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Contrarre l’AIDS: si può attraverso la manicure?

Benedetta Borzillo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 19 Dicembre, 2014

Contrarre l’AIDS: si può attraverso la manicure?

È il primo caso al mondo: una ventiduenne brasiliana sembra aver contratto l’AIDS con la manicure. Come? Sarebbe bastato aver condiviso dieci anni prima gli strumenti per la manicure con la cugina sieropositiva. La ragazza è risultata sieropositiva un anno fa. Voleva donare il sangue, ma durante gli accertamenti è emersa la terribile realtà. Il punto è che non aveva mai corso alcun rischio di contrarre il virus.

Quali sono i fattori di rischio del virus HIV?

Di tutti i fattori di rischio, pare che la giovane donna non ne temesse uno:

  • pratiche sessuali a rischio: ma la ragazza era vergine;
  • partner sieropositivi: il fidanzato storico è risultato negativo al test per HIV;
  • trasmissione madre-figlio in gravidanza: la madre è sana;
  • trasfusioni: mai ricevuto trasfusioni;
  • interventi chirurgici: nessun intervento nella storia clinica della ragazza;
  • piercing, tatuaggi: ma la ragazza non aveva né piercing né tatuaggi.

Una bugiarda? I ricercatori hanno investigato a fondo nella vita della giovane brasiliana e dei suoi congiunti, e davvero l’unica possibile occasione di contagio sembra essere stata quella maledetta manicure.

Senza altre piste da seguire, i ricercatori hanno sequenziato il virus delle due cugine. Hanno scoperto che i due virus erano imparentati: avevano un antenato comune, peraltro databile all’epoca di quella manicure. Quando la ragazza aveva 12 anni e la cugina appena 17.

La manicure è un comportamento a rischio?

Nonostante l’assurdità della situazione, la probabilità che le due ragazze si siano contagiate in questo modo è altissima. Questo però non significa che la manicure sia in sé un comportamento a rischio: contrarre l’HIV con la manicure resta un caso limite, più unico che raro.
Ricordiamoci che la fonte del contagio, la cugina diciassettenne, era allora senza cure e perciò estremamente contagiosa: quando un paziente è in terapia antiretrovirale, ha una carica infettiva ridotta e anche la trasmissione del virus è difficile.

Una storia unica, nel suo genere. Ma ci ricorda che fare il test per l’HIV è un dovere, anche se si è certi di non avere mai corso rischi. Sono tante le persone infette che non sanno di esserlo: nel Regno Unito, si stimano in almeno 26.000; negli USA, non meno di 170.000 persone.

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