Alitosi

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L'alitosi può essere un problema sociale importante per il quale i trattamenti odontoiatrici standard e gli spazzolini spesso consigliati forniscono solo un sollievo temporaneo. L’alitosi è principalmente il risultato del metabolismo microbico.

Cosa si intende per alitosi?

Alitosi | Pazienti.it

Alitosi, anche conosciuta col nome di alito cattivo, è un problema comune che si verifica quando odori poco gradevoli sono emessi durante l’atto della respirazione.

L’alitosi viene considerata un problema sociale ed è associata a una scarsa igiene orale o a malattie orali, sebbene essa sia sintomo anche di altre condizioni. A seconda della sua origine, vengono distinte due tipi di alitosi:

  • alitosi orale;
  • alitosi extra-orale e può presentarsi come alitosi cronica.

L’alitosi orale proviene dalla cavità orale ed è dovuta principalmente dall’accumulo di biofilm orale (placca batterica) sulla lingua, provocando la lingua bianca; essa può anche essere causata da problemi parodontali, carie e fumo.

Quando l’alitosi ha origine al di fuori della cavità orale, essa prende il nome di alitosi extra-orale ed è dovuta da condizioni del tratto respiratorio inferiore/superiore, del sistema digestivo così come per malattie del fegato o dei reni.

Quali sono le cause?

L’alito cattivo è associato con i prodotti di degrado del metabolismo dei batteri, solitamente gram-negativi anaerobi, che sono collocati per la maggior parte nel dorso posteriore della lingua e in altri luoghi, come le tasche parodontali.
Le cause dell’alitosi orale possono essere di tipo patologico o non patologico.
Le cause non patologiche sono:

  • Alitosi al mattino. Durante il sonno il flusso di saliva diminuisce, favorendo la crescita di batteri che producono gas maleodoranti.
  • Età. La qualità dell’alito cambia con l’avanzare degli anni. Sebbene sia presente una buona igiene orale, le ghiandole salivari delle persone anziane soffrono cambiamenti regressivi che hanno effetto sulla qualità della saliva.
  • Dentiere. Le dentiere possono raccogliere frattaglie di cibo che, se non pulite, durante la notte possono dare luogo a cattivi odori.
  • Farmaci. Alcuni farmaci causano xerostomia, o bocca secca, prevenendo l’azione igienizzante della saliva, che aiuta nella riduzione dei cattivi odori.
  • Fumo. Il fumo può causare un alito cattivo, dall’odore distintivo che dura per parecchi giorni.
  • Periodi di digiuno. Saltare i pasti e seguire una dieta ipocalorica promuove l’alitosi.
  • Dieta. Dopo l’assunzione di alcuni cibi (come la cipolla e l’aglio) o il consumo di bevande alcoliche, alcune metaboliti possono essere assorbiti a livello gastrointestinale, raggiungere il flusso sanguigno ed essere metabolizzati nella mucosa e nel fegato ed essere espulsi dai polmoni.

Le cause patologiche sono:

  • malattie parodontali, carie;
  • cattiva igiene orale. Quando il biofilm (la placca batterica) non viene rimossa dalla cavità orale, possono formarsi dei batteri. Quest’ultimi hanno la tendenza di accumularsi sulla lingua, negli spazi interprossimali, aree subgengivali e ascessi;
  • ulcere associate a mal di stomaco;
  • infezioni batteriche, fungine o virali della faringe;
  • necrosi dovuta da radioterapia e chemioterapia nei pazienti affetti da tumore.

Le cause dell’alitosi extra-orale includono: sinusite, malattie del sistema digerente, malattie del sistema respiratorio e malattie sistemiche.

Quali farmaci possono creare alito cattivo?

I farmaci che creano alitosi includono:

  • ace-inibitori;
  • agenti antineoplastici;
  • agenti antiretrovirali;
  • ansiolitici e sedativi;
  • antidepressivi;
  • antinfiammatori.

Come viene diagnosticata l’alitosi?

L’alitosi può essere diagnosticata in diversi modi, inclusi studi che utilizzano l'intensità organolettica e gli indici edonici e gli strumenti che quantificano i composti volatili o gli enzimi batterici che contribuiscono alla produzione di composti odoriferi.

Le misurazioni organolettiche o l'uso del naso per sentire e classificare l'intensità degli odori sono considerati il criterio standard per la misurazione dell’alitosi. Tuttavia, queste tendono ad essere soggettive e sono scomode sia per l'esaminatore che per il soggetto di prova. È possibile utilizzare una scala di 5 punti o 10 punti e, di solito, 2 giudici separati valutano il grado di alitosi. L'intensità si basa sulla scala di Rosenberg, che misura l'intensità dell'odore ed è come segue:

  • 0: l'odore non può essere rilevato
  • 1: alitosi discutibile, difficilmente rilevabile
  • 2: alitosi leggera
  • 3: alitosi rilevata
  • 4: forte alitosi
  • 5: alitosi molto forte

Gli specialisti interessati nella diagnosi di alito cattivo devono contare sui loro nasi per distinguere i principali tipi di odori orali. Questi includono:

  • odore parodontale, che di solito viene dalle tasche parodontali e dagli spazi interdentali
  • dore proveniente dal dorso della lingua posteriore
  • odore proveniente dai denti
  • caratteristico odore nasale

Con pratica e esperienza, questi odori diventano distinti e riconoscibili, anche se trovati in varie combinazioni.
Dati i siti multipli di produzione di alitosi, è consigliato un esame completo della testa e del collo, tra cui l'endoscopia nasale, la laringoscopia flessibile e le colture dirette del sito, nonché la misura e la quantificazione dell’alitosi.
L'analisi batteriologica dei campioni raschiati dal dorso della lingua o da altri siti orali può identificare i batteri. La cultura della lingua è diversa dalla cultura delle placche parodontali.

I patogeni vengono solitamente rilevati utilizzando tecniche di coltura. Poiché esiste una propensione intrinseca nell'individuazione di organismi mediante tecniche tradizionali di coltura, la reazione a catena della polimerasi è ora utilizzata per rilevare specie batteriche. Le metodologie sono state ottimizzate per una rapida e accurata determinazione dell'espressione genica batterica in diversi siti della cavità orale.

E’ diventata rapidamente una delle tecniche più utilizzate nella biologia molecolare; è rapida, poco costosa, semplice e può produrre un numero relativamente grande di copie di molecole del DNA, anche quando il DNA di origine è di qualità relativamente scarsa.

Questo sistema di analisi per valutare la relazione tra batteri orali e alitosi è uno strumento utile per monitorare l'efficacia delle diverse modalità terapeutiche.

Quali sono i rimedi per combattere l'alito cattivo?

In caso di alitosi, si consiglia di:

  • bere almeno 2 litri di acqua al giorno: ripulisce la bocca, allontanando i batteri ed evita la secchezza delle fauci;
  • fare attenzione all'igiene orale: lavare i denti dopo ogni pasto e appena svegli, per aumentare il flusso di saliva, ridottosi durante la notte.
  • uttilizzare, una volta al giorno, il filo interdentale e il collutorio;
  • masticare lentamente, per favorire la digestione;
  • non fumare, né bere alcolici.
  • utilizzare un collutorio antibatterico con cui fare risciaqui prima di andare a letto;
  • masticare un chewing gum aumenta la salivazione all’interno della cavità orale che, a sua volta, aiuta a mantenere la bocca pulita e a combattere la formazione dei batteri al suo interno.

In ogni caso, rivolgersi prima al medico per individuare la giusta origine del disturbo.

Alitosi nei bambini: cosa fare?

Nei bambini, le cause possono essere collegate a:

  1. scarsa igiene orale;
  2. acetone;
  3. problemi intestinali o epatici;
  4. problemi respiratori.

I rimedi consigliati, dopo che il pediatra abbia individuato la vera causa, sono:

  1. insegnare ai bambini il modo corretto e l'importanza della pulizia dentale;
  2. evitare alimenti ricchi di zuccheri e grassi;
  3. assumere fibre e fermenti lattici;
  4. utilizzare spray nasali con soluzioni fisiologiche.

Argomenti: alito cattivo alitosi carie igiene orale
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