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Derivati xantinici

Curatore scientifico
Dr.ssa Carmela Loredana Balice
Specialità del contenuto
Medicina generale

Che cosa sono i derivati xantinici?

I derivati xantinici sono agenti che assomigliano alle xantine naturali come:

  • la caffeina;
  • la teobromina;
  • il metilxantine.

Come agiscono i derivati xantinici?

Le principali azioni farmacologiche delle xantine sono l'inibizione della fosfodiesterasi presente nel tessuto, che aumenta i livelli cellulari di AMP ciclico mediante l'inibizione della sua ripartizione e del metabolismo.

Le xantine sono anche gli antagonisti del recettore dell'adenosina.

Per cosa si utilizzano i derivati xantinici?

Le azioni dei derivati xantinici possono essere importanti per i loro effetti sull'albero bronchiale, con conseguente rilassamento della muscolatura liscia.

I derivati xantinici sono quindi principalmente usati per il sollievo di broncospasmo causato da asma o malattia polmonare ostruttiva cronica. La xantina più utilizzata in questi casi è teofillina.

Le xantine svolgono anche altre attività mediate dai loro effetti sulle diverse fosfodiesterasi del tessuto, incluse l'inibizione della funzione piastrinica e la vasodilatazione arteriosa.

Queste attività possono trovare un potenziale utilizzo nella prevenzione della trombosi arteriosa e, quindi, nella prevenzione dell'infarto miocardico e dell'ictus.

La vasodilatazione causata dalle xantine è stata utilizzata per il trattamento della claudicatio intermittes (pentossifillina).

Le xantine possono anche stimolare il muscolo, le cellule cardiache e i neuroni.

Quali sono gli effetti collaterali delle xantine?

Le xantine possono causare una lieve diuresi.

Le xantine hanno inoltre diversi effetti collaterali minori come:

  • ansia;
  • nervosismo;
  • tremori;
  • mal di testa;
  • vertigini.

Queste sostanze tuttavia sono in gran parte ben tollerate nelle dosi usate per il trattamento di asma e bronchite cronica.

Le xantine molto raramente possono causare danno epatico indotto da farmaci; la maggior parte dei casi sono però lievi e dovuti a una reazione da ipersensibilità o al sovradosaggio.

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