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La colonscopia virtuale: tipologia di diagnostica, i vantaggi, le patologie accertabili

Ultimo aggiornamento – 14 aprile, 2020

colonscopia virtuale: in cosa consiste
Indice

Le nuove tecniche diagnostiche permettono ai pazienti di scoprire in tempo, e quindi di affrontare altrettanto per tempo, le malattie più gravi e più difficili da curare dell’intestino. Grazie a queste metodologie, anche dei semplici malesseri possono scomparire in breve tempo, rendendo la vita più facile.

In cosa consiste la colonscopia virtuale?

Tra queste nuove metodiche diagnostiche, possiamo annoverare la colonscopia virtuale, non invasiva come quella tradizionale. L’obiettivo di questo esame è quello di studiare a fondo il colon, evitando di creare disagio e dolore al paziente.

Precedentemente, veniva utilizzato un endoscopio, dotato di una sonda che veniva inserita nel paziente attraverso l’ano, per esplorare l’intero intestino, partendo dal retto andando verso il sigma per poi procedere incontro al colon. La nuova tecnica, invece, prevede una ricostruzione veritiera, anche se virtuale, dell’apparato intestinale. Il paziente non avvertirà alcun fastidio, in caso contrario verrà somministrata una lieve anestesia locale.

Perché viene effettuata la colonscopia virtuale?

Il dosaggio di raggi X utilizzato per eseguire la colonscopia virtuale è estremamente basso. È un esame eseguito tramite una TAC, la quale raccoglie i dati della parte da esaminare, dopodiché, tramite software elaborati per questi specifici settori medici, i dati verranno utilizzati per ricostruire virtualmente l’intestino su uno schermo, in forma tridimensionale.

Tramite questo “disegno” in 3D, l’operatore radiologico sarà in grado di osservare l’interno dell’apparato intestinale, senza doverlo fare manualmente direttamente nel corpo del paziente. Con questa tecnica, si potranno esaminare perfettamente sia lo spessore della parete del colon, del retto e del sigma sia gli altri organi adiacenti.

Non prevedendo l’utilizzo di un endoscopio, come invece è solita fare la colonscopia tradizionale, la colonscopia virtuale si rivela un’ottima alternativa, grazie alla non invasività e al minimo fastidio che può provocare nel paziente. Questo esame innovativo ha la capacità di diagnosticare in tempo eventuali patologie tumorali presenti nella zona del colon-retto, oltre che rilevare possibili diverticoli, ulcere e polipi che si possono essere formati sulle pareti intestinali. È proprio per la sua accuratezza che viene consigliata ai pazienti nei casi in cui si sospetti un possibile cancro al colon-retto.

Non c’è alcuna differenza diagnostica tra la colonscopia tradizionale e quella virtuale, e i vantaggi nei confronti del paziente sono superiori nella seconda tipologia, soprattutto per le persone anziane che alle volte si trovano in difficoltà a dover eseguire determinati esami clinici. Ad oggi, la colonscopia virtuale è paragonabile, se non sostituibile al clisma opaco.

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Da che basi nasce la colonscopia virtuale?

Con il cambiamento alimentare che sta affrontando la popolazione mondiale negli ultimi decenni, l’incidenza del tumore al colon è aumentata in modo considerevole. Ecco quindi che la ricerca si è posta come obiettivo la distribuzione di nuove metodologie diagnostiche, in grado di scoprire per tempo gravi patologie. Rispetto a molti anni fa, è cambiata la quotidianità, i tempi si fanno più serrati, le persone accusano stress e malesseri che vanno inevitabilmente a colpire il tratto intestinale.

Come si esegue una colonscopia virtuale?

Mediamente, una TAC, il metodo utilizzato per raccogliere i dati della colonscopia virtuale, dura dai 5 ai 20 secondi. Non prevedendo l’introduzione di una sonda endoscopica o la somministrazione del liquido di contrasto attraverso una flebo, risulta facile da eseguire e soprattutto non invasiva per il paziente.

Per prima cosa, il paziente si sdraierà sul lettino; in seguito, l’operatore inserirà un tubicino di plastica molto sottile all’interno dell’orifizio anale, non andrà in profondità, ma si fermerà dopo pochi centimetri. All’estremità del tubicino, è posizionata una pompetta attraverso la quale verrà insufflata anidride carbonica o aria all’interno del colon.

La scansione della raccolta dei dati dura pochissimi secondi. Durante questa operazione, il paziente dovrà trattenere il respiro. La quantità di radiazioni è minima, se si pensa che la persona assorbirà solo il 20% della dose solitamente assorbita durante una normale TAC. In casi particolari, per esempio nei soggetti che soffrono di diverticoli, probabilmente il medico potrà somministrare loro dei farmaci antispatici, in quanto l’intestino non si distende perfettamente e quindi l’operatore non sarebbe in grado di raccogliere le immagini a dovere.

Per poter esaminare in tranquillità tutte le immagini, senza dover pensare al fatto che il paziente sia in una posizione scomoda o si senta a disagio, un software ricaverà tutti i dati raccolti e li trasporterà sullo schermo, così da offrire una panoramica veritiera, seppur virtuale, di tutto l’apparato digerente.

Dopo poche ore dall’esame, l’anidride carbonica o l’aria che è stata insufflata nel paziente verrà riassorbita naturalmente, permettendo alla persona di riprendere la propria quotidianità.

Quanto dura una colonscopia virtuale?

La durata della colonscopia virtuale è molto breve, soprattutto se confrontata con la colonscopia tradizionale. Di solito, si va dai 7 minuti ai 15, in base alle aderenze intestinali che si potrebbero incontrare durante l’esame.

Quali sono i vantaggi della colonscopia virtuale?

Come detto in precedenza, uno dei primi vantaggi per il paziente è la minima invasività dell’esame, prevedendo il solo inserimento di un piccolo tubicino di plastica per pochissimi centimetri all’interno dell’orifizio anale. Non provoca dolore, se non un lieve fastidio che, se non tollerato, può scomparire con una lieve sedazione locale. Non c’è la necessità di utilizzare un liquido di contrasto per via endovenosa. Tramite la colonscopia virtuale, inoltre, il radiologo sarà in grado di esaminare anche gli organi adiacenti all’intestino, quindi fegato, reni, pancreas, milza.

Una volta che il radiologo avrà esaminato le immagini in 3D che il software avrà riportato sul PC, il paziente sarà libero di tornare a casa. Gli organi saranno analizzati molto approfonditamente e con cura, tramite una visione d’insieme totale.

Come ci si deve preparare a una colonscopia virtuale?

Due giorni prima dell’appuntamento per la colonscopia virtuale, il paziente dovrà seguire una dieta specifica che prevede principalmente liquidi, quindi sì al brodo di carne, ai succhi di frutta molto liquidi, caffè, tè, tisane, bevande non gassate. Si possono mangiare anche le carni, solo quelle bianche e il pesce. L’alimentazione prevede anche bresaola e prosciutto, uova, ricotta e tutti i formaggi freschi, purè, pasta in bianco, yogurt anch’esso molto liquido, banane, budini, gelato alle creme e omogeneizzati.

Questo tipo di dieta va seguito due giorni prima; un giorno prima dell’esame invece è preferibile assumere soltanto brodo di carne, succhi di frutta, bevande non gassate, tè, caffè, yogurt, tisane. Quindi, vietati i cibi solidi. Verso le ore 14 del giorno prima, sarà il caso di sottoporsi a un lavaggio intestinale, tramite l’assunzione di farmaci che aiutano la pulizia dell’intestino, solitamente sono delle bustine che vanno sciolte nell’acqua, così da svuotare completamente le budella.

È il caso di avvertire l’operatore se si assumono determinati farmaci per altre patologie, perché potrebbero alterare la raccolta delle immagini:

  • farmaci per l’artrite
  • l’aspirina
  • fluidificanti del sangue
  • farmaci per il diabete
  • farmaci anti-infiammatori non steroidei, come l’Ibuprofene
  • le vitamine che contengono integratori di ferro

Seppur contenente una bassa dose di raggi X, l’esame è controindicato per le donne in gravidanza, in quanto potrebbe danneggiare il feto.

Quanto è affidabile una colonscopia virtuale?

Sono ben 90% i tumori che vengono rilevati tramite una colonscopia virtuale, e non riguardano soltanto l’apparato digerente, ma anche tutti gli organi adiacenti a esso. È un esame diagnostico estremamente affidabile, grazie anche alle piattaforme informatiche avanzate che rilevano i tumori o altre patologie nelle zone più difficili da esaminare dell’intestino e non solo.

Le nuove metodiche diagnostiche utilizzate per effettuare la colonscopia virtuale permettono all’operatore di ingrandire o di analizzare determinate sezioni che sembrano sospette, grazie anche alla tecnologia in 3 dimensioni. Il radiologo naviga letteralmente attraverso le anse dell’intestino, arrivando negli anfratti più nascosti.

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