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Migliori abilità visive potrebbero essere un primo sintomo di autismo

Ultimo aggiornamento – 17 Giugno, 2015

Secondo un recente studio, pubblicato dalla rivista Current Biology, i bambini autistici presentano abilità visive migliori rispetto agli altri bimbi nella primissima infanzia, ancor prima della comparsa dei sintomi clinici tipici della patologia.

Più precisamente, i risultati dello studio mostrano come i bambini che godono di una maggiore capacità visiva all’età di 9 mesi mostrano poi molti sintomi riconducibili all’autismo tra i 15 mesi e i 2 anni. Secondo i ricercatori, è possibile che esista un legame tra queste particolari capacità relative alla vista mostrate dai bambini e una maggiore probabilità di sviluppare l’autismo.

Lo studio

In particolare, i risultati dello studio suggeriscono come i cambiamenti nella percezione costituiscano una caratteristica fondamentale del disturbo autistico: questa è una grossa novità in quanto la maggior parte degli studi condotti fino ad ora ha sempre evidenziato concetti come difficoltà di linguaggio e di interazione sociale.

La dott.ssa Teodora Gliga, autrice della ricerca, e il suo team del Babylab, struttura del Centre for Brain and Cognitive Development di Birkbeck, University of London, approfittando del fatto che i neonati orientano spontaneamente lo sguardo su ciò che spicca in una scena visiva, hanno analizzato le capacità percettive dei piccolissimi.

Durante l’esperimento, l’equipe della Dott.ssa Gliga ha studiato le caratteristiche di 82 bambini. Tra questi 82 piccoli, 37 bimbi mostravano un alto rischio di sviluppare l’autismo perché ai loro fratelli erano già stata diagnosticata la malattia.

Nel corso dello studio, i ricercatori hanno utilizzato un oculometro per registrare la direzione dello sguardo dei bambini mentre venivano presentate delle lettere su uno schermo. Inoltre, gli scienziati hanno anche studiato le caratteristiche dei fratellini più piccoli ricercando sintomi di autismo a 9, 15 mesi e ai 2 anni di età usando metodi di screening tradizionali.

I risultati dello studio, confermando gli esiti di precedenti ricerche, suggeriscono che esistono differenze precoci nelle capacità percettive e motorie nei bambini e ciò richiede una rivalutazione delle teorie relative allo sviluppo dell’autismo.

 

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