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Un cerotto per monitorare la salute del cuore

Ultimo aggiornamento – 13 Ottobre, 2014

Un gruppo di ricercatori della Northwestern University e University of Illinois (Stati Uniti) ha sviluppato un dispositivo indossabile che fornisce il monitoraggio della salute del cuore e la condizione della nostra pelle per 24 ore al giorno.

Un cerotto tecnologico

Dalle sembianze simili a un comune cerotto, misura soltanto cinque centimetri quadrati ed è stato studiato per essere portato direttamente sulla pelle e soddisfare al meglio le esigenze di confort; per questo motivo il dispositivo è stato concepito estremamente sottile e flessibile affinché sia appena percepito da chi lo indossa.

Si tratta di un meccanismo molto pratico: quando la pelle è tesa, schiacciata o torta, questo riesce ad adeguarsi ai suoi movimenti allungandosi o comprimendosi a seconda di come essa si muove” – ha spiegato uno degli inventori in un comunicato stampa.

Come funziona?

Questo cerotto supertecnologico rileva la temperatura sulla superficie della pelle e ne registra le variazioni che sono indicative sia della salute cardiaca sia dell’idratazione della pelle. Il rilevamento della temperatura, come spiega la rivista scientifica Nature Comunications, avviene mediante 3600 cristalli liquidi termocromici, della dimensione di 0,5 millimetri quadrati l’uno, disposti su un supporto flessibile ed elastico.

Le sostanze termocromiche sono quelle che cambiano colore in risposta ai cambiamenti di temperatura, come quei braccialetti che usavamo da bambini per indicare il nostro umore. Quando questo patch cambia colore, quindi, significa che qualcosa non va nella temperatura corporea e l’utente viene subito avvisato; sensori di immagini e algoritmi traducono poi i dati in un report sulla condizione di salute rilevata, il tutto in una manciata di secondi.

Grazie all’elevato numero di cristalli ravvicinati, il dispositivo è in grado di fornire una risoluzione estremamente precisa, non troppo lontana dalla tecnologia a raggi infrarossi comunemente usata in ambito clinico. In questo caso, però, parliamo di un dispositivo molto più economico rispetto alle tecnologie esistenti, portatile e, soprattutto, senza fili perché potenzialmente ricaricabile tramite segnali di radiofrequenza nell’aria.

Questi risultati forniscono i primi esempi di sensori fotonici epidermici”, ha riferito l’autore John Rogers in un comunicato stampa. “Questa tecnologia amplia notevolmente la gamma di funzionalità nei dispositivi montati pelle oltre che possibile con soli elettronica“.

Gli ulteriori tests in corso indicheranno se sarà possibile commercializzare il dispositivo rendendolo un aiuto concreto nella vita di tutti i giorni.

 

 

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