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Carie

Carie
Curatore scientifico
Dr. Davide Andrea Macario
Specialità del contenuto
Odontoiatria e stomatologia

Cos’è la carie?

La carie è una patologia degenerativa dello smalto e della dentina dei denti, che si infiltra dalla superficie fino alla polpa dentale. Essa è causata da infezioni provocate dai microrganismi normalmente residenti nel cavo orale, in particolare da quelli adesi al dente, che formano la placca dentale.

I batteri della placca dentale producono acidi che attaccano lo smalto dei denti, soprattutto quando si consumano cibi o bevande zuccherine. La consistenza della placca dentale mantiene questi acidi a contatto con i denti, e nel tempo lo smalto può essere intaccato. Inoltre, la situazione peggiora quando la placca mineralizza e indurisce, originando il tartaro. L’insufficiente igiene orale e l’abbassamento delle difese immunitarie contribuiscono allo sviluppo della carie.

Poiché la carie attacca lo smalto, essa non si forma:

  • sugli impianti dentali, i dispositivi endossei che consentono l’installazione di protesi dentarie;
  • sulle faccette dentali, gli involucri applicati sulla superficie esterna del dente, spesso a fini estetici e come alternativa allo sbiancamento dei denti. In questo caso, è bene notare che la superficie del dente, soprattutto quella non coperta dalla faccetta, è esposta al rischio di carie.

Quali tipi di carie esistono?

Le carie vengono classificate in molti modi, in base al processo evolutivo, la posizione e la forma, la profondità e il tipo di lesione. Il seguente elenco non è esaustivo di tutte le tipologie di carie, ma in generale si possono distinguere due gruppi principali di carie:

  1. di solchi e fessure, sulle superfici di masticazione, generalmente di un dente molare (incluso il dente del giudizio) o premolare, oppure sulla parte posteriore dei denti anteriori;
  2. delle superfici lisce, lungo il margine gengivale, o nello spazio tra i denti, o dove due denti si toccano, se si forma la placca in quelle zone. Fanno parte di questo gruppo la carie cervicale e quella radiale, ad esempio. La prima si sviluppa al margine gengivale, la seconda quando la gengiva recede e si scopre la radice, oppure a seguito di malattie paradontali (comunemente note come piorrea).

Inoltre, in base al tipo di lesione si distinguono carie:

  • acuta/cronica;
  • secca;
  • recidiva/secondaria;
  • centrale;
  • dei denti di latte.

Cos’è la carie acuta/cronica?

La carie acuta è caratterizzata da una rapida evoluzione, nell’arco di pochi mesi, e il paziente avverte ipersensibilità dentaria. La carie cronica, invece, si sviluppa nel corso degli anni, su una superficie molto estesa, e assume colore nero.

Cos’è la carie secca?

La carie secca non incrementa nel tempo, rimane inattiva, ma va tenuta sotto controllo perché potrebbe divenire una carie attiva.

Cos’è la carie recidiva/secondaria?

La carie recidiva si sviluppa intorno ad un’otturazione, mentre la carie secondaria interessa un dente precedentemente otturato, ma non ha nulla a che fare con la carie che aveva originariamente coinvolto il dente.

Cos’è la carie dei denti da latte?

La carie dei denti da latte è una tipologia di carie che interessa i bambini. Oltre all’eccessivo consumo di zuccheri, un altro fattore di rischio sembra sia il prolungamento dell’allattamento (sia al seno sia al biberon) dopo la comparsa dei denti.

Come si previene la carie?

L’insorgenza della carie si previene:

  • praticando una corretta igiene orale, con l’utilizzo di uno spazzolino da denti di qualità (manuale o elettrico), con la corretta angolazione della testa e delle setole. L’attenta igiene orale è fondamentale per chi indossa un apparecchio fisso, poiché esso rende difficile eliminare i residui di cibi;
  • limitando cibi e bevande zuccherate;
  • utilizzando prodotti (dentifrici, vernice, chewing gum, farmaci) contenenti fluoro, poiché esso rafforza lo smalto. Tuttavia, un’eccessiva introduzione di fluoro può essere dannosa per le ossa e il sistema nervoso;
  • praticando la sigillatura dentale.

Le vernici al fluoro e la sigillatura dentale possono essere strumenti di prevenzione utili. La vernice forma uno strato di difesa per lo smalto; la sigillatura consiste nell’applicazione di un opportuno materiale sui denti per riempire le fessure e i solchi dei denti posteriori, poiché esse rendono più difficile la pulizia completa con lo spazzolino. Le prime possono essere applicate presso lo studio dentistico o autonomamente, le seconde sono effettuate solo presso lo studio dentistico.

Quali sono i sintomi della carie?

I sintomi principali sono:

  • mal di denti, soprattutto quando la carie è giunta in profondità;
  • sensibilità a cibi o bevande dolci, caldi, freddi;
  • dolore durante la masticazione.

Come si cura la carie?

Curare la carie nelle prime fasi è importante per non incorrere nello sviluppo di complicanze, quali l’ascesso dentale. In base alla complessità della carie, esistono diversi trattamenti:

  • se la carie ha interessato solo lo smalto e la dentina, si asporta il tessuto infetto, si disinfetta, e si sostituisce con materiale adatto;
  • se la carie ha interessato il tessuto pulpare, oltre a rimuovere il tessuto infetto e disinfettare, occorre rimuovere anche il nervo prima di procedere all’otturazione;
  • in caso di ascesso dentale, il dente deve essere completamente rimosso, e poi praticata l’otturazione.

L’otturazione del dente cariato è di fondamentale importanza per ripristinare l’integrità del dente, ed è importante che sia ben eseguita. Se mal realizzata, l’otturazione può causare una scorretta occlusione delle arcate dentarie, che a sua volta può causare problemi alle articolazioni temporo-mandibolari e, persino, alla postura. Il ramo dell’odontoiatria che studia e tratta i disturbi dell’apparato masticatorio è la gnatologia. Nei casi di malaocclusione delle arcate dentarie è consigliato l’utilizzo di un bite per denti.

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