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Bocca asciutta? Colpa del caldo o c’è da preoccuparsi?

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

Apnee e Bocca secca: ecco qual è il Legame
Indice

Dr. Antonio Sanna Pneumologo – Dirigente Medico S.O.S Pneumologia ed Endoscopia Bronchiale, Ospedale San Jacopo – Pistoia.


Con l’aumento delle temperature e con quel clima afoso che si respira nelle notti d’estate, svegliarsi con una fastidiosa sensazione di bocca asciutta e di sete implacabile può essere normale.

Succede a tutti, infatti, in un ambiente particolarmente secco, di destarsi dal sonno e avvertire il tipico sintomo della xerostomia; tuttavia, se questo fastidio si protrae a lungo, anche quando non è giustificato dall’ambiente circostante (camera da letto con il giusto grado di umidità, temperature normali o stagione invernale), bisognerebbe approfondire la questione.

Bocca asciutta: quando preoccuparsi?

Attenzione: la secchezza delle fauci può essere una condizione comune a molte patologie; è importante dunque dare la giusta considerazione anche agli altri sintomi che accompagnano il disturbo.

Avete perennemente una sete implacabile? Potrebbe essere diabete. Fumate o masticate molte gomme? Forse dovreste ripensare a queste abitudini che interferiscono con la produzione di saliva. Siete sotto cura farmacologica? Antidepressivi, antistaminici, antidolorifici e antispastici possono avere questo, come effetto collaterale. Russate, dormite poco bene e anche durante il giorno vi capita di respirare con la bocca aperta? La bocca asciutta di notte potrebbe essere collegata con la sindrome delle apnee notturne!

Escluse dunque le altre possibilità, se vi siete riconosciuti in questi ultimi sintomi, non prendete sottogamba la situazione: le apnee possono essere più pericolose per la salute di quanto si immagini, ma la buona notizia è che esiste un trattamento risolutivo che vi permetterà di tornare a riposare serenamente.

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno: come riconoscerla

Soffrire di apnee notturne potrebbe sembrare una condizione non proprio semplice da riconoscere.

Spesso, infatti, sono i familiari del paziente (il suo partner o chi dorme in stanza con lui/lei) i primi ad accorgersi del problema.

Il russamento è uno dei sintomi più frequenti per chi soffre di questo disturbo. Tipico, poi è l’andare in “apnea” per alcuni secondi: la respirazione si interrompe, e con essa l’apporto di ossigeno al cervello, per un breve lasso di tempo; subito dopo, riprende producendo una respirazione rumorosa.

Il sonno, poi, è frammentato: il paziente si sveglia spesso con quella che descrive come “fame d’aria”: una sensazione di soffocamento che lo fa boccheggiare o ansimare, per ripristinare l’interruzione del flusso d’aria.

I continui risvegli, per via della respirazione che si interrompe, non permettono all’individuo di dormire serenamente. Se il sonno è frammentato, le sue dirette conseguenze sono:

  1. Sonnolenza diurna. A uno scarso riposo durante la notte corrisponde una marcata sonnolenza durante il giorno, che non ha altre cause se non quella di aver dormito male.
  2. Difficoltà di concentrazione e stanchezza cronica. Quando la carenza di sonno è continua e costante nel tempo, il soggetto che soffre di apnee notturne farà fatica a concentrarsi sul posto di lavoro o a scuola, manifestando molta stanchezza.
  3. Disturbi dell’umore. Se non si riesce a riposare bene, è inevitabile andare incontro anche a oscillazioni umorali, che comprendono stati ansiosi o depressivi, con una buona componente di ansia e irritabilità.

Da tutto ciò si capisce bene come sia fondamentale non trascurare il problema della bocca secca di notte, ma porvi rimedio il prima possibile.

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Diagnosi e terapia per le apnee notturne

Se sospettate di soffrire di questo disturbo, la cosa migliore è consultare il medico o, ancor meglio, lo specialista (pneumologo) per sottoporvi a una polisonnografia. Si tratta di un esame per niente invasivo e indolore, che monitora il sonno del paziente durante il suo riposo.

Accertata la condizione delle apnee, potrete adottare diversi rimedi per migliorare la vostra condizione.

In primis, occorrerà modificare il proprio stile di vita, se necessario: i fumatori dovranno smettere questa cattiva e insalubre abitudine; coloro che hanno messo su qualche chilo di troppo o soffrono di obesità, dovranno mettersi a dieta. Queste due componenti, infatti, sono tra le prime cause responsabili dell’insorgere delle apnee notturne: il fumo è nocivo per le vie respiratorie, mentre il grasso corporeo le costringe, impedendo il corretto fluire dell’aria.

Nei casi più complicati (da moderati a severi), potrà essere necessario servirsi di un dispositivo per la ventilazione meccanica a pressione continua, detto C-PAP. Questo strumento spinge l’aria (e dunque l’ossigeno) all’interno dei canali di respirazione, aiutando il paziente in questa operazione fisiologica durante le ore di sonno. Anche in questo caso, non si tratta di strumentazione invasiva: il C-PAP sfrutta una semplice mascherina da appoggiare sul viso e con cui dormire tutte le notti.

In questo modo, potrete tornare a dormire sonni tranquilli, e a noi non resta che augurarvi un buon riposo!

*Contenuto di informazione pubblicitaria: “SonnoService“.

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