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Chemioterapia al cervello: effetti pericolosi

Paolo Pate | Blogger

Ultimo aggiornamento – 13 Maggio, 2015

Chemioterapia al cervello: effetti pericolosi

Pazienti sottoposti a chemioterapia possono subire cambiamenti nella memoria, nella concentrazione e nel modo di pensare. Per molti anni la preoccupazione si è alternata allo scherzo quando si parlava dei possibili effetti negativi che la cosiddetta “chemio cerebrale” poteva avere sui pazienti in cura.

Ora, per la prima volta, alcuni ricercatori hanno dimostrato che la “chemio cerebrale” può davvero causare molti danni.

Deficit di attenzione

Lo studio, pubblicato sulla rivista Clinical Neurophysiology, ha scoperto che soggetti sottoposti a chemioterapia cerebrale non mantengono poi capacità riflessive mirate a lungo tempo. “Un cervello sano trascorre del tempo vagando qua e là e un po’ impegnato in qualcosa”, ha rivelato Todd Handy, ricercatore e professore di psicologia presso la University of British Columbia.

Abbiamo scoperto che la chemio cerebrale rende un cervello cronicamente errante, essenzialmente bloccato, come se fosse chiuso fuori”. Secondo i ricercatori, chi subisce trattamenti di chemioterapia al cervello tende a rimanere in questo stato di esclusione. Il 50% dei pazienti sente poi il bisogno di mantenere ogni aspetto della propria vita nel modo più semplice possibile.

Per questo studio il team di ricerca ha utilizzato un elettroencefalogramma (EEG) per rilevare l’attività elettrica del cervello e monitorare l’attività cerebrale dei pazienti durante le loro mansioni quotidiane. La diagnosi per chi è guarito da un tumore è stata netta: “meno probabilità di mantenere l’attenzione costante”, rispetto ad individui sani.

Ancora più preoccupante, però, è che quando gli ex malati provavano a concentrarsi, proprio in quel momento l’EEG mostrava un cervello in gran parte spento e menti che vagavano erranti. Invece, quando si chiedeva loro di rilassarsi, il cervello era più attivo rispetto a quello dei soggetti sani. La speranza è che questi dati possano aiutare a misurare realmente gli effetti che la chemioterapia ha sul cervello dei pazienti.

Uno sguardo al futuro

Test per valutare le capacità cognitive dei pazienti chemioterapici sono stati sviluppati anche per altri disturbi cognitivi, come il morbo di Alzheimer o diverse lesioni cerebrali. Purtroppo, tutti questi esami si sono dimostrati abbastanza inefficaci, perché spesso chi superava i test senza problemi in laboratorio, soffriva poi per disturbi cognitivi e cerebrali una volta tornato a casa.

I medici ora riconoscono che gli effetti del trattamento contro il cancro persistono a lungo anche al termine della terapia e possono avere un impatto devastante sulla vita di una persona”, ha affermato la ricercatrice Kristin Campbell. “Questi risultati potrebbero offrire un nuovo modo di testare la chemio cerebrale nei pazienti e possono rappresentare un efficace strumento per monitorare sempre meglio questa terapia nel corso del tempo”.

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