Contrazioni in gravidanza: come riconoscere quelle del travaglio attivo

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 28 Novembre, 2022

Contrazioni in gravidanza: tutto quello che c'è da sapere

Le contrazioni uterine in gravidanza, si manifestano come spasmi, tensioni e indurimenti dell’addome.

Queste contrazioni da parte dei muscolo uterini sono presenti durante tutta la gravidanza in maniera impercettibile, diventando sempre più percepibili man mano che ci si avvicina al momento del parto.   

Se nei primi mesi si manifestano con scarsa frequenza e intensità, nella fase finale del travaglio diventano regolari e frequenti, intense e dolorose, per permettere la nascita.

Le contrazioni che avvengono ad inizio gravidanza sono indolore e non percepite dalla mamma perché servono per far crescere il muscolo uterino e, come qualsiasi altro tipo di muscolo, per crescere ha bisogno della contrazione e del rilascio.

È importante, dunque, conoscerne e riconoscerne i sintomi, per distinguere le varie contrazioni comprese quelle preparatorie e quelle dilatatorie del travaglio attivo.

Sappiamo bene come la gravidanza sia un momento molto bello e particolare ma anche molto delicato, in cui la donna può sentirsi fragile e insicura, soprattutto se alla prima esperienza. 

Una delle prime domande che frulla per la testa di tutte le future mamme riguarda proprio le contrazioni: quando sono il segnale che è ora di andare in ospedale per partorire? Lo vediamo in questo articolo.

Cosa sono e quali sono le contrazioni in gravidanza

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Le contrazioni in gravidanza sono dei movimenti muscolari uterini o "contrazioni uterine" involontarie

In pratica, sono spasmi o tensioni dei muscoli dell'utero, percepite a livello del ventre, che si contrae contraggono e si rilassa rilassano in modo spontaneo per alcuni secondi o minuti, a seconda della loro natura. 

Infatti, le contrazioni possono arrivare in diverse fasi della gestazione, a rappresentare momenti ben distinti tra loro che è bene riconoscere. 

Le contrazioni precoci nelle prime settimane di gravidanza

Le contrazioni precoci si verificano prima della 26ma settimana e possono essere fisiologiche. Sono leggermente fastidiose, possono assomigliare a dei piccoli doloretti alla zona pelvica e derivano dalla crescita uterine. 

Generalmente, le mamme non le identificano come contrazioni e spesso non vengono neanche percepite.  

Le contrazioni nel secondo trimestre di gravidanza

Le contrazioni uterine, di solito, si incominciano ad avvertire alla fine del secondo trimestre perché l’utero subisce molteplici modificazioni.

In questo momento possono verificarsi delle lievi contrazioni circoscritte ad un periodo della giornata (solitamente la sera), durano poco, sono irregolari e indolore. Queste sono le contrazioni preparatorie e servono per rafforzare la muscolatura uterina e stimolare lo sviluppo sensoriale del feto.

Devono però essere distinte dalle vere e proprie contrazioni uterine dove c’è presenza di dolore, hanno una regolarità, non sono circoscritte ad un momento della giornata e sono durature. Questo tipo di contrazione può portare ad un parto pretermine (pima della 37esima settimana).

In questa fase possono essere contrazioni preparatorie, dipendere da fattori fisiologici, dagli spostamenti del feto nell'utero, dalla carenza di riposo o anche dal rischio di parto pretermine o prematuro che avviene prima della 37ma settimana di gravidanza.

Tuttavia, in presenza di questo rischio si possono osservare alcuni segnali:

  • perdita di sangue e liquidi 
  • pressione nella zona pelvica
  • dolore sordo nella parte bassa della schiena;
  • crampi tipici del ciclo mestruale.

Le contrazioni di Braxton Hicks

Dal nome del medico John Braxton Hicks che le individuò e le analizzò nel 1872, queste contrazioni preparatorie possono comparire fin dal secondo trimestre di gravidanza per diventare più percepibili e intense nelle ultime sei settimane come spasmi addominali di breve durata e a intervalli irregolari, non regolari e circoscritti ad un moemnto della giornata. 

Queste contrazioni sono tipiche della fase di preparazione al parto, identificate come una sorta di allenamento dell’ utero. 

A breve, vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche di queste contrazioni e come si distinguono da quelle vere e dilatatorie.

Sintomi delle contrazioni preparatorie 

Questo tipo di contrazioni in gravidanza compare spontaneamente per preparare il corpo al travaglio e al parto, e si distingue per alcune caratteristiche che le rendono ben riconoscibili:

  • il dolore si concentra sull’area addominale ma non è intenso come quello delle contrazioni da travaglio attivo ;
  • possono accompagnarsi all’indurimento del pancione;
  • sono sporadiche e irregolari, non ravvicinate;
  • hanno durata variabile inferiore ai 30-60 secondi;
  • non aumentano di intensità;
  • non provocano l’accorciamento e la dilatazione del collo dell’utero;
  • scompaiono da sole, gradualmente. 

Le contrazioni preparatorie, sono fisiologiche servono per allenare l’utero e prepararlo al parto e stimolare il feto e non devono creare falsi allarmi, purchè esse non siano dolorose e non siano continue: non c’è bisogno di andare in ospedale. 

Tuttavia, nel caso ci si voglia rassicurare, è possibile cercare un confronto con il proprio medico.

Gli spasmi uterini possono capitare anche a causa di altri fattori: cambio di posizione, vescica piena, come conseguenza dei movimenti del bambino, stimolo sessuale, mancanza di riposo, urti involontari. Questi fattori assolutamente non portano a delle contrazioni uterine vere, ma solo a spasmi del muscolo uterino che passa dopo poco tempo.

Anche se il dolore delle contrazioni preparatorie non è paragonabile a quello delle contrazioni da travaglio vero, la sua intensità dipende sempre dalle caratteristiche della persona: peso e costituzione, tolleranza del dolore.

Come vedremo a breve, nei prossimi paragrafi, le contrazioni vere, quelle che si sperimentano durante il travaglio attivo, tendono a essere più dolorose e si ripetono a intervalli sempre più regolari. La frequenza e l’intensità aumentano nelle ultime fasi della gestazione.

Come far passare la contrazioni preparatorie

Solitamente le contrazioni preparatorie si attenuano da sole, altrimenti si possono osservare alcuni accorgimenti:

  • cambiare posizione;
  • camminare; 
  • stendersi su un fianco;
  • fare un bagno rilassante o bere una tisana calda; 
  • controllare la respirazione.

Contrazioni dilatatorie

Queste contrazioni sono le contrazioni che la donna avverte al momento del travaglio attivo (per travaglio attivo si intende quel momento con contrazioni regolari per durata, frequenza e intensità con una dilazione della cervice uterina a 5 cm).

Questo tipo di contrazione intensa e profonda con un tipo di dolore non più localizzabile dalla donna porterà alla nascita e alla fase espulsiva. Le contrazioni Dilatanti sono fisiologiche se arrivano dopo la 37ma settimana di gestazione. 

Sono di solito precedute da contrazioni irregolari per frequenza, durata e intensità. Il tipo di dolore è localizzato al basso ventre e nella zona lombare, che sono identificate nella fase latente del travaglio e servono per permettere la modificazione della posizione, della consistenza e della lunghezza della cervice uterina.

Come riconoscere le contrazioni del parto 

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Quelle del travaglio attivo sono le contrazioni che indicano l’avvicinarsi del parto. Questo genere di contrazioni in gravidanza coinvolge tutte le fibre dell’utero e modifica il collo dell’utero che diventa:

  • sempre più corto fino ad appianarsi completamente e a scomparire;
  • più morbido a livello tissutale;
  • dilatato;
  • posizione centrale del collo uterino .

Sintomi delle contrazioni da parto 

Bisogna fare chiarezza perché le contrazioni prodromiche o della fase latente del travaglio sono comunque contrazioni che portano ad una dilatazione e a modifiche del collo uterino, sono dolorose e irregolari per frequenza, durata e intensità e via via che si arriva al travaglio attivo (quindi ai 5 cm) le contrazioni diventano sempre più regolari per frequenza, durata e intensità e il dolore non è più localizzabile.  

Le contrazioni vere, quelle da travaglio, sono dolorose e regolari. Si riconoscono per alcune caratteristiche

  • ritmicità nella frequenza: si presentano a intervalli regolari (ogni 10 minuti)  nella fase attiva le contrazioni sono più o meno ogni 3 minuti e durano 1 minuto. Si dice 3 contrazioni in 10 minuti. 
  • durata: mantengono sempre la stessa durata (40-60 secondi)
  • omogeneità dell’intensità: coinvolgono tutta la struttura dell’utero e aumentano di intensità.

Contrazioni pre parto, come alleviare il dolore 

Per attenuare il dolore ci si può affidare ai consigli condivisi anticipatamente dallo specialista ginecologo o ostetricia. 

Tra gli accorgimenti che possono aiutare:

  • fare una doccia calda che duri 20 minuti o più ad immersione o puntando il doccino sull’addome;
  • assumere la posizione con le gambe divaricate;
  • ruotare il bacino;
  • camminare, cambiare spesso movimento;
  • utilizzare la voce e il respiro;
  • utilizzare la musica e la lavanda. 

Ecco una sintesi dei segnali da osservare per capire quando è il momento di andare in ospedale:

  • contrazioni forti e regolari che si intervallano ogni 3 o 4 minuti, della durata di 40 – 60 secondi;
  • dolore persistente alla pancia e alla parte lombare della schiena;
  • sanguinamento abbondante 
  • se non si sentono i movimenti fetali 

Infine, quando si rompono le membrane si deve sempre andare in ospedale, se si è deciso di partorire in ospedale con tempistiche diverse in base al tampone GBS fatto a 36 settimane e al colore del Liquido, ma potrebbe accadere che il sacco si rompe senza la presenza delle contrazioni. I due fenomeni non sono necessariamente collegati. 

In ogni caso, nella fase di travaglio attivo è raccomandato andare in ospedale.

Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Letizia Samantha Zeverino
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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