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Fecondazione assistita

Fecondazione assistita
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos’è la fecondazione assistita?

Grande amica delle coppie che non possono o non riescono ad avere figli, la fecondazione assistita è, in generale, quell’insieme di pratiche che consentiranno loro di procreare. Si tratta quindi di metodologie che consentono di risolvere il problema per quelle coppie che, dopo vari tentativi di approccio sessuale, non riescono comunque a concepire della prole. 

Dopo anni di studio, si è potuti arrivare all’applicazione di diverse metodologie, tutte riconducibili ad un paio di applicazioni sul campo. Queste sono:

  • fecondazione in vitro ed embryo transfer che è realizzata esternamente al corpo della donna e fa sì che all’interno dell’ovulo venga direttamente introdotto uno spermatozoo;
  • fecondazione in vivo che, al contrario, avviene direttamente all’interno del corpo femminile e permette l’inseminazione tramite introduzione degli spermatozoi direttamente all’interno dello stesso, facilitando l’ovulazione per contatto diretto.

Si tratta di tecniche utili, ma che hanno diverse metodologie di approccio opposte, anche se tese, comunque, ad ottenere il medesimo risultato.

Come funziona la fecondazione assistita in Italia?

Allo stato attuale, l’Italia è il paese europeo con il maggior numero di donne che ricorrono a metodologie applicative di procreazione assistita. Nonostante spesso le tecniche utilizzate dipendano dall’età delle donne, in Italia nessuna legge ha messo dei paletti sull’età anagrafica di chi decide di ricorrere a tali tecniche. In tal senso, esiste in vigore oggi la legge 40 del 2004 che ha subito tuttavia diverse modifiche in corso d’opera che ne hanno cambiato l’attuazione.

Secondo la legge italiana, possono accedere a tali metodologie solo «coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi». Non vi è quindi alcun limite anagrafico, quanto più uno legato alla condizione biologica delle coppie: nonostante si parli di dati soggettivi, è quindi bene, prima di iniziare qualsiasi tipo di fecondazione, tener conto di patologie e stato di coloro i quali decidano di cominciare il trattamento.

Negli ultimi anni, si è tuttavia riscontrato un aumento dell’età media di coloro i quali decidono di ricorrere a tecniche di pma (procreazione medicalmente assistita), sia negli uomini che nelle donne.

Fecondazione assistita: come avviene?

Solitamente, le coppie vengono seguite a 360° dall’inizio sino alla fine del percorso che le porteranno diventare genitori.

In principio, viene realizzata un'anamnesi per definire una tabella di marcia introduttiva e da seguire durante la procreazione medicalmente assistita.

Da qui, si porta a punto la documentazione e si analizzano nel dettaglio i tempi necessari e le cose da fare. È chiaro che questa è la fase nella quale si sceglie anche quale delle due fecondazioni (in vivo o in vitro) sia quella più adatta ai futuri genitori, in base alla condizione biologica degli stessi.

A seguire, si procederà quindi con i dovuti atti di prelievo di ovuli (nel caso di fecondazione in vitro) o di inseminazione artificiale (nel caso di fecondazione in vivo). Diverse cliniche offrono inoltre la possibilità di effettuare una crioconservazione di ovuli e spermatozoi, in modo che possano essere utilizzati in un secondo momento.

Quando si ricorre alla fecondazione assistita?

La procreazione assistita può essere l’unica opzione per genitori con fattori gravi, di poter accedere alla fecondazione. È quindi la più chiara soluzione cui ricorrere nei casi in cui l’infertilità di coppia sia tale da precludere completamente qualunque genitorialità biologica naturale.

Per potervi accedere è necessario, tuttavia, avere la certificazione certa dell’infertilità di coppia, una situazione certamente difficile da accettare e che va elaborata con calma e tranquillità. 

Quali sono i costi per la fecondazione assistita?

Trattandosi di metodologie particolarmente innovative, nonché di temi molto delicati, è bene dire che le tecniche di pma presentano spesso dei costi elevati, anche perché, nei centri accreditati, sono molteplici le figure professionali implicate nel lavoro. In aggiunta a ciò, nel nostro paese, è spesso problematico ricorrervi, in quanto le liste di attesa rappresentano uno scoglio particolarmente arduo da superare.

Il rischio di essere chiamati anche dopo un anno è ben presente e a ciò si aggiunge il conto da pagare che, spesso, è davvero salato. Ogni regione ha, tuttavia, una particolare regolamentazione a tal senso e più o meno tutte, grazie al Sistema Sanitario Nazionale, prevedono una minima copertura attraverso il pagamento del ticket.

Tuttavia, i costi oscillano tra i 500 e 1.000 euro della fecondazione in vivo ai possibili 4.000 di una fecondazione Fivet.

Raccomandazione particolare, per chi fosse costretto a ricorrere ad un processo di PMA, è quella di rivolgersi a centri accreditati (ne esiste una lista validata dal Ministero della Salute), soluzione più consigliabile per essere certi di affidarsi a mani esperte.

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