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Ansia, depressione e malattia di Crohn: esiste un legame?

Redazione

Ultimo aggiornamento – 20 Novembre, 2019

Ansia, depressione e malattia di Crohn: esiste un legame?

In collaborazione con AMICI Onlus, Associazione nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino.


Intervista alla dr.ssa Alessandra Tongiorgi – psicologa. 


Quando si soffre di una malattia infiammatoria cronica dell’intestino (come la malattia di Crohn), ogni giorno si deve fare i conti con una serie di sintomi e disturbi che possono, inevitabilmente, condizionare la serenità emotiva del paziente.

Per questa ragione, è importante affidarsi alle giuste guide, come Specialisti e Associazioni, in grado di consigliare e supportare in caso di bisogno.

AMICI Onlus si pone come un valido strumento per i pazienti e i familiari (caregiver), fornendo un aiuto concreto e “progetti di supporto psicologico gratuito in diversi centri di cura italiani, campagne di sensibilizzazione come “Invisible Body Disabilities”, realizzate per infrangere il muro di silenzio attorno ai pazienti affetti da MICI“.

Da pochi mesi, assieme a Pazienti.it, l’Associazione mette a disposizione di tutti gli Associati un primo videoconsulto gratuito con alcuni dei professionisti, tra i massimi esperti in IBD, che fanno parte del Comitato Scientifico dell’Associazione stessa.

Abbiamo, quindi, intervistato la dr.ssa Alessandra Tongiorgi – psicologa, che fa parte del progetto, cercando di rispondere assieme a lei a degli interrogativi comuni dei pazienti che si trovano a gestire le loro emozioni.

Ansia e depressione rappresentano fattori di rischio per il Crohn?

Nelle persone con MICI, ansia e depressione sono maggiori rispetto alla popolazione generale. Si può ipotizzare, essendo questa situazione comune a molte altre malattie croniche, che sia una conseguenza della condizione di malattia.

Ansia e depressione aggiungono, però, ulteriore sofferenza alla persona con cronicità e sottraggono energie che potrebbero essere spese sia per la cura che per vivere una vita soddisfacente, per cui devono assolutamente essere affrontate.

Quale consiglio dà per gestire le emozioni, in questi casi?

Per prima cosa, è importante capire se ansia e depressione sono tali da ritenere di essere in presenza di patologia psichica o, invece, si tratta di stati d’animo di tristezza e preoccupazione (o stress) che fanno parte delle reazioni normali alle difficoltà della vita.

Per capire questo, è necessario confrontarsi con uno specialista (psicologo o psichiatra, da evitare altre figure non adeguatamente formate) che, in caso di reazioni patologiche, può suggerire un trattamento psicoterapeutico e/o farmacologico a seconda dei casi e della volontà del paziente.

Tuttavia, essendo l’apparato digerente estremamente sensibile alle emozioni, è possibile che alla patologia cronica si sovrappongano sintomi causati dall’ansia, come nel caso dell’intestino irritabile.

Quali tecniche possono aiutare?

Utili in questo secondo caso anche (oltre al confronto con gli specialisti della psiche) tecniche di rilassamento e di gestione dello stress, come il Training Autogeno, lo Yoga e la Mindfulness.

Molto utile può, infine, essere il confronto con altre persone con le stesse problematiche partecipando a gruppi di auto aiuto, meglio se condotti da uno psicologo, o attraverso l’Associazione di persone con MICI.


L’iniziativa ha ottenuto il contributo dell’azienda farmaceutica GIULIANI, che ha accolto la richiesta di sostenere l’Associazione nelle sue attività di assistenza ai malati e alle loro famiglie, mettendo a disposizione GRATUITAMENTE il primo videoconsulto per tutti i soci di AMICI Onlus in regola col pagamento della quota d’iscrizione.

** Il costo del secondo videoconsulto si riferisce solo alla gestione della piattaforma: AMICI Onlus e i medici non percepiscono alcun compenso da questo servizio.

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