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5 segnali che ti preoccupi troppo

Ultimo aggiornamento – 22 giugno, 2016

Preoccupazione e ansia
Indice

Per molti di noi, lo stress di base e la preoccupazione occupano la quasi totalità della giornata.

Secondo una recente ricerca della Liberty Mutual Insurance, il 38% delle persone rimane in uno stato di preoccupazione per tutto il giorno. Questa emozione, accompagnata dalla rabbia, alimenta la nostra risposta allo stress, creando una serie di problemi nella nostra vita. Si erodono le nostre capacità di agire bene sia a casa che al lavoro.

Troppa preoccupazione può rivelarsi anche fatale. Infatti, la prossima volta che sentirete qualcuno dire: “Il mio lavoro mi sta uccidendo!”, forse potrebbe anche non scherzare del tutto.

Fortunatamente, è possibile costruire una corazza di resilienza per proteggere noi stessi dagli eventi stressanti e dalle reazioni tossiche provocate da essi.

Ecco di seguito i cinque segni che indicano che ci preoccupiamo troppo, e come fare a compensare la preoccupazione prima che diventi una spirale, un cane che si morde la coda:

Siamo sempre in tensione per una minaccia futura

È probabile che si abbia sviluppato l’abitudine di reagire a eventi con l’ansia. Questo tipo di comportamento è chiamato “timore di minaccia futura“. Questo collegamento mentale domina il nostro pensiero, si tende a interpretare tutto come un potenziale problema. Siamo costantemente in tensione per le minacce e così siamo costretti a diventare dei perenni preoccupati.

Come correggersi: separare l’emozione di ansia da quello che succede nella vita. Si tratta davvero di uno scenario pessimo o stiamo catastrofizzando? Non confondiamo con l’ansia la vera causa di preoccupazione.

Risulta impossibile dormire

Poco sonno significa cattivo funzionamento emotivo, che conduce a più stress e che quindi porta a dormire ancora peggio. Si crea un circolo vizioso.

Come correggersi: rompiamo il ciclo spostando le ore di sonno di almeno a un’ora. Trasformiamo la notte in un rifugio sicuro, lontano dagli stress quotidiani. Invece di stare sul nostro telefono fino a quando i nostri occhi non si chiudono, stiamo tranquilli e rimuoviamo le distrazioni e la tentazione. Ci sentiamo in colpa perché ci stiamo rilassando? Pensiamo che un adeguato riposo pone le basi per un corretto funzionamento delle nostre attività giornaliere, in modo tale da affrontare al meglio le sfide della vita la mattina successiva. Diamoci il permesso di spegnere sia il telefono che il cervello. Ricordate: il sonno non è sacrificabile.

Non si riesce a scrollarsi di dosso un’irritazione

Abbiamo tutti sentito quella sensazione fastidiosa dopo un incontro sgradevole. Le scosse di assestamento di una conversazione acida possono essere di lunga durata: riviviamo nelle nostre menti quello che è successo, chiedendoci che cosa avremmo potuto fare in modo diverso, riproduciamo il trauma, e ci diamo le probabili risposte che invece in quel momento non ci sono venute in mente.

Come correggersi: in primo luogo, alzarsi e muoversi. Quando si rimane intrappolati in modalità di riproduzione, lasciamo l’ufficio, o il posto in cui ci troviamo e facciamo una breve passeggiata. Si torna alla propria scrivania con la sensazione di essere più forti e rinfrescati. Quando si è liberi da una mente stressata, si è anche liberi di prendere decisioni migliori.

Poi, si preme il pulsante di reset, e si analizza la realtà a mente fredda: la situazione si presentava così difficile come pensavamo davvero? Vale la pena andare incontro a questa ansia? Le risposte, il più delle volte, portano a un no.

Ci si sente risentiti

Ci si aspetta sempre che le altre persone ci leggano la mente. Questa è una ricetta assicurata per la delusione. Si è presi in quella che gli psicologi chiamano una “Trappola della Lettura della mente” e crea tutti i tipi di disaccordi e risentimenti che via via crescono, perché le nostre aspettative non sono realistiche.

Come correggersi: basta aspettarsi che le altre persone intuiscano le nostre esigenze. Invece, iniziamo a chiedere aiuto. Se ci sentiamo fuori controllo o fuori dal giro, parliamo. Prendiamo il controllo della nostra comunicazione.

Siamo spesso sommersi dai sensi di colpa

Siamo sicuri di meritarci un aumento, ma poi ci chiediamo se il nostro capo potrebbe infastidirsi? Quando la colpa è una nostra emozione di default, vediamole cose, anche positive, attraverso una lente preoccupata, e ci sentiamo come se avessimo violato i diritti di qualcun altro.

Come correggersi: sfidiamo il pensiero. Questo sentimento è giustificato o ci stiamo fissando su qualcosa che non c’è? Chiediamoci: “Cosa penso di dovere a questa persona? E cosa si aspetta da me?“.

Smettiamola di preoccuparci, quindi, per le sciocchezze e, anche se il problema ha una certa entità, a tutto c’è una soluzione.

 

 

 

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