Perché siamo più attratti dai giochi retro (non si tratta solo di nostalgia)

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ultimo aggiornamento – 11 Giugno, 2024

Una ragazza gioca ad un vecchio videogioco retrò

Al giorno d’oggi, i giochi di ultima generazione e le console che supportano la realtà virtuale e quella aumentata permettono esperienze di gioco nel metaverso, segnando un progresso tecnologico significativo rispetto alla golden age. Tuttavia, negli ultimi anni, si è diffuso un fenomeno curioso: il retrogaming.

Questo termine, noto anche come "gioco vintage" o "retro", si riferisce alla riscoperta e alla riedizione di videogames per computer e console delle generazioni passate, principalmente degli anni Ottanta.

Tali videogiochi comprendono sia i titoli originali che quelli riprodotti su sistemi moderni, spesso mantenendo uno “stile retrò” che rispetta fedelmente grafica, gameplay, contenuti e meccaniche di gioco originari, caratterizzati da grafiche più semplici rispetto alla raffinatezza odierna.

Ma come mai questo tipo di giochi sta riscuotendo sempre più successo?

Il ruolo delle nostalgia nel retrogaming

Il retrogaming, nonostante l'avanzamento tecnologico dei giochi attuali, rappresenta un ritorno a esperienze di gioco più semplici e basilari, una sorta di regressione rispetto alle conquiste tecnologiche moderne (come spiegato da Bownman e Wulf, 2023).

Tutto ciò, però, è piuttosto controintuitivo: di solito, l'evoluzione tecnologica è lineare e orientata verso il futuro, difficilmente si torna indietro (ad esempio, nessuno tornerebbe mai ad utilizzare una cartina geografica al posto dell’apposita app installata su ogni smartphone).

Giocare al nostro videogioco preferito quando eravamo bambini ci riporta a momenti di leggerezza e divertimento: il cosiddetto “effetto nostalgia” dietro il successo del retrogaming è palese, ma non è l'unico fattore.

La nostalgia è uno “stato affettivo misto” che unisce emozioni positive (come gioia ed euforia) e negative (ad esempio paura, tristezza): queste sensazioni possono essere scatenate da stimoli esterni come odori, gusti, suoni o oggetti, o da stati emotivi legati a contesti specifici (Sedikides et al., 2015b).

Ricordare le esperienze di gioco passate può evocare ricordi e sentimenti spesso legati all'infanzia, al piacere di provare questo passatempo e alle sfide per acquisire nuove competenze (soddisfacendo bisogni psicologici intrinseci come l'autonomia, la competenza e la connessione sociale).

Inoltre, va anche sottolineato come i sentimenti di nostalgia aumentino la voglia di giocare e possono essere evocati anche da elementi specifici, non necessariamente dalla riproduzione esatta del gioco originale.

Un esempio emblematico può essere quello di "Pokémon Go", che mantiene la stessa meccanica di base della prima versione del 1996, aggiungendo elementi di realtà aumentata: la meccanica di gioco rimane inalterata, creando continuità con la versione originale.


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Secondo la teoria della discrepanza del sé di Higgins (1987), le persone hanno due rappresentazioni di sé: una che presenta le qualità che si crede di possedere (sé reale) e quella con gli attributi che desiderano (sé ideale).

Quando c’è una grande discrepanza tra queste due realtà, si tende a mettere in atto diverse strategie per diminuirla come, appunto, il ricordo degli eventi passati: provare nostalgia può avvicinarci al nostro sé ideale, fornendo un senso di continuità identitaria e connessione tra passato e presente.

Inoltre, è un antidoto alla solitudine e all'esclusione sociale, rafforzando le connessioni sociali e mitigando sentimenti negativi come noia o tristezza.

Non sono i controller o le console originali a regalare queste esperienze nostalgiche, ma il ritorno nello stesso spazio virtuale esplorato in passato che permette di rivisitare e mantenere la propria identità di giocatore: in altre parole, sono il gameplay e l'esperienza di gioco a evocare la nostalgia.

Non solo nostalgia

Il successo del retrogaming può essere legato non solo al sentimento che esso genera, ma anche ad un desiderio di semplicità e autenticità.

Un altro motivo comune per cui le persone sono attratte dai videogiochi più vecchi è l'assenza di microtransazioni, che offrono ai giocatori la possibilità di acquistare nuovi contenuti, aggiornamenti e funzionalità aggiuntive.

Esiste un gruppo consistente di giocatori che detesta le schermate invadenti e le meccaniche "pay-to-win" (dove vince chi acquista di più): si preferisce, quindi optare per i titoli più vecchi, che utilizzano metodi di monetizzazione tradizionali senza microtransazioni.

Sebbene sia possibile trovare giochi recenti privi di tali dinamiche, la maggior parte include più di un contenuto scaricabile aggiuntivo: questo porta molti giocatori a scegliere tra i giochi retrò e quelli sviluppati da creatori indipendenti, spesso optando per una combinazione di entrambi.

Nella complessità della vita moderna, il ritorno a esperienze di gioco più semplici e immediate offre un senso di sollievo e conforto; inoltre, questi giochi rappresentano un ponte tra passato e presente, permettendo di rivivere momenti felici dell’infanzia e di sentirsi nuovamente connessi con una parte di noi stessi che, a volte, sembra lontana.

Un joypad retrò

In questo caso, dunque, non si tratta di dover affermare quale epoca videoludica fosse la migliore, piuttosto si parla di un vero e proprio attaccamento a ciò che è familiare.

Molti adorano i giochi con cui hanno iniziato la loro carriera da videogiocatori, rendendo tutto questo simile a qualsiasi altra attività nostalgica.

Il retrogaming è una commistione di nostalgia e disillusione verso le pratiche di monetizzazione moderne: la mancanza di microtransazioni e la purezza dell'esperienza di gioco originale offrono un rifugio dai modelli economici aggressivi dei giochi contemporanei.

Giocare questi titoli non è solo un ritorno ai ricordi d'infanzia, ma anche una riaffermazione del valore di un'esperienza di gioco non contaminata.

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist
Scritto da Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione con un particolare focus sullo storytelling. Con quasi un decennio di esperienza nel campo del giornalismo, oggi mi occupo della creazione di contenuti editoriali che abbracciano diverse tematiche, tra cui salute, benessere, sessualità, mondo pet, alimentazione, psicologia, cura della persona e genitorialità.

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