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Alimentazione artificiale

Alimentazione artificiale
Curatore scientifico
Dr. Pasquale Potestà
Specialità del contenuto
Medicina generale

Cosa è l'alimentazione artificiale?

L’alimentazione artificiale (alimentazione parentale) è una modalità di somministrazione di sostanze alimentari in genere allo stato liquido, appositamente preparate, in persone che non sono più in grado di alimentarsi per vie naturali.

Quando ricorrere all’alimentazione artificiale?

Ci si può servire dell’alimentazione artificiale quando una malattia rende difficili le normali modalità di nutrimento. Spesso il ricorso all’alimentazione artificiale si rende necessario quando una persona non è più autonoma e autosufficiente.

Quando è il problema è la mancanza di appetito, invece, di solito la questione è di tipo psicologico e l’alimentazione artificiale non può portare alcun beneficio.

Perché ricorrere all’alimentazione artificiale?

Alcune malattie possono comportare malnutrizione e perdita di peso.
Il corpo non riceve abbastanza vitamine e sali minerali per mantenersi sano.
Per alcuni modificare la propria dieta non è sufficiente, soprattutto se la malattia comporta anche difficoltà a deglutire. Ecco che allora si può ricorrere al supporto dell’alimentazione artificiale.
Questi sono i vantaggi:

  • prevenire la perdita di peso
  • superare sensazioni di debolezza e stanchezza
  • mantenere sempre nel corpo la giusta quantità di liquidi
  • alleggerire la pressione del dover mangiare

Quali tipi di supporto nutrizionale esistono?

Principalmente vengono utilizzati due tipologie di sistemi per l’alimentazione artificiale:

  • la nutrizione enterale
  • la nutrizione parenterale periferica
  • la nutrizione parenterale centrale

Nutrizione enterale
L’alimentazione avviene attraverso un tubo inserito di solito nello stomaco o nell’intestino tenue.
È possibile anche che questo piccolo tubo venga fatto passare per il naso e per i muscoli dell’addome, attraverso la pelle.

Nutrizione parenterale
L’alimentazione è assicurata per via endovenosa attraverso un tubo che entra direttamente nel flusso sanguigno.
Questo metodo assicura nutrimento al corpo anche quando l’apparato digerente non funziona.

L'efficacia di questi trattamenti dipende dalle condizioni generali del paziente.
È possibile usufruire di supporti per l’alimentazione artificiale anche da casa, soltanto a condizione che ci sia qualcuno con sufficienti competenze per gestire la situazione. 

Nutrizione artificiale, quali sono i lati negativi?

Possono esserci inconvenienti e possibili complicazioni con qualsiasi tipo di supporto nutrizionale.
L'uso di un tubo per l’alimentazione può causare polmonite o infezioni.
La frequente rimozione del tubo dell’alimentazione può causare lesioni.
L’inserimento di un tubo nelle pelle può causare infezioni nei tessuti di tutto il sito.
L’interruzione dell'alimentazione artificiale ha come effetto più immediato la disidratazione.

Etica e nutrizione artificiale

L’alimentazione artificiale è legislativamente definita un trattamento medico ed è quindi rifiutabile da parte di ogni paziente.
 
A livello etico prima di avviare procedure di alimentazione artificiale bisogna:

  • assicurare al paziente l’autonomia decisionale
  • considerare i benefici che il trattamento può realmente portare al paziente
  • valutare che gli eventuali danni non siano superiori ai potenziali benefici
  • agire con giustizia, in maniera non discriminatoria nei confronti del paziente

Questi principi possono anche entrare in conflitto tra loro, generando importanti questioni etiche.

In casi in cui il paziente non è più in grado di decidere per sé, è necessario che qualcun altro lo faccia al posto suo. Può essere qualcuno direttamente indicato da lui oppure, in mancanza di segnalazioni, il parente più prossimo.
Solo in alcuni casi, i più delicati, il potere decisionale viene affidato direttamente ai giudici.
 
Tra i casi più delicati, di sicuro ci sono quelli in cui si ha a che fare con una malattia terminale.
Queste situazioni portano spesso i pazienti ad avere una diminuzione dell'appetito e generalmente si è portati a considerare la nutrizione artificiale come una cura strettamente necessaria.
Tuttavia, non vi è alcuna prova che la nutrizione artificiale prolunghi la sopravvivenza del paziente.
Dal punto di vista etico, è umano permettere la cessazione dell’alimentazione artificiale nei pazienti terminali? Molti sostengo di sì. La controversia coinvolge questioni culturali e religiose.
 
Ecco perché qualsiasi decisione circa l’alimentazione artificiale richiede un'attenta riflessione da parte di ogni soggetto in causa. Il paziente deve sempre avere sufficienti informazioni per essere in grado di prendere una decisione davvero informata e consapevole.
È importante perciò sapere che l’alimentazione artificiale:

  • è una terapia medica somministrata su indicazione medica
  • le procedure necessarie non danno garanzia di successo e possono comportare notevoli rischi
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