aiutare a smuovere l'intestino pigro, poiché stimola la peristalsi.
  • Verdure e legumi – Particolarmente efficaci per stimolare l'intestino sono i cavolfiori, i fagiolini, i cavoletti di Bruxelles, gli asparagi, la cicoria, gli spinaci, i broccoli e i porri. L'ideale è combinarli insieme, ad esempio preparando un minestrone con tutti questi ingredienti e arricchirlo poi con dei legumi.
  • Pane di segale e altri cereali – Questi alimenti risultano ricchi di fibre. È sempre buona norma preferire la versione integrale a quella raffinata. 
  • Frutta – In generale frutta, per il suo apporto di fibre, favorisce il corretto funzionamento della motilità intestinale. Prugne e kiwi sono particolarmente efficaci. Le prime sono ricche di fibre insolubili, i kiwi sono l’ideale da mangiare a colazione a stomaco vuoto con un bel bicchiere d’acqua. Anche le pere, invece, consumatele ben mature e con la buccia, per aumentare ancora di più l’apporto di fibre.
  • Fermenti lattici e prebiotici – Lo yogurt e gli altri alimenti fermentati come il kefir, il miso (un concentrato di soia) o la tempeh (soia fermentata) aiutano a riequilibrare la flora batterica intestinale che, di solito, non risulta equilibrata quando si soffre di stipsi.
  • Semi  – I semi di lino, grazie alle mucillagini che formano, risultano particolarmente indicati in caso di stipsi. 

In caso di stipsi è invece bene non consumare alcuni tipi di alimenti, poiché potrebbero peggiorare i sintomi.  In generale ridurre il consumo di cibi confezionati o di alimenti poveri di fibre e che irritano ancora di più un intestino già in difficoltà. Evitare inoltre i seguenti cibi:
  • banane acerbe;
  • caffeina;
  • cioccolato;
  • cibi confezionati; 
  • cibi ricchi di sodi.
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