Cancro in aumento nel mondo: entro il 2050 potrebbero mancare 100 milioni di operatori sanitari

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 07 Giugno, 2026

Un medico da sostegno ad una ragazza

L'invecchiamento della popolazione mondiale e l'aumento complessivo degli abitanti del pianeta stanno contribuendo a una crescita costante dei casi di cancro. Secondo un nuovo rapporto commissionato da The Lancet Oncology, entro il 2050 si potrebbero registrare 35,3 milioni di nuove diagnosi di tumore ogni anno e circa 18,5 milioni di decessi legati alla malattia.

Gli esperti sottolineano che sette persone su dieci tra quelle che riceveranno una diagnosi vivranno in Paesi a basso o medio reddito, dove le probabilità di sopravvivenza restano sensibilmente inferiori rispetto alle nazioni più sviluppate.

Questo incremento rispecchia la transizione epidemiologica globale. L'aumento della speranza di vita sposta il carico sanitario dalle malattie infettive a quelle croniche non trasmissibili.

La carenza di personale sanitario preoccupa gli esperti

Lo studio evidenzia un problema che potrebbe diventare centrale nei prossimi decenni: la mancanza di professionisti sanitari specializzati nella diagnosi e nel trattamento dei tumori. Secondo le stime, entro il 2050 il sistema sanitario globale potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza di circa 100 milioni di operatori rispetto al fabbisogno necessario per gestire l'aumento dei pazienti oncologici.


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Le figure più richieste saranno gli infermieri, con un deficit previsto di 65 milioni di professionisti, seguiti da radiologi, patologi e altri specialisti della diagnostica, per i quali potrebbero mancare circa 16 milioni di operatori. A questi si aggiungono una carenza di 10 milioni di medici specialisti, 6 milioni di professionisti clinici avanzati e circa 15 milioni di tecnici e operatori sanitari qualificati.

Africa e Asia tra le aree più vulnerabili

Le conseguenze potrebbero essere particolarmente pesanti in Africa e in molte regioni dell'Asia. Il rapporto prevede che nel 2050 i tassi di sopravvivenza a cinque anni dal cancro possano fermarsi al 34% in Africa e al 39% in Asia, valori nettamente inferiori rispetto a quelli stimati per Nord America e Oceania, dove potrebbero raggiungere il 60%.

Gli autori sottolineano inoltre che circa un tumore su tre non viene diagnosticato nel mondo e che in alcune aree africane oltre il 60% dei casi potrebbe rimanere senza una diagnosi. In molti contesti, spiegano i ricercatori, il luogo in cui una persona riceve cure e assistenza influisce sulla sopravvivenza più della tipologia stessa di tumore.

Le possibili soluzioni

Per affrontare il problema, gli esperti propongono una serie di interventi che includono investimenti nella formazione, una migliore distribuzione del personale sanitario, l'utilizzo di tecnologie digitali e sistemi basati sull'intelligenza artificiale, oltre alla creazione di un registro globale della forza lavoro oncologica, oggi ancora inesistente.

Secondo il rapporto, un rafforzamento efficace del sistema potrebbe contribuire a evitare fino a 170 milioni di morti per cancro tra il 2030 e il 2050.

Gli autori del documento definiscono questi dati un chiaro segnale d'allarme. Senza interventi rapidi e coordinati, l'aumento dei casi di cancro rischia infatti di superare la capacità dei sistemi sanitari di offrire diagnosi e cure adeguate a milioni di persone nel mondo.

Fonti:

ScienceAlert - Growing 'Cancer Crisis' Requires Millions More Healthcare Workers, Report Warns

Ultimo aggiornamento – 04 Giugno, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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