Cancro: l’aspirina potrebbe aiutare i farmaci per combatterlo

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Andrea Salvadori
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Data articolo – 07 Settembre, 2015

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L’aspirina per aiutare a combattere il cancro. Il farmaco antinfiammatorio più comune e più conosciuto al mondo potrebbe essere adatto ad aumentare l’efficacia delle cure antitumorali.

È proprio questo che sostengono i ricercatori del Francis Crick Institute nel loro studio appena pubblicato su Cell. Il team assicura di avere le prove che l’aspirina può aiutare l’immunoterapia a scovare i tumori e farli aggredire dal sistema immunitario dell’organismo.

La ricerca

Gli scienziati sono riusciti a dimostrare che le cellule neoplastiche della pelle, della mammella e dell’intestino producono alti livelli della sostanza chimica prostaglandina E2, che tende a smorzare la risposta immunitaria nascondendo, di conseguenza, il tumore.

Secondo quanto emerso dallo studio, alcuni farmaci come l’aspirina sarebbero in grado di cambiare i meccanismi chimici all’interno delle cellule malate che portano alla produzione di prostaglandina E2.

Futuri approfondimenti

Come sempre, ulteriori test si renderanno necessari per confermare questi primi positivi risultati.

Gli stessi autori dello studio affermano di essere “ancora molto lontani da ricerche sui pazienti. Siamo davanti a una ricerca preclinica, ma quello che vorremmo fare ora è impostare uno studio clinico per dimostrare formalmente che questo può accadere anche negli esseri umani. I risultati sono entusiasmanti, nel contesto di un rinnovato interesse per l’immunoterapia. Certo, quello che abbiamo scoperto non è una rivoluzione, ma un’evoluzione che ci potrebbe aiutare a cercare di ottenere un tasso di remissione ancora maggiore dalla malattia tumorale”.

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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