Tumori al cervello, scoperto un meccanismo nascosto: perché alcune aree sono più vulnerabili di altre

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 03 Giugno, 2026

Un'ecografia al cervello

Da decenni i medici osservano un fenomeno curioso nei tumori cerebrali: alcune forme di cancro tendono a comparire sempre nelle stesse aree del cervello. I glioblastomi, tra i tumori più aggressivi, si sviluppano spesso negli emisferi cerebrali, mentre i medulloblastomi colpiscono soprattutto il cervelletto nei bambini. Finora però non era chiaro perché alcune regioni fossero più predisposte di altre. Un nuovo studio potrebbe aver individuato un indizio importante.

Lo studio sui moscerini della frutta

Un gruppo internazionale di ricercatori ha utilizzato il cervello della Drosophila, il comune moscerino della frutta, per analizzare il comportamento delle cellule tumorali. Anche se può sembrare distante dall’essere umano, questo insetto viene usato spesso nella ricerca neurologica perché il suo sistema nervoso segue meccanismi biologici molto simili a quelli umani.

Gli scienziati hanno modificato geneticamente alcuni moscerini alterando proteine coinvolte nell’identità delle cellule cerebrali. In pratica, neuroni già maturi sono stati “riportati indietro”, trasformandosi in cellule simili a cellule staminali capaci di moltiplicarsi senza controllo. Questo processo ha portato alla comparsa di masse cellulari anomale simili a tumori.

La proteina che potrebbe fare la differenza

Durante gli esperimenti è emerso un dettaglio particolare: nonostante le cellule anomale fossero presenti in tutto il sistema nervoso dei moscerini, i tumori continuavano a crescere solo in alcune regioni specifiche del cervello. A quel punto i ricercatori hanno concentrato l’attenzione su una proteina chiamata Chinmo.


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Nelle aree dove i tumori riuscivano a svilupparsi, la proteina era presente. Dove invece il cancro non attecchiva, Chinmo risultava assente. Quando gli studiosi hanno ridotto artificialmente questa proteina, la crescita tumorale si è fermata. Al contrario, aumentandola in regioni normalmente resistenti, le cellule anomale hanno iniziato a proliferare.

Cosa potrebbe significare per l’uomo

Gli esseri umani non possiedono la proteina Chinmo, ma secondo i ricercatori potrebbero esistere proteine equivalenti in grado di influenzare la vulnerabilità di alcune aree cerebrali ai tumori. La scoperta suggerisce che il cancro non dipenda soltanto dalle mutazioni genetiche, ma anche dall’ambiente biologico in cui quelle mutazioni si sviluppano.

I corrispettivi nell'essere umano sono i fattori di trascrizione della famiglia ZBTB. Queste proteine controllano la competenza oncogenica specifica delle diverse aree cerebrali.

Secondo il gruppo, comprendere questi meccanismi potrebbe aprire nuove strade nella prevenzione e nei trattamenti contro i tumori cerebrali più aggressivi, intervenendo prima ancora che le cellule mutate riescano a trasformarsi in un vero tumore.

Fonti:

Ultimo aggiornamento – 28 Maggio, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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