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Arsenico nei cereali dei bambini e nell’acqua potabile: è un rischio reale?

Ultimo aggiornamento – 29 aprile, 2021

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L’arsenico è una sostanza pericolosissima, le cui caratteristiche nocive erano già note molti secoli fa. Infatti, non è necessario essere un chimico per capire che questa sostanza è velenosa.

Nel XIV-XV secolo la famiglia dei Borgia era salita alle cronache per il suo ricorrere spesso a questa sostanza per eliminare i suoi nemici. Nel ciclo alimentare, l’arsenico è presente nelle falde acquifere e per questo va a finire sulle nostre tavole.

Recentemente, alcune notizie hanno riportato come questa sostanza sia presente nei cereali per bambini a base di riso. Gli studi che sono stati condotti sulla tossicità dell’arsenico sono sempre stati fatti su gradi dosi, somministrate per lunghi periodi, ma cosa potrebbe accadere se le dosi fossero minori, ma il tempo altrettanto lungo?

Quando è veramente necessario iniziare a preoccuparci per le dosi che i nostri bimbi assumono con i cereali, l’acqua e i succhi di frutta?

Per capirlo, andiamo prima a vedere come questa sostanza riesca a entrare in contatto con questi cibi. Quando si parla di arsenico si può parlare di forma organica e inorganica. Il primo è presente in natura ed è idrosolubile e può essere assorbito dalle radici delle piante. Quello organico, molto meno tossico, si trova nei frutti di mare.

La Food and Drug Administration (FDA) ha proposto di fissare a 100 ppd (parti per miliardo) il livello di arsenico nei prodotti per bambini che contengano cereali di riso. Circa la metà dei prodotti in commercio si è dimostrata essere al di sopra di questa soglia, ma non sembra che ci sia comunque da preoccuparsi. I livelli di arsenico sono ben più alti nei succhi di frutta, ma ciò è dovuto all’uso di pesticidi contenenti arsenico usati nei frutteti.

Il problema della concentrazione di arsenico nel riso è dovuta al fatto che per la sua coltivazione è necessario un uso abbondante di acqua. Il riso bianco, quello dove si toglie la parte del rivestimento esterno, ha livelli più bassi di arsenico. Ma purtroppo questa problematica è quasi sempre colpa di usi intensivi di pesticidi che hanno contaminato il terreno.

Fortunatamente, anche se sembra inevitabile l’esposizione all’arsenico, questo non si accumula nel corpo umano e viene espulso in poche ore. Quello che non viene espulso si concentra in capelli, unghie, pelle e in dosi minori in ossa e denti. Diventa pericoloso in caso di esposizione prolungata che porta a problemi come diabete, malattie cardiache, e problemi ai vasi sanguigni e al sistema nervoso. Crea anche problemi alla gravidanza e allo sviluppo del feto.

Interessante è uno studio del 2012 condotto a Dortmouth. Si era visto come i bambini che consumavano grandi quantità di riso avessero i livelli di arsenico nelle urine molto alti. Lo stesso studio compiuto nel 2016 ha confermato questi risultati. Tuttavia, si sono studiati poco gli effetti negativi sulla salute di concentrazioni di arsenico a questi livelli.

Infatti, gli studi ci parlano soltanto di bambini con alte concentrazioni di arsenico che vivono in zone dove ce ne sono grandi quantità nell’acqua potabile, dove si sono riscontrate riduzioni nel tasso d’intelligenza. Uno studio della Mailman School of Public Health della Columbia ha riscontrato un problema simile anche nei bambini americani, ma con l’assunzione di arsenico in quantità inferiori ai 5 mg per litro. Ciò ha fatto sì che il livello accettabile di arsenico sia stato fissato a 10 mg/L.

Per cercare di arginare le problematiche che questo può portare nei bambini è quindi consigliabile di limitare i prodotti a base di riso per i neonati ed integrare la sua alimentazione con l’assunzione di altri grani.

Quali sono i rischi legati all’assunzione dell’arsenico?

Abbiamo visto come questa sostanza possa essere pericolosa se assunta in dosi eccessive. Le patologie connesse con l’arsenico sono il cancro a pelle, polmoni, vescica e rene, ma anche l’ipercheratosi ed altri problemi di pigmentazione. Oltre che ingerito, l’arsenico crea problematiche anche se inalato per lunghi periodi di tempo. Se associato al fumo di tabacco ne è stato evidenziato un potenziamento del rischio di tumore al polmone. Tra i suoi effetti negativi c’è anche la possibilità di causare danni clastogenici alle cellule.

L’ingestione di gradi dosi di arsenico provoca problemi gastrointestinali, disturbi cardiovascolari e del sistema nervoso e culminano con la morte. Se si riesce a sopravvivere restano depressioni del midollo osseo, emolisi, epatomegalia, melanosi, polineuropatia e encefalopatia.

La malattia di Blackfoot, una malattia vascolare periferica grave, è stata riscontrata a Taiwan in persone che erano state esposte a cronica intossicazione da arsenico.

Attenzione quindi ad entrare in contatto con la sostanza!

 

 

 

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