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Reflusso gastroesofageo

Stomaco Infiammato: Apparato Gastroesofageo che Brucia in Primo Piano
Curatore scientifico
Dr.ssa Marialuisa Lugaresi
Specialità del contenuto
Gastroenterologia

Cos'è il reflusso

Il disturbo da reflusso gastroesofageo prevede che il contenuto acido dello stomaco risalga in esofago e nella gola, irritandoli. Esso colpisce persone di tutte le età, dai neonati agli adulti più anziani. 

Reflusso gastroesofageo: sintomi

I tre più comuni sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo sono:

  1. Bruciore dietro lo sterno (cosiddetta pirosi retrosternale): un dolore che provoca bruciore o una sensazione di malessere che si sviluppa appena dietro lo sterno. Il dolore generalmente peggiora dopo aver mangiato o quando ci si piega o quando si ci sdraia.
  2. Rigurgito di acido nella gola e nella bocca: il rigurgito di acido generalmente causa un sapore spiacevole e aspro nella parte superiore della gola o nella parte posteriore della bocca.
  3. Difficoltà a deglutire (disfagia): circa una persona su 3 con la malattia da reflusso gastroesofageo ha problemi a deglutire. Può verificarsi se l’acido dello stomaco causa lesioni all’esofago, comportando un restringimento dell’esofago e rendendogli difficile deglutire del cibo. Le persone con il reflusso gastroesofageo che hanno la disfagia dicono che è come se parte del cibo rimanesse bloccata da qualche parte vicino allo sterno.
I sintomi meno comuni della malattia da reflusso gastroesofageo sono:

  • dolore quando si deglutisce
  • nausea
  • tosse persistente
  • danni dentali
  • laringite (infiammazione della laringe), che causa mal di gola e fa diventare la voce rauca
Se si è affetti da asma e contemporaneamente dalla malattia da reflusso gastroesofageo, i sintomi dell’asma potrebbero peggiorare a causa dell’irritazione alle vie respirazione dell’acido dallo stomaco.

Il passaggio di acido dallo stomaco all'esofago avviene fisiologicamente durante la giornata, soprattutto dopo mangiato. Tuttavia, se gli episodi di reflusso superano una determinata soglia, in termini di frequenza e durata, si verifica una vera e propria malattia.  

Soggetti colpiti da reflusso

Il reflusso gastroesofageo è una malattia della digestione molto comune che colpisce circa il 10-20% della popolazione occidentale. È calcolato che circa una persona su 5 ha minimo un episodio di reflusso gastroesofageo a settimana. La malattia da reflusso gastroesofageo può colpire persone di tutte le età, incluso i bambini, e risulta comune sia negli uomini sia nelle donne.

Reflusso gastroesofageo: cause

Una tra le più note cause del reflusso gastroesofageo è relativa a un problema a livello dello sfintere esofageo inferiore, che si trova all’estremità dell’esofago. Lo sfintere esofageo inferiore svolge il compito di una valvola. Si apre per far entrare il cibo nello stomaco e si chiude per evitare che l’acido fuoriesca e ritorni all’esofago.

Il tono pressorio dello sfintere esofageo inferiore (zona di passaggio tra esofago e stomaco) costituisce una barriera contro il reflusso e rappresenta il componente più importante del meccanismo anti-reflusso. Se la pressione dello sfintere esofageo inferiore  si riduce, il contenuto gastrico risale dallo stomaco all'esofago. Se la quantità e la durata del reflusso superano una determinata soglia, si verifica la Malattia da Reflusso Gastroesofageo.

Nelle persone con il reflusso gastroesofageo, lo sfintere esofageo inferiore può indebolirsi, permettendo all’acido dello stomaco di ritornare nell’esofago. Ciò causa i sintomi del bruciore di stomaco, un dolore che provoca bruciore o una sensazione di disagio allo stomaco e al torace.

Il disturbo può essere favorito da un rallentamento nello svuotamento dello stomaco, che fa accumulare acidi e induce un rilassamento muscolare che coinvolge lo sfintere esofageo inferiore. La gastroparesi è poi comune nelle persone affette da diabete perché un elevato tasso di zucchero nel sangue può danneggiare il nervi che controllano lo stomaco.

Un aumento della pressione intra-addominale, come nelle persone in sovrappeso, in persone in condizione di obesità e nelle donne in gravidanza, predispone maggiormente al reflusso.

Reflusso nei neonati

Il reflusso del neonato si verifica nel primo anno di vita e prevede la risalita verso del materiale presente nello stomaco, ossia a livello gastrico, fino all'esofago. Si tratta, solitamente, di un fenomeno temporaneo, caratterizzato dai classici "rigurgiti" ed emissioni di cibo, e senza conseguenze gravi, spesso dovute alla non ancora piena maturità del cardias, ossia la valvola che si trova tra stomaco ed esofago.

Ulteriori cause di reflusso nei neonati possono includere: eccessiva velocità di alimentazione, eccessiva quantità di cibo e dieta liquida per quanto caratteristica dell'età neonatale.

Se però si nota un reflusso acido nei neonati, specie se genera gravi conseguenze come pianto ricorrente, vomito, vomito di sangue perdita di peso e disinteresse per il nutrimento (inappetenza), allora bisogna indagare le cause più specifiche. Potrebbe infatti trattarsi di gastroenterite allergica, stenosi pilorica o malattia da reflusso gastroesofageo.

Tra i rimedi per il reflusso nel neonato si può quindi somministrare pasti più ridotti ma con più frequenza, moderando anche la velocità di assunzione del cibo da parte del bambino. Poi assicurarsi di fare alcune pause durante le "poppate" per permettere al bambino di digerire e consentire l'attesa eruttazione. Infine, mantenere il neonato in posizione verticale, sia durante il pasto che dopo.

Se questi rimedi non funzionano, consultare un pediatra che potrà vagliare la possibilità di allergia al latte e vaglierà la possibilità di ricorrere a terapia farmacologica e cure più specifiche.

Fattori di rischio del reflusso

Ci sono una serie di fattori di rischio da reflusso gastroesofageo a cui prestare attenzione

  • Condizione di sovrappeso e obesità
  • Dieta con alta percentuale di presenza di grassi
  • Fumo, alcol, caffè, cioccolato
  • Gravidanze
  • Ernia iatale
  • Stress.
Per sapere come evitare o come ridurre il reflusso gastroesofageo poi è bene anche astenersi dal consumo dei seguenti farmaci.

  • Anticolinegici: un tipo di farmaco usato per curare un’ampia gamma di malattie infettive respiratorie, digestive e neurologiche.
  • Bloccanti del canale del calcio: a cui solitamente si ricorre per curare la pressione alta (ipertensione).
  • Teofillina: prescritta per curare le malattie respiratorie, come l’asma e la malattia polmonare ostruttiva cronica (un termine generale che designa un largo numero di malattie polmonari, come l’enfisema).
  • Benzodiazepine: un tranquillante usato per il trattamento di attacchi di ansia e di panico.
  • Nitrati: un medicinale a cui si ricorre per trattare l’angina (una malattia che causa dolore al torace).

Reflusso gastroesofageo: rimedi

Ci sono molte tecniche di automedicazione da mettere in pratica se l'intento è capire come si cura il reflusso gastroesofageo, ossia:

  • Perdere peso.
  • Smettere di fumare.
  • Fare piccoli pasti più frequenti (da preferire ai classici tre pasti completi al giorno).
  • Dormire con la testa sollevata, elevando la testata del letto di cm 20-25.
  • Praticare un regolare esercizio fisico (per esempio: passeggiate, bicicletta, nuoto) con una frequenza di due/tre volte a settimana, per almeno 20/30 minuti.
Se si assumono di continuo farmaci per altre malattie, bisogna capire se gli effetti di questi farmaci contribuiscono ad aumentare i sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo. Si può, nel caso, cambiare farmaci non prima di aver consultato un medico, però.

Reflusso gastroesofageo: quali farmaci

Diversi sono i farmaci consigliati in caso di reflusso gastroesofageo, tra questi:

  • Farmaci da banco − Possono aiutare ad alleviare i sintomi leggeri e moderati del reflusso gastroesofageo. Gli antiacidi sono farmaci che neutralizzano gli effetti dell’acido dello stomaco. Tuttavia, gli antiacidi non possono essere assunti in contemporanea ad altre medicine in quanto ne inibiscono l'effetto.
  • Inibitori di pompa protonica − Riducono la quantità di acido prodotto dallo stomaco.
  • Anti H2 − L’uso di questi farmaci, antagonisti del recettore H2, potrebbe essere consigliato in combinazione con gli inibitori di pompa protonica per un breve periodo (due settimane) o come alternativa a essi. Gli anti H2 bloccano gli effetti dell’istamina, che il corpo usa per produrre l’acido dello stomaco
  • Procinetici − Velocizzano lo svuotamento dello stomaco, così facendo l’acido ha meno opportunità di irritare l’esofago. Tuttavia, l’uso prolungato di procinetici non è raccomandabile

Tecniche per curare il reflusso

Talvolta, per poter capire come guarire dal reflusso gastroesofageo è necessario ricorrere alla chirurgia. La chirurgia per come combattere il reflusso gastroesofageo è infatti riservata a:
 
  • pazienti che non rispondono all’azione dei farmaci
  •  pazienti che non sono in grado di tollerare una terapia farmacologica a lungo termine
  • pazienti che richiedono dosaggi elevati dei farmaci
  • pazienti troppo giovani per una terapia farmacologica che si prolunghi per tutta la vita.

La tecnica chirurgica utilizzata attualmente è la chirurgia laparoscopica mediante cinque piccole incisioni. Le procedure chirurgiche per guarire dalla malattia da reflusso gastroesofageo includono:

  • Fundoplicazione laparoscopica di Nissen: un tipo di chirurgia non invasiva che prevede che il chirurgo effettui una serie di piccole incisioni sull’addome. È poi usato il diossido di carbonio per gonfiare l’addome in modo che il chirurgo possa avere lo spazio per lavorare. L’intervento si propone di ricostituire una barriera efficace tra stomaco ed esofago, evitando il contatto tra contenuto gastrico ed esofago. Questa barriera viene ottenuta avvolgendo parte dello stomaco attorno alla giunzione esofago-gastrica. I vantaggi della tecnica laparoscopica sono costituiti dalla  precoce mobilizzazione, rapida ripresa dell'alimentazione orale, ridotto dolore postoperatorio, precoce ripresa delle normali attività. I risultati soddisfacenti  a lungo termine sono superiori al 90%. Difficoltà alla deglutizione (disfagia), sazietà precoce, gonfiore  post-prandiale e flatulenza possono essere presenti nei primi tempi successivi all’intervento chirurgico, generalmente sono sintomi temporanei che si risolvono nell’arco di circa tre mesi.
  • Interventi endoscopici. In casi estremamente selezionati. Le tecniche endoscopiche comprendono essenzialmente tre gruppi: le procedure di endosutura e di endoplicatura, quelle di termocoagulazione via radiofrequenza e l’iniezione di sostanze varie. I dispositivi di endosutura e di endoplicatura hanno lo scopo di creare una plica/ispessimento a livello della giunzione esofago-gastrica al fine di produrre una barriera meccanica che impedisca il reflusso del contenuto gastrico. L’iniezione di varie sostanze per via endoscopica si basa sull’infiltrazione dell’esofago distale con sostanze non riassorbibili o sintetiche: ne sono state sperimentate diverse, tuttavia alcune di queste sono state ritirate dal mercato e nuovi studi sono in corso per valutare la reale sicurezza di tali dispositivi. La valutazione delle tecniche endoscopiche è utile solo in Centri di riferimento e all’interno di protocolli di studio eticamente e metodologicamente adeguati.
  • Radiofrequenza. Viene applicata a livello dello sfintere esofageo inferiore e della giunzione esofago gastrica. I meccanismi d’azione coinvolti in questa procedura consentono di provocare un ispessimento dello sfintere esofageo inferiore rendendolo più tonico e resistente e limitando così la frequenza e il volume del reflusso gastroesofageo  e di provocare un danno delle terminazioni nervose sensitive e motorie riducendo la sensibilità dell’esofago al reflusso e quindi la percezione dei sintomi.

Reflusso gastroesofageo: rimedi naturali

I rimedi naturali per il reflusso sono dotati di proprietà lenitive ed emollienti e prevedono il ricorso ad alcune piante o erbe officinali, con cui preparare infusi e tisane da sorseggiare per calmare il reflusso gastroesofageo. Esse includono:

  • Piantaggine − Il nome latino è Plantago lanceolata; dalle funzioni lenitive ed emollienti, specie nella zona della gola e del naso, si fa ricorso solitamente alle sue foglie e ai fiori. Questa pianta è senz'altro utile anche per calmare il tratto digerente, anche perché fonte di mucillaggini. 
  • Aloe vera − Il succo ottenuto dall'aloe vera è noto per le sue proprietà lenitive per l'intero apparato digerente, da assumere oralmente sotto forma di succo.
  • Altea comune − L'Althae officinalis, appartiene alla famiglia delle malvacee ed è fonte di mucillagini, una proteina che le rende capaci di trattenere molta acqua: per questo la pianta possiede capacità lenitive, in particolar modo le radici, le foglie e i fiori.
  • Malva − Come già detto, nella stessa famiglia dell'altea è situata anche la Malva sylvestris, dotata di proprietà lenitive ed emollienti: un toccasana per l'apparato digerente, soprattutto i fiori e le foglie, ricche di mucillagini. 
Anche se si tratta di rimedi naturali, è sempre necessario consultare un medico prima di assumerle, specie in caso di assunzione di altri farmaci o se in gravidanza.

Cibi da evitare per il disturbo gastroesofageo

Innanzitutto è bene evitare sia cibi che rallentano la digestione sia cibi irritanti (pepe, peperoncino, menta, cipolla, agrumi), che possono infiammare le pareti dello stomaco.

Anche i pasti abbondanti sono di lenta digestione, quindi meglio fare piccoli pasti più volte al giorno. Più il cibo resta nello stomaco e nell’intestino maggiore è il rischio di reflusso. Per lo stesso motivo, lenta digestione, è bene evitare tutti i cibi che contengono grassi e i cibi fritti.

Vino e alcol possono nuocere moltissimo, come le bevande gasate e gli agrumi, sia mangiati che bevuti. Anche il caffè e il fumo, per molti ideale complemento di fine pasto, sono assolutamente da evitare.

Reflusso gastroesofageo: dieta

Per quanto riguarda gli alimenti consigliati, gli esperti sono d’accordo soltanto su quelli contenenti fibre, il cui consumo deve essere aumentato, e sulla necessità di bere molto anche durante i pasti.

Per il resto, detto in precedenza quali sono i cibi da evitare, il primo consiglio dietetico utile a tutti i malati, è quello di mangiare molto lentamente per favorire la prima digestione, che avviene nella bocca. In questo modo il tempo di permanenza nello stomaco sarà breve ed il rischio di reflusso minore.

Reflusso gastroesofageo cosa mangiare

Sono da prediligere cibi di facile digestione ossia alimenti poco complessi e il più possibile naturali. Per esempio:

  • Cereali integrali
  • Per quanto riguarda quale frutta col reflusso gastroesofageo: si consigliano frutta e verdura fresche di stagione
  • Uova
  • Formaggi freschi e magri
  • Carni bianche
  • Pesce
  • Latte e yogurt magri o parzialmente scremati
  • Olio extravergine d'oliva, da preferire a crudo
Infine, in caso di reflusso gastroesofageo cosa bere? Si consigliano almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno e bevande vegetali non a base di agrumi.

Reflusso gastroesofageo: come mangiare

Inoltre, e vista la difficoltà nello stabilire uno stile dietetico uguale per tutti, diventa importante trovare il proprio regime alimentare personalizzato. Per trovare quello giusto gli esperti consigliano di utilizzare il diario alimentare.

Tenere il proprio diario alimentare vuol dire, semplicemente, annotare giorno per giorno l’ora e il contenuto di ogni pasto, compresi spuntini ed eventuali fuoripasto e annotando con precisione gli eventuali episodi di reflusso.

In questo modo sarà possibile eliminare gradualmente gli alimenti e/o le modalità di assunzione del cibo che inducono con maggiore facilità il reflusso. Si tratta di una tecnica che necessita di affinamenti successivi e non permette, di conseguenza, risultati immediati. Tuttavia si è dimostrata efficace in tempi accettabili.
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