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Cancro alla prostata: scoperta la mappa delle mutazioni genetiche

Andrea Salvadori | Blogger

Ultimo aggiornamento – 27 Maggio, 2015

Cancro alla prostata: scoperta la mappa delle mutazioni genetiche

I ricercatori dell’Institute of Cancer Research di Londra (in collaborazione con altri centri di ricerca americani ed europei) sono riusciti ad ottenere la mappa delle mutazioni del DNA del tumore alla prostata.

La notizia è di una tale portata che è stata definita come la “Stele di Rosetta” che permetterà di decodificare le complessità di questa malattia, esattamente come la Stele di Rosetta consentì di decifrare i geroglifici nell’antichità.

Lo studio

Secondo questa ricerca, il 90% degli uomini con il tumore alla prostata subisce mutazioni genetiche che posso essere colpite con farmaci già esistenti o con loro combinazioni. Gli scienziati hanno analizzato il codice genetico di circa 150 neoplasie metastatiche, cioè tumori che si sono sviluppati in altre parti del corpo (fegato, linfonodi, ossa).

Questo punto costituisce già di per sé una grossa novità, in quanto, solitamente, è molto difficile reperire questi campioni. I medici, dunque, sono voluti andare in profondità nell’analisi del carcinoma prostatico in stato avanzato, quando ci si trova di fronte alla resistenza ai trattamenti standard.

Oltre due terzi dei soggetti studiati mostravano delle mutazioni nelle molecole che vanno a interagire con gli ormoni androgeni, quelli che solitamente sono colpiti dalle cure. Non è tutto: in circa il 20% dei pazienti esaminati, sono stati trovati mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, noti per il loro ruolo nel tumore al seno. In sostanza, sono state riscontrate delle mutazioni che, seppure sconosciute nel tumore della prostata, sono note in altre forme di cancro e quindi esistono già farmici mirati sul mercato.

A questo bisogna aggiungere che, dall’analisi del sangue di questi pazienti, si è visto che l’8% di loro presentava disfunzioni genetiche dalla nascita e ciò li predisponeva allo sviluppo del cancro alla prostata. L’esito di tale analisi, inoltre, suggerisce l’importanza di uno screening genetico alla nascita per coloro che hanno familiarità con la malattia.

La mappatura genetica delle mutazioni

L’entusiasmo per i risultati ottenuti è evidente nelle parole del professor Johann De Bono, dell’Institute of Cancer Research: “Abbiamo, per la prima volta, realizzato una mappa genetica completa delle mutazioni nel cancro alla prostata e questa ci potrà guidare nelle cure per questo tipo di tumori mortali. Abbiamo definito questo studio una Stele di Rosetta per la possibilità che apre di decodificare la complessità della malattia agevolando cure personalizzate e di successo. In passato – ha proseguito de Bono, coordinatore dello studio – abbiamo considerato il cancro alla prostata come una singola malattia, ma questo lavoro dimostra che si tratta di un gruppo di malattie, ciascuna guidata da uno specifico insieme di mutazioni“.

Secondo Paul Workman, capo esecutivo e presidente dell’Institute of Cancer Research:Il cancro diventa letale quando si dissemina nel corpo e non risponde più ai trattamenti e finora era incredibilmente difficile capire cosa geneticamente stava accadendo: questo studio credo cambierà il modo di trattare questi casi attraverso le informazioni genetiche“.

 

 

 

 

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