Posizione del loto: i benefici e come si svolge

Elena Turrini

Ultimo aggiornamento – 29 Agosto, 2023

Ecco tutti i segreti della posizione del loto

Esistono svariate tipologie di posizioni meditative, tuttavia quando si immagina una persona che pratica la meditazione, la mente tende a immaginarla seduta nella posizione del loto. Ma perché accade ciò?

La ragione è piuttosto semplice: fra tutte le posizioni meditative, la postura del loto è quella che sintetizza ed incorpora tutti i benefici e le caratteristiche delle diverse posizioni, il che la rende perfetta per diverse pratiche, dallo yoga alla meditazione stessa.

In questo articolo vediamo tutti i benefici e i consigli per fare al meglio la posizione del fiore di loto.

Cos’è la posizione del loto

La posizione del loto affonda le sue radici nell'antica India ed è conosciuta con il nome di Padmasana, derivante dalla combinazione delle parole sanscrite "padma" (che significa “loto”) e "asana" (che significa “posizione”). Rappresenta una delle posizioni più rilevanti nello yoga e trae ispirazione dalla bellezza e dalla simbologia del fiore di loto, che rappresenta la stabilità sia a livello fisico che spirituale.

La posizione del loto è caratterizzata dall'incrocio delle gambe e dai piedi che trovano appoggio sulle cosce opposte, fino ad ottenere una stabilità perfetta del corpo, con un impatto significativo sulla salute fisica e mentale, oltre a facilitare la meditazione stessa.

Posizione del loto: i benefici

Ecco tutti i benefici della posizione del loto

  • Facilita la digestione.
  • Libera dalle tensioni muscolari.
  • Allevia i dolori mestruali e la sindrome premestruale.
  • Aiuta a mantenere in salute le articolazioni del bacino.
  • Promuove l’apertura delle anche.
  • Promuove l’allungamento della colonna vertebrale.
  • Contribuisce a rendere più flessibili le articolazioni e i legamenti.
  • Conduce ad uno stato di rilassamento profondo.
  • Promuove la circolazione negli organi pelvici.
  • Regolarizza la pressione sanguigna e il ritmo cardiaco.
  • Aumenta il tono muscolare dei glutei, delle cosce e della schiena.

Posizione del loto, come fare

Per coloro che si avvicinano per la prima volta a questa posizione o che hanno una limitata flessibilità degli arti inferiori, può essere estremamente faticoso mantenerla per un lungo periodo senza sforzo. Pertanto è consigliabile procedere gradualmente, iniziando facendo dello stretching e provando varianti meno faticose della posizione, poi, man mano che si acquisisce familiarità e si aumenta la preparazione, sarà possibile progredire verso la Padmasana completa.

È comunque importante fermarsi qualora si avvertisse una sensazione dolorosa perché potrebbe indicare un sovraccaricamento articolare o un allungamento muscolare troppo pronunciato.

Inoltre, se si dovesse provare disagio nello stare seduti a terra, un’opzione potrebbe essere quella di utilizzare un cuscino morbido su cui appoggiare i glutei. In commercio esistono anche degli appositi cuscini da meditazione che rappresentano l’alternativa più consona all’utilizzo. Questo servirà per abituare le anche ad un tipo di seduta che è completamente diversa dalla sedia a cui gli occidentali sono abituati.

Ecco come fare la posizione del loto nel modo corretto:

  • Il primo step consiste nel sedersi sul pavimento, su un tappetino o su un cuscino con le gambe stese in avanti e le braccia lungo i fianchi, cercando di mantenere il più possibile la schiena eretta. Questa posizione viene chiamata Dandasana (prende il nome da “danda” che significa “bastone”).
  • Si passa poi allo scioglimento delle spalle che va effettuato tramite sessioni di respirazione lenta.
  • Si procede poi portando il piede destro sulla la coscia sinistrae viceversa, aiutandosi con le mani. In questa fase è bene andare cauti e fermarsi qualora si dovesse avvertire del dolore. La posizione corretta prevede che i piedi risultino incrociati sulle cosce, con i talloni verso l’ombelico. 
  • Una volta che le gambe sono in posizione, ci si occupa dellemani: esistono tante varianti, ma la più comune è la Jnana-Mudra che consiste nell’avvicinare indice e pollice come per formare un anello, tenendo estese, ma morbide, le altre dita. 
  • Poggiare quindi i polsi sulle rispettive ginocchia tenendo i palmi verso l’alto e le dita distese che puntano il pavimento. Questa posizione delle mani, che nelle culture orientali viene chiamata “sigillo”, promuove il flusso energetico favorendo il rilassamento e il contatto con la coscienza profonda. 
  • Un'alternativa per le mani è rappresentata dal sigillo Anjali Mudra, ossia la classica posizione della preghiera che prevede l’unione dei palmi delle mani all’altezza del cuore.

Per quanto tempo va tenuta la posizione del loto?

In realtà non è possibile rispondere univocamente a questa domanda in quanto molto dipende dalla resistenza fisica di ognuno. Le persone che praticano yoga e meditazione con costanza, riescono a mantenere la posizione per svariate ore. Tuttavia, per chi è agli inizi, sono sufficienti una decina di minuti per volta e, man mano che si acquisisce resistenza e comfort, è possibile allungare il tempo di permanenza.

Posizione del mezzo loto

Per le persone meno allenate o che soffrono di particolari problemi articolari o muscolari tali da rendere difficile la Padmasana, c’è la possibilità di eseguire una variante più soft, ossia la posizione del mezzo loto (Ardha Padmasana in cui “ardha” significa “metà”).

La differenza con la posizione tradizionale sta nella posizione delle gambe e dei piedi. Mentre nella posizione loto i piedi risultano vicini e incrociati, nel mezzo loto una gamba rimane completamente adesa al pavimento, mentre l’altra poggia sopra.

Questo consente di porre meno carico sulle articolazioni e di mettere in atto un allungamento muscolare meno intenso.

Una ulteriore variante è la Sukhasana (che significa “posizione semplice”), in cui le caviglie si incrociano appoggiando a terra entrambi i piedi.

Elena Turrini
Scritto da Elena Turrini

Web Content Editor e SEO Copywriter, laureata in Economia e specializzata in Neurocopywriting e Storytelling aziendale. Negli anni ha coltivato la sua passione nei confronti della salute e della scienza frequentando vari corsi.

a cura di Dr.ssa Emiliana Meleo
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in Attività fisica

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